Secondo quanto riportato, i senatori repubblicani della Commissione bancaria del Senato avrebbero sollecitato giovedì il Direttore esecutivo del Consiglio Crypto della Casa Bianca, Patrick Witt, a rendere pubblica un’analisi del Council of Economic Advisers che esamina il rendimento delle stablecoin e il suo potenziale impatto sui depositi bancari.
Fonti informate sul rapporto affermano che le sue conclusioni sarebbero favorevoli alle crypto, andando potenzialmente a indebolire l’argomentazione centrale della lobby bancaria secondo cui i rendimenti delle stablecoin minacciano la fuga dei depositi e la capacità di prestito delle banche.
Dov’è questo report che potrebbe ridefinire il dibattito sui rendimenti delle stablecoin?
Il senatore Thom Tillis e altri repubblicani della Commissione bancaria hanno affrontato Witt durante un incontro a porte chiuse riguardo allo studio, di cui i parlamentari della commissione sono stati informati ma che resta ancora riservato.
Eleanor Terrett, conduttrice del podcast Crypto In America, ha riferito che da settimane si sta spingendo sia all’interno della Casa Bianca sia al Senato per rendere pubbliche le conclusioni di questo studio.
Sembra che il rapporto includa un’analisi economica da parte del Council of Economic Advisers (CEA), lo stesso gruppo il cui presidente ad interim, Pierre Yared, ha dichiarato pubblicamente al DC Blockchain Summit lo scorso 17 marzo che gli effetti dei rendimenti delle stablecoin sul sistema bancario sarebbero “ridotti”, mentre quelli sull’adozione delle stablecoin “potrebbero essere potenzialmente significativi”.
Se l’intero studio dovesse confermare questa interpretazione, smentirebbe direttamente la posizione dell’American Bankers Association e dei gruppi di categoria alleati, che da mesi sostengono che qualsiasi forma di rendimento da stablecoin innescherebbe deflussi di depositi e indebolirebbe la capacità di prestito.
Secondo una stima di Standard Chartered, in precedenza era stato previsto che le stablecoin potessero provocare circa 500 miliardi di dollari di deflussi dai depositi entro il 2028.
Sembra che alcuni senatori del GOP stiano pianificando di chiamare direttamente la Casa Bianca per sollecitare la pubblicazione del rapporto.
Bessent segnala un “reset regolamentare” per le banche
Poche ore prima dell’incontro al Senato, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha elogiato una nuova proposta sul capitale di Basilea presentata dalla Federal Reserve, dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) e dalla Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC).
La proposta semplifica e alleggerisce i requisiti patrimoniali per le grandi banche.
Bessent ha definito l’approccio della precedente amministrazione un tentativo di “reverse engineering di requisiti patrimoniali sempre più elevati senza logica né motivazione”.
Ha descritto la nuova proposta come parte di un più ampio “reset normativo” che promuove “parità di condizioni tra banche di tutte le dimensioni”.
“Gli attuali requisiti patrimoniali sono inutilmente complessi e non allineati con il loro vero obiettivo. Invece di garantire solidità e sicurezza, stanno spingendo la concessione di prestiti fuori dal sistema bancario regolamentato e allo stesso tempo ostacolando la crescita economica”, ha scritto il Segretario al Tesoro Scott Bessent.
Il tempismo è significativo.
L’amministrazione sta allentando le regole sui requisiti patrimoniali delle banche mentre ha in mano uno studio che, secondo le indiscrezioni, dimostrerebbe che i rendimenti delle stablecoin rappresentano un rischio minimo per i depositi bancari.
Queste azioni, insieme, potrebbero eliminare i due pilastri su cui si basa l’opposizione della lobby bancaria al CLARITY Act.
Il tempo sta per scadere
Il dibattito sui rendimenti delle stablecoin ha bloccato il Digital Asset Market Clarity Act da gennaio, quando la Commissione bancaria del Senato ha rinviato la prima discussione ufficiale.
La senatrice Lummis aveva dichiarato il 19 marzo che “si sono accese delle lampadine importanti” durante lo stesso incontro, parlando di una via d’uscita inaspettata.
Eppure, Witt stesso è uscito dalla stanza visibilmente frustrato e ha rifiutato di commentare, lasciando intendere che il compromesso emergente potrebbe non essere in linea con l’approccio preferito dalla Casa Bianca.
Il deputato Dusty Johnson, presidente della sottocommissione per i digital asset dell’Agricoltura alla Camera, ha stimato che il Senato ha circa sei settimane di tempo per approvare la legge prima che la campagna elettorale di metà mandato paralizzi l’attività legislativa.
Rendere pubblico lo studio del CEA potrebbe sbloccare la situazione. Tenendolo nascosto si mantiene quell’ambiguità che ha permesso alla lobby bancaria di prendere tempo.
La strada che la Casa Bianca sceglierà nei prossimi giorni potrebbe determinare se la principale priorità legislativa dell’industria crypto sopravviverà o morirà al Senato.