I mercati azionari asiatici hanno ignorato le ultime minacce di nuovi dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella giornata di martedì, con gli indici regionali vicini ai massimi storici e la Corea del Sud che ha messo a segno un’inversione spettacolare durante la seduta.
La reazione moderata suggerisce che gli investitori si siano assuefatti alla retorica commerciale di Trump, interpretando le sue minacce più come tattiche negoziali che come cambiamenti di politica imminenti.
SponsoredL’Asia impara a ignorare il rumore di fondo
Le azioni asiatiche sono aumentate su larga scala nonostante l’avvertimento di Trump su dazi più alti sui prodotti sudcoreani. L’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l’1,19%, il Nikkei 225 del Giappone è salito dello 0,78%, l’ASX australiano dello 0,92% e lo Shanghai Composite ha registrato un aumento dello 0,43%, rispettivamente, nelle ore pomeridiane di contrattazione.
Gli analisti hanno osservato che i mercati hanno imparato che Trump tende a fare marcia indietro dopo aver lanciato minacce, descrivendo quest’ultima mossa come puramente tattica.
Trump ha più volte utilizzato la minaccia dei dazi come strumento di negoziazione, per poi ritardare o cambiare idea. All’inizio di questo mese ha minacciato di imporre dazi su prodotti europei per la questione della Groenlandia, salvo poi rientrare. Uno schema simile si è visto anche con il Canada. I mercati hanno soprannominato questa tendenza “TACO” — Trump Always Chickens Out (Trump si tira sempre indietro).
Il Kospi della Corea mette a segno una inversione da record
Trump ha scritto su Truth Social lunedì che avrebbe aumentato i dazi sulle automobili sudcoreane, i componenti per auto, il legname, i prodotti farmaceutici e i dazi reciproci dal 15% al 25%, accusando il parlamento sudcoreano di non aver ratificato un accordo commerciale raggiunto con Washington a luglio. Tuttavia, non è stato emanato alcun ordine esecutivo.
Il Kospi della Corea del Sud ha aperto in netto ribasso sulla scia della notizia, scendendo a 4.890. Tuttavia, l’indice ha invertito la tendenza raggiungendo un massimo storico di 5.080, in rialzo del 2,64%: un rimbalzo di oltre 190 punti. SK Hynix è balzata dell’8,7% e Samsung Electronics ha guadagnato il 4,8%, con gli investitori stranieri e istituzionali diventati acquirenti netti.
Gli esperti locali hanno spiegato che il Kospi si è abituato allo spettacolo dei dazi di Trump, con i settori legati ai semiconduttori e agli apparecchi per l’energia che trainano il rally grazie al momentum degli utili.
Il governo sudcoreano si è mosso rapidamente per rassicurare i mercati. L’ufficio presidenziale ha sottolineato che per rendere effettivo l’aumento dei dazi sono necessarie procedure amministrative formali, e non semplici post sui social. Il partito di governo ha annunciato l’intenzione di far avanzare la proposta di legge sugli investimenti USA in commissione a febbraio, affrontando così la motivazione addotta da Trump per la minaccia.
Cosa succede quando il bluff smette di funzionare
Il potere contrattuale in calo di Trump potrebbe segnare una svolta anche per i mercati crypto. Se le minacce di dazi non scatenano più volatilità, i trader dovranno cercare nuovi catalizzatori — probabilmente legati ai fondamentali.
Questo significa che gli afflussi negli ETF, i dati di adozione on-chain e i reali progressi normativi conteranno più dei post presidenziali. Il disegno di legge sulle stablecoin fermo al Congresso, la prossima mossa di enforcement della SEC e i posizionamenti istituzionali diventano i veri segnali da seguire.
In un mercato ormai immune ai proclami, solo la sostanza muove i prezzi.
La crypto cresce, ma il retail coreano resta freddo
Bitcoin è salito dello 0,7% a $88.342 martedì, mentre l’oro ha raggiunto $5.082 per oncia — entrambi hanno beneficiato del clima propenso al rischio nonostante l’incertezza sui dazi.
Tuttavia, gli investitori crypto coreani sono apparsi in particolare prudenti. Il Korea Premium Index di CryptoQuant, che misura il gap di prezzo tra gli exchange coreani e i mercati globali — il cosiddetto Kimchi Premium — si attestava all’1,4% circa. Questo valore è ben distante dai livelli del 15-22% raggiunti durante le ondate speculative del retail nel 2021 e alla fine del 2024, segnalando che gli investitori locali non stanno inseguendo i guadagni nelle crypto con la stessa urgenza di allora.
Con il Kospi ai massimi storici e le azioni legate all’intelligenza artificiale che dominano i volumi di scambio, il capitale del retail coreano sembra più orientato sulle azioni domestiche che sugli asset digitali — almeno per ora.