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Il Giappone punta tutto sul debito, ecco perché ai trader di Bitcoin dovrebbe interessare

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

20 febbraio 2026 04:09 CET
  • Il Giappone ha presentato tre disegni di legge finanziari che sanciscono tagli fiscali, una spesa record e altri cinque anni di emissione di bond per finanziare il deficit.
  • Ogni aumento dei tassi da parte della BOJ dal marzo 2024 ha innescato un selloff di Bitcoin compreso tra il 23% e il 31%.
  • Metaplanet detiene 35.000 BTC, scommettendo che la traiettoria del debito giapponese rafforzerà nel lungo termine la narrativa di Bitcoin come oro digitale.
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Il governo giapponese ha presentato al Parlamento, il 20 febbraio, tre importanti disegni di legge fiscali, formalizzando una struttura composta da tagli fiscali simultanei, spese da record e deficit finanziati dal debito sotto la guida della Prima Ministra Sanae Takaichi.

Il pacchetto comporta sia rischi a breve termine sia implicazioni a lungo termine per Bitcoin e i mercati crypto.

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Lo scenario fiscale

Il bilancio 2026 prevede una spesa totale di 122,3 trilioni di yen (793 miliardi di dollari): un nuovo record per il secondo anno consecutivo, a fronte di entrate fiscali stimate in 83,7 trilioni di yen. La differenza sarà colmata attraverso l’emissione di 29,6 trilioni di yen in nuovi titoli di Stato.

Il governo ha inoltre presentato un disegno di legge per la riforma fiscale. La soglia per l’imposta sul reddito viene aumentata da 1,6 a 1,78 milioni di yen. Il provvedimento estende anche le agevolazioni fiscali sui mutui ed elimina la tassa sull’acquisto di veicoli. Tali misure dovrebbero ridurre le entrate fiscali nazionali e locali di circa 700 miliardi di yen all’anno.

Il terzo disegno di legge estende per cinque anni, a partire dal 2026, la legge giapponese sulle obbligazioni speciali di deficit. La legge di bilancio giapponese vieta tecnicamente l’emissione di bond di deficit: sono ammesse solo obbligazioni per investimenti in opere pubbliche. Tuttavia, questa eccezione viene rinnovata ormai da decenni. L’estensione garantisce che la struttura di finanziamento rimanga legalmente valida.

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Nel complesso, i tre provvedimenti offrono un quadro chiaro: i costi per il servizio del debito toccano i 31,3 trilioni di yen, superando per la prima volta quota 30 trilioni, mentre i tagli fiscali riducono ulteriormente le entrate. Il debito pubblico giapponese è già intorno al 250% del PIL, il livello più elevato tra i paesi sviluppati.

Rischio a breve termine, rialzo dei tassi della BOJ e chiusura delle operazioni di carry trade

Per i trader crypto, la preoccupazione immediata è chiara. Questa espansione fiscale aumenta la pressione sulla Bank of Japan (BOJ) a innalzare i tassi.

L’ex membro del consiglio della BOJ, Seiji Adachi, ha dichiarato il 16 febbraio che la banca centrale probabilmente avrà dati sufficienti per giustificare un rialzo dei tassi ad aprile. Il co-responsabile dei mercati globali di Mizuho si è spinto oltre: ha detto a Reuters che la BOJ potrebbe alzare i tassi fino a tre volte nel 2026, potenzialmente a partire da marzo. Attualmente i mercati stimano una probabilità di circa l’80% di un rialzo entro aprile.

Il pattern che lega i rialzi della BOJ alle vendite di Bitcoin è ben documentato. Bitcoin è sceso di circa il 23% dopo il rialzo di marzo 2024, del 26% dopo quello di luglio 2024 e del 31% dopo gennaio 2025. Il meccanismo passa attraverso lo yen carry trade: quando i tassi salgono e lo yen si rafforza, le posizioni a leva finanziate in yen a basso costo vengono chiuse rapidamente. Le crypto assorbono per prime lo shock a causa del trading 24/7 e dell’alta leva.

Attualmente, Bitcoin viene scambiato intorno a 67.000 dollari, in calo di oltre il 47% rispetto al massimo storico di 126.198 dollari raggiunto nell’ottobre 2025. I detentori di ETF Bitcoin USA registrano in media perdite non realizzate del 20%, avendo comprato intorno agli 84.000 dollari, e nel 2026 gli ETF sono diventati nettamente venditori. Un altro rialzo da parte della BOJ potrebbe amplificare questa pressione.

Tuttavia, il rialzo di dicembre 2025 fino allo 0,75% ha avuto un impatto limitato: il mercato infatti lo aveva già scontato nei prezzi e le posizioni speculative sono attualmente net long yen, suggerendo che non è detto si ripeta lo scenario di chiusure violente visto nell’agosto 2024.

Segnale di lungo periodo, debito sovrano e narrativa dell’oro digitale

Oltre al rischio immediato dei tassi, il pacchetto fiscale rafforza una narrativa strutturale che si sta costruendo attorno a Bitcoin. Il Giappone — l’economia sviluppata più indebitata al mondo — sta tagliando le tasse e aumentando la spesa contemporaneamente, finanziando entrambe unicamente tramite emissione di obbligazioni.

Metaplanet, quotata a Tokyo, rappresenta questa tesi: detiene oltre 35.000 Bitcoin (circa 3 miliardi di dollari) e punta a 100.000 Bitcoin nel 2026; l’azienda prende in prestito yen in via di indebolimento tramite strumenti di equity privilegiato per accumulare Bitcoin. La sua strategia rappresenta, di fatto, un’arbitraggio sulla traiettoria fiscale del Giappone: indebitarsi in una valuta che si deprezza, acquistare un asset a offerta fissa.

Per Bitcoin, l’espansione fiscale del Giappone crea un paradosso: nel breve termine aumenta la pressione sulla BOJ a stringere la politica monetaria, innescando possibili vendite guidate dal carry trade; nel lungo periodo, questa stessa traiettoria fiscale mina la fiducia nella sostenibilità del debito sovrano, rafforzando il ruolo di Bitcoin come copertura contro l’indebolimento valutario.

Le variabili chiave da tenere monitorate sono i risultati delle contrattazioni salariali di primavera (Shunto) a marzo, la decisione di politica monetaria della BOJ di aprile e l’andamento dei rendimenti dei JGB a 10 anni — attualmente al 2,14% dopo il ritracciamento dai massimi di gennaio — per capire se torneranno a salire verso il 3%.

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