Quattro dati economici dagli Stati Uniti, in arrivo tra mercoledì e venerdì, metteranno alla prova la capacità di Bitcoin (BTC) di mantenersi sopra i 67.000$ o di scendere verso una correzione più profonda.
La sequenza inizia con la pubblicazione dei verbali del Federal Open Market Committee (FOMC) mercoledì, seguita dai dati sull’inflazione del Personal Consumption Expenditures (PCE) di febbraio e dal dato sul Prodotto Interno Lordo (PIL) del quarto trimestre giovedì, e si conclude venerdì con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di marzo.
Perché i dati di questa settimana sono importanti per Bitcoin
BTC ha iniziato aprile scambiando intorno a 69.000$, in calo di circa il 23% dall’inizio dell’anno dopo il peggior primo trimestre per le crypto dal 2018.
L’Indice Fear and Greed per le crypto è rimasto tra 8 e 14 per oltre un mese, segnando livelli di estremo timore.
La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati al 3,50-3,75% nella riunione del 18 marzo, mentre il nuovo dot plot prevede un solo taglio prima della fine del 2026. Le previsioni sull’inflazione PCE per il 2026 sono state riviste al rialzo al 2,7%.
Nel frattempo, il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno fatto salire i prezzi del petrolio di circa il 50% dalla fine di febbraio.
L’Energy Information Administration ha rivisto al rialzo la sua previsione per il WTI del 2026 di 20$ al barile. Questo shock energetico si riflette ora direttamente nei dati sull’inflazione di questa settimana.
Come ciascun dato potrebbe impattare BTC
La correlazione a 24 ore tra Bitcoin e l’S&P 500 ha recentemente raggiunto 0,94, confermando il suo comportamento da asset macro ad alta beta. Questo legame implica che ogni sorpresa sull’inflazione o segnale di politica monetaria di questa settimana si riflette direttamente sui prezzi delle crypto.
Verbali FOMC, mercoledì ore 20:00 italiane
I verbali della riunione del 17-18 marzo sveleranno come i funzionari hanno discusso l’inflazione legata ai dazi, i prezzi del petrolio e l’indebolimento del mercato del lavoro.
I trader cercheranno segnali di tono hawkish riguardo l’inflazione persistente o di apertura dovish verso i rischi per la crescita.
Storicamente, BTC mostra uno schema costante di vendite sulla notizia intorno agli eventi FOMC. La crypto pioniera è scesa dopo otto su nove appuntamenti FOMC nel 2025, con cali post-evento tra il 5% e il 10% man mano che si sono allentate le posizioni degli investitori.
Dopo la pubblicazione dei verbali di gennaio 2026 a febbraio, BTC ha avuto una performance negativa, mentre dollaro e bond sono saliti.
Un tono hawkish, questa volta, rafforzerebbe l’idea di tagli ritardati, spingendo i rendimenti reali ancora più in alto e rafforzando il dollaro USA.
Una sorpresa dovish che riconosca shock transitori potrebbe sollevare brevemente BTC, con la crypto pioniera che potrebbe andare potenzialmente oltre i 70.000$.
Inflazione PCE di febbraio, giovedì ore 13:30 italiane
L’indicatore preferito dalla Fed per misurare l’inflazione presenta una previsione di consenso dello 0,4% su base mensile e del 3% su base annua per il core PCE.
Tornare al 3% sul core PCE è rilevante sia simbolicamente sia praticamente per le attese sui tassi.
Un dato superiore al 3-3,1% su base annua rafforzerebbe la narrativa di tassi più alti più a lungo, irrigidendo ulteriormente le condizioni finanziarie.
Un valore più basso rispetto al consenso aumenterebbe le probabilità di taglio dei tassi e potrebbe spingere BTC dal 2% al 5% più in alto, come accaduto con il dato debole di febbraio 2026, che aveva fatto salire BTC di circa il 2,75%.
PIL Q4 2025, stima finale, giovedì ore 13:30 italiane
La terza stima vede un consenso dello 0,7% annualizzato, già notevolmente rivisto al ribasso rispetto alla prima lettura di 1,4% e al forte 4,4% del terzo trimestre.
Un ulteriore segnale di debolezza indicherebbe un’economia in perdita di slancio, situazione che paradossalmente sostiene le crypto grazie alle maggiori aspettative di alleggerimento da parte della Fed.
Sorprese su questo dato muovono solitamente BTC in maniera più lieve rispetto ai dati sull’inflazione, con reazioni comprese tra l’1% e il 3%. Tuttavia, possono amplificarsi se determinano cambiamenti nelle aspettative di politica monetaria insieme ad altre pubblicazioni nello stesso giorno.
CPI di marzo, venerdì ore 8:30 AM ET
Questo è il dato più atteso della settimana. Il consensus prevede un aumento dell’inflazione headline fino al 3,3% su base annua e dell’1,0% su base mensile, in forte rialzo rispetto al 2,4% di febbraio.
Si tratterebbe della più ampia accelerazione mensile dal 2022, periodo della crisi energetica, alimentata quasi interamente dall’aumento dei prezzi di benzina ed energia.
Il consensus per il Core CPI è fissato allo 0,3% mensile e al 2,7% annuo. La reazione del mercato dipende da questo dato core. Se il core resta allo 0,3% o inferiore, i trader considereranno probabilmente il rialzo della headline come un evento energetico transitorio.
Se invece il core dovesse raggiungere lo 0,4% o superarlo, la narrativa transitoria crolla e i tagli dei tassi potrebbero essere rimandati completamente oltre il 2026.
Dati CPI superiori alle attese hanno sempre esercitato pressioni su BTC nel breve termine a causa delle aspettative di tassi più alti. Al contrario, dati deludenti scatenano rally di sollievo. Con aspettative già elevate, qualsiasi scostamento in entrambe le direzioni potrà impattare potenzialmente in modo rilevante il mercato.
Cosa succede dopo
La sequenza è importante. Il tono del FOMC di mercoledì prepara la reazione sui dati PCE e PIL di giovedì, che a loro volta influenzeranno l’interpretazione del CPI di venerdì.
Una settimana con toni accomodanti, PCE debole, PIL in calo e core CPI contenuto sarebbe favorevole a un rialzo delle crypto sostenuto da rinnovate speranze di liquidità. Un approccio restrittivo con dati sull’inflazione caldi potrebbe invece causare un calo verso l’importante supporto a 65.000 dollari, già testato da BTC a inizio 2026.
Gli afflussi sugli ETF su Bitcoin spot rappresentano un elemento di stabilizzazione. Gli ETF hanno assorbito circa 50.000 BTC a marzo, il ritmo mensile più alto dal ottobre 2025.
Questa domanda istituzionale offre un pavimento, ma la domanda apparente degli ultimi 30 giorni resta fortemente negativa, poiché i grandi detentori stanno distribuendo i propri asset in modo aggressivo.
I cambiamenti sui future CME e la correlazione tra DXY e BTC fungeranno da indicatori in tempo reale di come ogni dato sta facendo riprezzare le aspettative sui tassi d’interesse.
Con BTC diviso tra accumulo istituzionale e venti contrari macro, i quattro dati di questa settimana probabilmente determineranno se aprile confermerà la sua tradizionale stagionalità rialzista o se si prolungherà il periodo negativo visto nel primo trimestre.