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La Casa Bianca potrebbe ritirare il supporto al CLARITY Act dopo lo scontro con Coinbase

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

17 gennaio 2026 13:51 CET
  • La Casa Bianca sta valutando di ritirare il proprio sostegno al CLARITY Act dopo che Coinbase ha ritirato il suo appoggio.
  • I funzionari stanno spingendo per un accordo sui rendimenti delle stablecoin che soddisfi le banche e ristabilisca l’unità del settore.
  • Con le elezioni di metà mandato in avvicinamento, l’amministrazione vuole che il disegno di legge venga approvato rapidamente per evitare rischi politici.
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Secondo diverse fonti, la Casa Bianca sta valutando di ritirare completamente il proprio sostegno al disegno di legge sulla struttura del mercato crypto negli Stati Uniti dopo che Coinbase ha tolto il suo appoggio e ha rifiutato di tornare al tavolo delle negoziazioni.

Sembra che l’amministrazione stia spingendo per un accordo dell’ultimo minuto sulle regole di rendimento delle stablecoin che sia accettabile per le banche e che riesca a riallineare gli operatori del settore. Se Coinbase dovesse rifiutare di riaprire il dialogo, la Casa Bianca potrebbe abbandonare il disegno di legge.

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Lo stallo sul CLARITY Act si intensifica

Questo scontro rappresenta l’ultimo sviluppo nella saga del CLARITY Act, che si è evoluta rapidamente nell’ultima settimana.

Secondo quanto riportato, i funzionari sarebbero furiosi per quella che definiscono la mossa “unilaterale” di Coinbase di questa settimana. L’azienda, infatti, pare non abbia avvertito l’amministrazione in anticipo. 

Il CLARITY Act, già approvato dalla Camera, era stato progettato per risolvere una questione fondamentale della regolamentazione crypto negli USA: stabilire se la maggior parte degli asset digitali dovrebbero essere supervisionati dalla Commodity Futures Trading Commission o dalla Securities and Exchange Commission.

Inizialmente, questo quadro normativo aveva ottenuto un ampio sostegno dall’industria.

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Tuttavia, la Senate Banking Committee ha introdotto una riscrittura completa del disegno di legge, ampliando i poteri della SEC, inasprendo le regole di trasparenza per i token, limitando i rendimenti delle stablecoin e avvicinando alcune parti della DeFi a regimi di conformità e sorveglianza simili a quelli bancari.

Coinbase ha reagito ritirando il proprio sostegno, sostenendo che la bozza del Senato penalizza le azioni tokenizzate, indebolisce il ruolo della CFTC, restringe la DeFi e permette alle banche di limitare la concorrenza sulle stablecoin.

Questa decisione ha subito reso più incerto il percorso del disegno di legge e ha contribuito alla decisione del Senato di rimandare l’esame previsto.

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Perché la Casa Bianca sta intervenendo

L’intervento della Casa Bianca dimostra quanto il disegno di legge sia diventato politicamente rilevante per l’amministrazione Trump.

Ora la Casa Bianca sta promuovendo un compromesso sul rendimento delle stablecoin. Si tratta di un punto critico tra aziende crypto e banche, nel tentativo di salvare la legislazione e presentare un fronte unito.

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Se ciò non dovesse accadere, l’amministrazione potrebbe decidere di ritirare il proprio sostegno invece di permettere che il disegno di legge si blocchi pubblicamente a causa delle divisioni interne al settore.

A questo punto, la tempistica è fondamentale.

Approvare il CLARITY Act prima delle elezioni di metà mandato di novembre consentirebbe all’amministrazione Trump di rivendicare un importante successo legislativo in materia di innovazione finanziaria, chiarezza normativa e competitività degli Stati Uniti nel settore degli asset digitali.

Un rinvio oltre le elezioni di metà mandato potrebbe cambiare radicalmente lo scenario politico: la leadership delle commissioni potrebbe variare, le priorità regolatorie potrebbero cambiare e un nuovo Congresso potrebbe essere meno in sintonia con l’approccio dell’amministrazione ai mercati crypto.

Per la Casa Bianca, approvare rapidamente il disegno di legge riduce il rischio politico e evita di dover riaprire le trattative in presenza di un equilibrio di potere potenzialmente meno favorevole.

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