La Corea del Sud ha spinto Google a limitare l’accesso a 17 piattaforme di trading estere, tra cui KuCoin e MEXC.
La repressione, entrata in vigore il 25 marzo, fa parte degli sforzi continui del paese per regolare l’industria crypto e salvaguardare gli investitori locali.
Ecco perché il governo sudcoreano ha preso provvedimenti
Il principale regolatore finanziario della Corea del Sud, la Financial Services Commission (FSC), ha confermato che Google Play ha rimosso KuCoin e MEXC, tra altri 15 exchange, dalla sua piattaforma. La mossa rende impossibile per i nuovi utenti installare le app.
“Dal 25 marzo, su richiesta del governo sudcoreano, Google ha implementato restrizioni di accesso domestico su 17 exchange che non sono registrati in Corea del Sud. Gli utenti non possono installare nuove applicazioni correlate o aggiornarle, inclusi KuCoin, MEXC, Phemex, XT, Biture, CoinW, CoinEX, ZoomEX, Poloniex, BTCC, DigiFinex, Pionex, Blofin, Apex Pro, CoinCatch, WEEX e BitMart,” ha riportato Wu Blockchain.

Gli utenti esistenti non possono nemmeno aggiornarle, limitando ulteriormente la loro accessibilità. Secondo la FSC, queste piattaforme non sono riuscite a registrarsi secondo la legge sudcoreana mentre miravano attivamente ai trader locali. Con ciò, hanno effettivamente violato i requisiti normativi del paese.
La Corea del Sud ha alcune delle regolamentazioni crypto più severe al mondo, e le autorità sono state sempre più aggressive nell’applicarle. Secondo la Specific Financial Transaction Information Reporting and Use Act, qualsiasi fornitore di servizi di asset virtuali (VASP) estero operante in Corea del Sud deve registrarsi presso l’Unità di Intelligence Finanziaria (FIU) del paese.
Il mancato rispetto può comportare severe sanzioni, incluse pesanti multe o addirittura imprigionamento per i coinvolti.
La FSC ha sottolineato che questa ultima misura mira a prevenire crimini finanziari come il riciclaggio di denaro e proteggere gli investitori da potenziali frodi. Il regolatore ha delineato i criteri per determinare se un exchange operava illegalmente nel paese.
Questi includevano l’offerta di un sito web in lingua coreana, il marketing attivo verso gli utenti locali e il supporto alle transazioni in won coreani.
Sebbene questa azione di applicazione sia significativa, non è la prima volta che le autorità sudcoreane adottano una posizione dura contro gli exchange esteri. Nel 2022, la FIU ha identificato e limitato 16 piattaforme non registrate, seguite da altre sei nel 2023.
L’ultima repressione segnala che i regolatori stanno raddoppiando i loro sforzi per portare il mercato crypto sotto una supervisione più rigorosa.
Upbit exchange per crescere nel vantaggio di mercato
Con i principali exchange internazionali che affrontano restrizioni, la dominance delle piattaforme locali come Upbit si è solo rafforzata. L’exchange controlla una quota significativa del mercato crypto trading della Corea del Sud.
BeInCrypto ha recentemente riportato che oltre il 30% della popolazione sudcoreana scambia criptovalute. Upbit elabora la maggior parte di queste transazioni. Questa ultima mossa contro gli exchange esteri potrebbe ulteriormente consolidare la posizione di Upbit nel mercato, rendendola la piattaforma di riferimento per gli investitori retail e istituzionali.
“La Corea del Sud non scherza quando si tratta di regolamentazioni crypto. Questa mossa [inserire nella lista nera 17 exchange] pone un vero ostacolo davanti ai trader che utilizzano questi exchange,” ha osservato un utente.

Sebbene il quadro normativo della Corea del Sud possa sembrare restrittivo, potrebbe aprire la strada a un maggiore coinvolgimento istituzionale nel crypto.
Applicando misure di conformità ed eliminando i giocatori non registrati, il governo sta creando un ambiente più strutturato che potrebbe attrarre istituzioni finanziarie tradizionali (TradFi) in cerca di chiarezza normativa prima di investire in asset digitali.
Il paese ha anche intrapreso passi per ritardare la tassazione sugli investimenti in crypto, il che segnala un approccio più equilibrato che cerca di incoraggiare la crescita nel settore garantendo al contempo la protezione degli investitori.
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