I CEX continuano a detenere la maggior parte della liquidità nel mercato crypto. Tuttavia, gli equilibri stanno iniziando a cambiare, dato che i DEX hanno raddoppiato la loro quota di mercato spot negli ultimi due anni ed esteso di cinque volte la loro presenza nei futures perpetual.
I dati indicano che il trading on-chain non è più una nicchia alternativa. Sta emergendo invece come un concorrente strutturale verso le piattaforme centralizzate.
I DEX guadagnano terreno: Hyperliquid, Uniswap e PancakeSwap entrano tra i 10 exchange principali
Secondo il Report sull’attività di trading su CEX e DEX 2026 di CoinGecko, i CEX hanno elaborato quasi 80.000 miliardi di dollari di volume di trading spot e perpetual solo nel 2025. Questo sottolinea la loro dominance, ma anche l’adozione dei DEX sta crescendo rapidamente.
La quota di mercato spot dei DEX è passata dal 6,9% di gennaio 2024 al 13,6% di gennaio 2026. In termini assoluti, il volume spot mensile dei DEX è più che raddoppiato, passando da 95,86 miliardi di dollari a 231,29 miliardi di dollari.
Al suo picco a giugno 2025, i DEX rappresentavano il 24,5% dell’attività di trading spot. Secondo il report, questo traguardo è stato in parte raggiunto grazie a Binance Alpha 2.0 che ha instradato gli scambi tramite PancakeSwap.
Sebbene tale spike sia stato temporaneo, la quota dei DEX si è mantenuta costantemente sopra il 10% dall’inizio del 2025. Questo suggerisce che la domanda di esecuzione on-chain si sta stabilizzando invece di diminuire.
Nonostante ciò, le piattaforme centralizzate restano il punto di riferimento per la liquidità, mantenendo oltre 1.000 miliardi di dollari di volume spot mensile durante tutto il periodo.
Perpetual, un momento di svolta per i DEX con Hyperliquid in testa
Il mercato dei futures perpetual è cresciuto del 75% in due anni, passando da 4.140 miliardi di dollari di gennaio 2024 a 7.240 miliardi di dollari a gennaio 2026. All’interno di questa crescita, i DEX hanno registrato le performance più impressionanti.
- Il volume sui perp DEX è aumentato di otto volte, passando da 81,7 miliardi di dollari a 739,5 miliardi di dollari
- Questo ha portato la quota di mercato dal 2% al 10,2%.
In altre parole, un dollaro su dieci scambiato nei perpetual crypto ora transita attraverso infrastrutture decentralizzate.
Uno dei principali fattori è stata la performance esplosiva di Hyperliquid, diventato l’unico DEX tra i primi 10 exchange per i perpetual.
In soli sei mesi tra agosto 2025 e gennaio 2026, Hyperliquid ha registrato 1.590 miliardi di dollari di volume di trading cumulativo. Questo lo ha portato a competere con storici giganti centralizzati.
Sul lato spot, anche Uniswap e PancakeSwap sono entrati nella Top 10 degli exchange per volume, superando entrambe i 500 miliardi di dollari di attività di trading cumulativa in sei mesi.
Solo pochi anni fa, l’idea che diversi DEX potessero rientrare tra gli exchange più grandi del settore sarebbe sembrata improbabile.
I listing dei token rivelano una divisione strutturale
Il report evidenzia anche forti differenze nella copertura dei token. Tra le piattaforme centralizzate, MEXC e Gate.io hanno guidato i listing con rispettivamente 1.281 e 1.273 token in 13 mesi, con una media di poco inferiore ai 100 nuovi listing al mese.
Tuttavia, ciò ha rappresentato solo lo 0,01% dei 24,04 milioni di token creati in quel periodo.
Al contrario, solo Uniswap ha listato 13,69 milioni di token, riflettendo la natura permissionless dell’infrastruttura decentralizzata.
Questo evidenzia una divergenza fondamentale: i CEX curano la scarsità, mentre i DEX scalano l’abbondanza.
2,4 miliardi di dollari di perdite legate a titoli
Ciononostante, la rapida crescita non è stata senza costi. Gli exchange di criptovalute hanno registrato oltre 2,4 miliardi di dollari di perdite causate da hackeraggi in poco più di un anno.
Le piattaforme centralizzate hanno rappresentato oltre 2 miliardi di dollari di queste perdite, con il 71% derivante da un singolo exploit ai danni di Bybit a febbraio 2025.
I DEX hanno subito perdite aggregate minori, con il più grande exploit pari a 223 milioni di dollari. Di solito, ciò è stato collegato a vulnerabilità degli smart contract e manipolazione degli oracle.
Il principale spunto che emerge dal report di CoinGecko è che, sebbene i CEX restino dominanti, la concorrenza decentralizzata sta colmando il divario sia nel mercato spot che in quello dei derivati.
Con una quota di mercato dei DEX superiore al 10% e la nascita di piattaforme on-chain di livello istituzionale, il passaggio verso una liquidità decentralizzata sta diventando misurabile.