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La Fed mantiene i tassi invariati, la crypto subisce la pressione del ‘higher for longer’

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

18 marzo 2026 19:23 CET
  • La Fed mantiene i tassi al 3,50%–3,75%, segnala incertezza legata alla guerra in Iran.
  • Il rischio di inflazione guidata dal petrolio potrebbe ritardare i tagli dei tassi d’interesse attesi nel 2026.
  • Il settore crypto subisce pressioni a causa della politica dei tassi “più alti più a lungo”.
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La Federal Reserve ha mantenuto i tassi d’interesse stabili al 3,50%–3,75% il 18 marzo, segnalando prudenza mentre le tensioni geopolitiche e l’inflazione persistente complicano le prospettive di politica monetaria.

L’FOMC ha dichiarato che l’attività economica rimane “solida”, mentre l’inflazione è ancora “lievemente elevata”.

Tuttavia, i responsabili politici hanno esplicitamente indicato il conflitto in Medio Oriente come una nuova fonte di incertezza, sottolineando che l’impatto economico resta poco chiaro.

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Un membro dissenziente ha votato per un taglio dei tassi, evidenziando divisioni emergenti all’interno della Fed.

La decisione è in linea con le aspettative di mercato ma rafforza un aspetto chiave: la Fed non ha intenzione di allentare la politica monetaria a breve.

Il rialzo dei prezzi del petrolio legato al conflitto con l’Iran rischia di alimentare l’inflazione, limitando la possibilità per la banca centrale di ridurre i tassi nel breve periodo.

Allo stesso tempo, i costi energetici elevati potrebbero rallentare la crescita, costringendo la Fed a bilanciare rischi contrapposti.

Per i mercati crypto, questa situazione indica una pressione continua. Un contesto di tassi “alti più a lungo” solitamente rafforza il dollaro e riduce la liquidità.

Storicamente, tali condizioni sono state negative per Bitcoin e le crypto. Tuttavia, anche l’instabilità geopolitica e l’inflazione trainata dal petrolio potrebbero riportare in auge la narrativa di Bitcoin come copertura contro l’incertezza macro.

Il prezzo di Bitcoin cala di quasi il 4% dopo aver raggiunto il massimo a 2 mesi di 75.000 dollari. Fonte: CoinGecko
Il prezzo di Bitcoin cala di quasi il 4% dopo aver raggiunto il massimo a 2 mesi di 75.000 dollari. Fonte: CoinGecko

Guardando al futuro, i trader presteranno meno attenzione alla decisione odierna e si concentreranno maggiormente sulle indicazioni prospettiche. Con la volatilità alimentata dalla guerra in aumento e i rischi d’inflazione persistenti, la strada verso un taglio dei tassi nel 2026 appare sempre più incerta.

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