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Vitalik Buterin punta ai principali colli di bottiglia di Ethereum con una revisione audace

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

01 marzo 2026 23:20 CET
  • Vitalik Buterin punta ai colli di bottiglia dell’albero di stato di Ethereum e della VM.
  • EIP-7864 propone un albero binario per ridurre i costi delle prove.
  • La visione RISC-V potrebbe sostituire EVM per una maggiore efficienza ZK.
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Vitalik Buterin sta spostando la conversazione sullo scaling di Ethereum lontano da Layer 2 (L2) e di nuovo verso il cuore del protocollo.

L’innovatore russo-canadese sostiene che i maggiori limiti a lungo termine di Ethereum non siano rappresentati dai rollup o dalla capacità dei blob, ma da colli di bottiglia più profondi nell’architettura, situati all’interno dell’albero di stato e della virtual machine della rete.

Vitalik Buterin propone una profonda revisione di Ethereum mirata ai colli di bottiglia dello state tree e della virtual machine

Secondo Buterin, due componenti — l’albero di stato e la virtual machine della rete — rappresentano oltre l’80% dei costi di proving. Questo, afferma, è una questione cruciale dato che la tecnologia zero-knowledge (ZK) diventa centrale nella roadmap di Ethereum.

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“Oggi mi concentrerò su due grandi aspetti: i cambiamenti dell’albero di stato e le modifiche alla VM,” ha scritto Buterin, aggiungendo che entrambi sono “i principali colli di bottiglia che dobbiamo affrontare se vogliamo un proving efficiente.”

Una revisione dell’albero binario

Al centro della proposta si trova EIP-7864, che andrebbe a sostituire l’attuale albero Merkle Patricia esagonale di Ethereum con una struttura ad albero binario.

Il cambiamento può sembrare sottile, ma le sue implicazioni sono significative. Gli alberi binari consentirebbero di generare Merkle proofs circa quattro volte più corte rispetto all’attuale struttura, riducendo drasticamente la banda necessaria per la verifica.

Questo rende i client leggeri e le applicazioni che preservano la privacy più economici e realmente fattibili.

La nuova struttura raggrupperebbe anche gli slot di archiviazione in “pagine”, permettendo alle applicazioni che caricano dati correlati di farlo in maniera più efficiente.

Molte applicazioni decentralizzate (dApp) accedono ripetutamente a slot di archiviazione adiacenti. Ciò significa che l’upgrade potrebbe far risparmiare oltre 10.000 gas per transazione in alcuni casi.

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Buterin ha anche suggerito di combinare il cambiamento all’albero con funzioni di hash più efficienti, aumentando potenzialmente ulteriormente la velocità di generazione delle prove.

Ancora più importante, la riprogettazione renderebbe il livello base di Ethereum più “prover-friendly”, permettendo alle applicazioni ZK di integrarsi direttamente con lo stato di Ethereum invece di costruire sistemi paralleli.

In una prospettiva più ampia, la proposta dell’albero binario punta a consolidare un decennio di esperienza nella gestione dello stato in una struttura più pulita e a prova di futuro.

Un futuro oltre la EVM?

Ancora più ambiziosa è la visione a lungo termine di Buterin per l’execution engine di Ethereum. Ha menzionato la possibilità, in futuro, di andare oltre l’Ethereum Virtual Machine (EVM) in direzione di un’architettura basata su RISC-V.

RISC-V è un set di istruzioni open source ampiamente diffuso che potrebbe offrire maggior efficienza e semplicità.

Buterin ha sostenuto che la crescente dipendenza di Ethereum da precompilati ad hoc riflette un disagio più profondo nei confronti della EVM stessa.

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Se la promessa principale di Ethereum è la programmabilità general-purpose, ha suggerito, allora la virtual machine dovrebbe supportare appieno questa visione, senza ricorrere a continui escamotage. Una VM basata su RISC-V potrebbe:

  • Ridurre la complessità
  • Migliorare l’efficienza dell’esecuzione, e
  • Allinearsi meglio con i moderni sistemi di proving zero-knowledge, molti dei quali già utilizzano ambienti RISC-V internamente.

Nel breve termine, Buterin ha proposto una “precompilazione matematica vettoriale”, descritta come una “GPU per la EVM”. Questo potrebbe accelerare notevolmente le operazioni crittografiche.

Nel lungo termine, ha spiegato in dettaglio una transizione graduale in cui RISC-V inizierebbe ad alimentare i precompilati, poi supporterebbe i contratti lanciati dagli utenti, e infine assorbirebbe la EVM stessa come layer di compatibilità.

Dibattito sulla complessità

Tuttavia, non tutti sono convinti che Ethereum abbia bisogno di ulteriori cambiamenti a livello profondo. L’analista DBCrypto ha criticato quella che ha descritto come una crescente astrazione nella roadmap di Ethereum, compresi nuovi framework pensati per risolvere la frammentazione dei rollup.

Ogni livello aggiuntivo, secondo lui, aumenta la complessità, introduce assunzioni di fiducia e crea altre possibili superfici di attacco.

Questa tensione riflette un dibattito più ampio sul fatto che Ethereum debba continuare a sovrapporre soluzioni alla sua architettura esistente o riscrivere le fondamenta.

Tuttavia, secondo Vitalik Buterin, l’architettura di Ethereum deve evolvere e adattarsi man mano che le prove zero-knowledge passano da una nicchia a una vera necessità.

La prossima fase dello scaling, suggerisce, potrebbe non avvenire su Layer 2, ma piuttosto nel cuore di Ethereum.

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