Il Presidente Donald Trump ha appena lanciato una clamorosa novità di merchandising sul suo sito ufficiale per la sua meme coin e le sue carte collezionabili digitali: in vendita esattamente 2.024 carte collezionabili fisiche contenenti piccoli inserti di tessuto del suo iconico completo da dibattito.
Indossato il 27 giugno 2024 durante il primo dibattito presidenziale, celebrato come la sua performance da vero “ko”, queste edizioni ultra-limitate fondono memorabilia, NFT e pura frenesia da meme coin nello stile classico di Trump.
Potrebbe essere la prima volta che un presidente in carica degli Stati Uniti mette in vendita il proprio guardaroba come oggetto da collezione. Chi ne trae profitto? Molto probabilmente, attività collegate alla famiglia Trump.
Anche se l’azienda dichiara di non avere alcuna affiliazione con Donald Trump, promuove comunque il prodotto con una citazione diretta del Presidente.
Da una prospettiva crypto, le dinamiche sono ben studiate: i compratori possono pagare con carta di credito oppure in WETH su Polygon, in perfetta linea con l’ecosistema più ampio della meme coin di Trump. Alcune varianti fanno riferimento alla sua foto segnaletica del 13 luglio, successive al tentato assassinio, aumentando la scarsità e la domanda trainata dalla narrazione.
È la massima espressione della modalità magnate post-rielezione. I critici la definiscono “kitschy”, mentre i sostenitori la interpretano come una mossa “geniale”: momenti politici iconici trasformati in asset possedibili.
La strategia si fonda su oltre 10 milioni di dollari già raccolti da precedenti vendite di NFT e sulla spinta dell’investitura presidenziale del 2025, rafforzando un brand che continua a trasformare l’attenzione in ricavi.
Già tutto esaurito? I drop precedenti sono andati via in pochi minuti. Aspettatevi lo stesso anche stavolta, con i fedelissimi MAGA e trader crypto pronti a muoversi rapidamente per aggiudicarsi la fornitura.
Mentre le neobank tokenizzano real world asset, i ritagli del completo di Trump aprono la strada alla tokenizzazione dei beni personali. Rarità fisica e speculazione digitale si incontrano: il dealmaker per eccellenza colpisce ancora.