L’assemblea annuale degli azionisti di BitMine a Las Vegas era stata presentata come un classico evento di governance, con votazioni programmate sulle elezioni del consiglio di amministrazione, sulla remunerazione dei dirigenti e su un aumento delle azioni autorizzate.
Invece, l’incontro si è trasformato in un momento strategico di rivelazione, ridefinendo l’azienda da semplice proxy di staking di Ethereum a qualcosa di molto più ambizioso.
SponsoredLa distribuzione e l’onboarding retail ora sono al centro della strategia ETH di BitMine
Al centro di questo cambiamento c’è il progresso di BitMine verso il suo obiettivo dichiarato da tempo di controllare il 5% della fornitura totale di Ethereum.
Secondo i commenti emersi durante l’assemblea, la società controlla già circa il 75% degli ETH necessari per raggiungere tale soglia, ossia il 3,36% della fornitura di Ethereum, verso il traguardo del 5%. A sostenere questa posizione c’è un bilancio con quasi 1 miliardo di dollari in liquidità e nessun debito.
Il management ha segnalato che l’obiettivo del 5% potrebbe ora essere raggiunto già quest’anno. In particolare, questo traguardo del 5% era stato inizialmente presentato come un’ambizione di lungo periodo.
Gli aspetti economici dietro questa accumulazione non sono più solo teorici. Ai prezzi attuali di Ethereum, BitMine sta già generando un flusso annuo stimato tra 400 e 430 milioni di dollari grazie alla combinazione di ricompense da staking di Ethereum e rendimento da liquidità.
Una volta raggiunta la soglia del 5%, queste cifre salirebbero a circa 540-580 milioni di dollari di reddito annuo prima delle tasse, assumendo prezzi stabili.
Per una società con una forza lavoro relativamente contenuta, il risultato è un profilo di generazione di cassa che rivaleggia con alcune delle aziende più redditizie degli Stati Uniti.
Sponsored SponsoredTuttavia, il potenziale è altamente convesso. BitMine ha modellato scenari in cui Ethereum raggiunge i 12.000 dollari, livello che porterebbe le entrate annuali da staking nell’ordine dei 2 miliardi di dollari.
Aspetto cruciale per gli azionisti, tale flusso di cassa sarebbe ricorrente e non diluitivo, lasciando all’azienda la possibilità di reinvestire in:
- nuove piattaforme
- infrastrutture, oppure
- potenziali ritorni per gli azionisti senza ricorrere alla leva finanziaria.
Questa logica di reinvestimento aiuta a spiegare quella che è stata la mossa più controversa della società fino ad oggi. BitMine ha investito 200 milioni di dollari in Beast Industries, la media company fondata dalla superstar di YouTube MrBeast.
L’accordo inizialmente ha suscitato scalpore. Tuttavia, il management e gli investitori allineati lo hanno presentato come una strategia di distribuzione piuttosto che come una semplice operazione di branding.
BitMine punta su Ethereum e MrBeast per costruire la prossima soluzione di accesso retail alla crypto
In un’intervista a CNBC in vista dell’assemblea degli azionisti, il presidente di BitMine Tom Lee ha dichiarato che la strategia si posiziona all’incrocio tra piattaforme digitali e infrastruttura finanziaria.
“Il nostro punto di vista è che Ethereum, cioè una piattaforma di smart contract, rappresenta il futuro della finanza, dove la digitalizzazione non riguarderà solo i dollari ma anche azioni e titoli,” ha spiegato Lee. “Col tempo, questo confonde davvero ciò che è un servizio da quello che è denaro digitale. Ed è lì che una collaborazione e un investimento in Beast Industries hanno senso.”
Lee ha sottolineato la portata culturale di MrBeast come asset strategico. Ha osservato che “probabilmente è la figura iconica per la Gen Z, la Gen Alpha e, forse, anche per i millennial.” In effetti, i video di MrBeast attirano più spettatori ogni mese rispetto al Super Bowl.
Sponsored Sponsored“Questa non è una società crypto che compra visibilità di marca. È la costruzione del più grande onramp retail DeFi mai realizzato. 450 milioni di iscritti. 1,4 miliardi di visualizzazioni in 90 giorni. 473 milioni di dollari di ricavi previsti nel 2025,” ha scritto l’analista Shanaka Anslem.
Beast Industries, aggiunge Lee, sta pianificando “una futura piattaforma di servizi che includa oggetti digitali e persino servizi finanziari.” Secondo l’esecutivo di BitMine, questo crea un ponte naturale verso prodotti basati su Ethereum, come stablecoin e asset tokenizzati.
Per BitMine, la logica è che la distribuzione sia diventata una forma di infrastruttura. L’azienda si sta posizionando per un mondo in cui wallet, asset tokenizzati e proprietà digitale vengano introdotti tramite piattaforme guidate dai creator con un pubblico globale enorme. Questo, invece di fare affidamento soltanto sull’adozione istituzionale tramite ETF e infrastruttura TradFi.
Alla base di tutto ciò c’è un bilancio costruito per la volatilità. Senza debiti, con alta liquidità e senza rischio di vendite forzate, BitMine è strutturata per sopportare cicli del mercato crypto piuttosto che reagire a essi.
La decisione della società di ospitare un’assemblea aperta e dal vivo con una sessione di domande e risposte in tempo reale ha ulteriormente rafforzato il messaggio di fiducia e trasparenza.
Nel complesso, l’assemblea ha suggerito che BitMine non vuole più essere valutata solo come una semplice azienda focalizzata sul rendimento di Ethereum.
Invece, si presenta come una holding in stile Berkshire per l’economia digitale. Nel suo modello, Ethereum rappresenta il layer base che genera liquidità e la base per l’allocazione di capitale che definirà la prossima fase di crescita. Questo approccio si contrappone al semplice affidamento sull’ETH per lo staking.