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L’IRS mette gli exchange sotto i riflettori con il nuovo sistema fiscale crypto

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

05 marzo 2026 19:02 CET
  • L'IRS propone la consegna esclusivamente digitale per il modulo fiscale 1099-DA relativo alle crypto.
  • Gli exchange devono segnalare i proventi delle vendite crypto e il costo iniziale.
  • Nuove regole ampliano la supervisione dell’IRS sulle attività di trading crypto.
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In una proposta pubblicata giovedì, l’IRS (Internal Revenue Service) degli Stati Uniti ha annunciato di voler consentire ai broker crypto, come Coinbase e Kraken, di richiedere ai clienti la consegna elettronica dei moduli fiscali sulle attività in asset digitali, invece di offrire facoltativamente le copie cartacee.

La nuova regola riguarda il Modulo 1099-DA, il nuovo documento di riferimento per la segnalazione delle transazioni in asset digitali.

L’IRS si muove verso una dichiarazione fiscale crypto solo digitale con il modulo 1099-DA

Le nuove linee guida del quadro di riferimento per la segnalazione degli asset digitali dell’agenzia fiscale potrebbero cambiare il modo in cui i trader crypto ricevono i documenti fiscali e il modo in cui gli exchange riportano l’attività degli utenti.

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A partire da quest’anno, i broker crypto devono segnalare sia i proventi lordi che il costo di acquisto delle vendite di asset digitali all’IRS.

Un cambiamento verso la dichiarazione fiscale digitale

L’IRS ha affermato che il cambiamento semplificherebbe la consegna dei moduli fiscali da parte dei broker e ridurrebbe il carico amministrativo legato alla documentazione cartacea.

“Queste proposte normative in genere non richiederebbero ai broker di fornire le dichiarazioni 1099-DA in formato cartaceo a nessun cliente che non acconsenta a ricevere tali dichiarazioni in formato elettronico”, ha scritto l’agenzia nella proposta.

In base alla nuova regola, gli exchange potrebbero consegnare i documenti fiscali esclusivamente tramite canali digitali come dashboard utente o notifiche via email.

In alcuni casi, i broker potrebbero addirittura essere autorizzati a interrompere i servizi per i clienti che rifiutassero la consegna elettronica.

La proposta riflette una più ampia iniziativa dell’IRS volta a modernizzare la propria infrastruttura fiscale, dato che il trading di criptovalute diventa sempre più diffuso.

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Requisiti di rendicontazione ampliati

La proposta per la consegna elettronica arriva mentre l’IRS inizia a implementare un nuovo sistema per monitorare le transazioni in asset digitali.

Con le regole attuali entrate in vigore quest’anno, i broker crypto devono riportare informazioni dettagliate sulle operazioni degli utenti utilizzando il Modulo 1099-DA.

La segnalazione include sia i proventi lordi che il costo di acquisto, consentendo così all’IRS di calcolare automaticamente le eventuali plusvalenze o perdite legate all’attività crypto degli utenti.

Per le autorità di regolamentazione, il nuovo quadro rappresenta un importante passo avanti nella visibilità sulle attività di trading crypto.

Storicamente, le autorità fiscali si sono affidate fortemente all’autodichiarazione degli investitori crypto, lasciando vuoti nei controlli.

Con la segnalazione diretta da parte degli exchange, l’IRS ora riceve dati strutturati sulle transazioni che possono aiutare a rilevare plusvalenze dichiarate in modo incompleto o vendite crypto non dichiarate.

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Crescente attenzione verso gli investitori crypto

L’impegno dell’agenzia per rafforzare la segnalazione segue un aumento degli sforzi di enforcement nei confronti degli utenti di asset digitali.

La piattaforma fiscale crypto CoinLedger ha segnalato, lo scorso anno, un forte aumento del numero di investitori USA che hanno ricevuto lettere di avvertimento dall’IRS in merito alle loro attività con asset digitali.

Molte di queste lettere ricordavano che le transazioni in criptovalute potrebbero costituire eventi imponibili e devono essere dichiarate nelle dichiarazioni fiscali federali.

Su Reddit, un investitore crypto ha descritto di aver ricevuto la Lettera 6174, una comunicazione che ricorda ai contribuenti di segnalare le operazioni con asset digitali.

“La scorsa settimana ho ricevuto una lettera dall’IRS riguardante la mia attività con Bitcoin e sono andato molto più in panico del dovuto”, ha scritto l’utente. “Per un attimo ho temuto seriamente di rischiare una verifica fiscale.”

Tuttavia, l’investitore ha poi scoperto che la comunicazione era solo a scopo informativo e che lettere simili erano state inviate a molti detentori di crypto, compresi alcuni che non avevano mai venduto alcun asset.

Proposta ancora aperta ai commenti

La proposta dell’IRS che permette la consegna elettronica esclusiva dei moduli fiscali crypto non è ancora definitiva. L’agenzia sta attualmente raccogliendo commenti pubblici prima di decidere se adottare formalmente la norma.

Il cambiamento potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso l’integrazione delle crypto nel quadro normativo della compliance finanziaria più ampio.

Nel frattempo, il dibattito politico sulla tassazione delle crypto continua a Washington. In passato, il presidente Donald Trump ha manifestato interesse nel eliminare le tasse su alcune attività crypto svolte negli Stati Uniti.

Ciò evidenzia il dibattito politico in corso sulla regolamentazione degli asset digitali. Nel frattempo, però, l’IRS sembra concentrato su un rafforzamento dei controlli sulla rapida economia crypto.

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