Il prezzo di Ethereum (ETH) è sceso del 3,7% dal massimo intraday di 2.558 dollari raggiunto il 27 agosto, il livello più alto dal 31 gennaio. Al momento, l’asset viene scambiato vicino a 2.463 dollari.
Il rallentamento arriva insieme a un calo generale del mercato che ha coinvolto anche metalli preziosi come l’oro. Questo ritracciamento solleva un interrogativo: il rally di agosto si è ormai esaurito?
I segnali di breve termine indicano una diminuzione della domanda per ETH
I dati di breve periodo danno maggiore consistenza a questa domanda. Gli ETF spot su Ethereum hanno registrato afflussi per 234,5 milioni di dollari il 27 agosto, segnando il più grande afflusso in una singola sessione del 2026. Due giorni dopo, questa cifra è scesa a 102,2 milioni di dollari. Al 31 agosto si è attestata a 87,7 milioni di dollari.
Anche il volume di scambi su questi prodotti si è contratto insieme agli afflussi. Il turnover è passato da 1,37 miliardi di dollari il 28 agosto a 742 milioni di dollari il 31 agosto, secondo i dati di SoSo Value.
Anche l’indice Coinbase Premium racconta una storia simile. Il valore dell’indicatore era tornato positivo a fine agosto per la prima volta da maggio, per poi tornare in territorio negativo vicino a -0,014.
Anche l’attività delle balene ha contribuito a esercitare pressione nel breve termine. Il tracker blockchain Lookonchain ha segnalato che grandi detentori stanno spostando ETH sugli exchange.
Una balena ha ricevuto 167.855 ETH, pari a circa 408 milioni di dollari, da più wallet prima di trasferire i fondi sugli exchange.
La balena ha inviato 70.739 ETH, per un valore di circa 174 milioni di dollari, a diversi exchange. Secondo i dati on-chain, detiene ancora 97.115 ETH per un valore approssimativo di 237 milioni di dollari.
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Contestualmente si sono verificate anche variazioni macroeconomiche. Le dichiarazioni da “falco” della Federal Reserve hanno fatto aumentare le aspettative di rialzo dei tassi, mettendo pressione sugli asset non redditizi su tutti i mercati.
Il posizionamento strutturale non è cambiato
Il quadro di lungo periodo appare invece diverso. Le riserve sugli exchange sono scese a 14,92 milioni di ETH, in calo rispetto ai circa 16,9 milioni di gennaio, secondo i dati di CryptoQuant.
Questa diminuzione, vicina a 2 milioni di monete, precede il rally di agosto e riflette un trend iniziato da oltre un anno, non una reazione ai movimenti di prezzo recenti.
La domanda di ETF ha subito forti oscillazioni su finestre temporali più ampie. I fondi spot su Ethereum hanno registrato riscatti netti per 1,12 miliardi di dollari tra gennaio e luglio.
Ad agosto sono arrivati 1,852 miliardi di dollari, il mese più forte dal agosto 2025. Questo ha portato gli afflussi netti del 2026 in territorio positivo, con 734 milioni di dollari.
La sequenza di afflussi è ora arrivata a 11 sessioni consecutive dal 17 al 31 agosto. Gli afflussi netti complessivi raggiungono i 13,06 miliardi di dollari.
Anche il posizionamento sui derivati si è raffreddato. L’analista Arab Chain di CryptoQuant ha segnalato che il Binance Estimated Leverage Ratio per Ethereum è sceso da 0,99 a inizio giugno a 0,647.
“Si tratta di uno sviluppo rilevante, poiché una leva più bassa riduce la probabilità di liquidazioni diffuse e a catena in caso di improvvisa inversione del mercato”, ha spiegato in dettaglio l’analista.
Pertanto, anche gli indicatori di momentum risultano in attenuazione, mentre il posizionamento rimane stabile. Se la serie degli ETF resisterà anche a settembre, si capirà quale arco temporale avrà maggiore peso.
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