Bitcoin e i mercati globali sono rimbalzati con forza dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non avrebbe proceduto con i dazi legati alla Groenlandia. L’annuncio ha cancellato i timori di una guerra commerciale che avevano scosso gli investitori nelle ore precedenti.
Bitcoin è risalita verso quota $90.000, recuperando dai minimi intraday sotto $89.000, mentre anche Ethereum è rimbalzata verso $3.000 dopo essere lievemente scesa sotto questa soglia. Anche i titoli statunitensi si sono stabilizzati, con lo S&P 500 che è tornato in territorio positivo dopo le perdite iniziali. Il prezzo dell’oro, che era aumentato in seguito al rischio geopolitico, ha ridotto i guadagni.
SponsoredI timori per i dazi della Groenlandia hanno spinto movimenti di avversione al rischio
La reazione del mercato è seguita alla dichiarazione di Trump secondo cui è stato raggiunto un accordo quadro con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, riducendo la probabilità di un’immediata azione commerciale contro gli alleati europei.
In precedenza nella sessione, i mercati avevano registrato vendite dopo che Trump e alcuni alti funzionari statunitensi avevano rilanciato una retorica aggressiva sui dazi al World Economic Forum di Davos.
SponsoredGli investitori hanno reagito all’uso rinnovato dei dazi come leva geopolitica, soprattutto dopo che il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha difeso i dazi come uno strumento negoziale efficace.
Bessent ha avvertito i governi stranieri di non reagire, affermando: “State calmi, fate un bel respiro. Non reagite”, ribadendo che i dazi restano centrali nella strategia economica e di sicurezza degli Stati Uniti.
I mercati crypto sono scesi insieme alle azioni mentre gli investitori valutavano rischi inflazionistici più elevati, condizioni di liquidità più rigide e rinnovata incertezza sul commercio globale.
Bitcoin è scesa sotto $90.000, mentre anche Ethereum è scivolata sotto $3.000, riflettendo la sensibilità delle crypto agli shock di rischio macroeconomici.
Poiché questo rischio svanisce grazie all’aggiornamento del presidente USA, i mercati hanno cambiato direzione. Gli asset rischiosi mostrano i primi segnali di ripresa. Nel frattempo, i prezzi dell’oro sono subito calati dopo l’annuncio.
Il reversal conferma i flussi crypto guidati dai fattori macroeconomici
Il rapido recupero evidenzia quanto ormai i mercati crypto siano strettamente legati a segnali macroeconomici e di politica economica, specialmente riguardo inflazione e commercio.
Una precedente analisi aveva mostrato che i dazi imposti nell’ultimo anno sono stati assorbiti in larga parte dai consumatori statunitensi. I dati hanno rafforzato i timori che una nuova escalation commerciale possa ritardare i tagli dei tassi e rendere più rigide le condizioni finanziarie.
Questo contesto aveva già gravato sugli asset digitali da ottobre, contribuendo a una fase di “price action” laterale e a numerosi tentativi falliti di superare resistenze chiave.
Una volta rimossa la minaccia immediata dei dazi, la propensione al rischio è tornata, innescando ricoperture di short e acquisti spot sia nel mercato crypto sia nelle azioni. Lo S&P 500 ha azzerato le perdite, mentre anche Bitcoin si è stabilizzata dopo una sessione volatile.
Sebbene i mercati abbiano accolto con favore la de-escalation, resta un clima di incertezza. Trump ha affermato che sono in corso ulteriori negoziati riguardo il ruolo strategico della Groenlandia nella difesa missilistica e nella sicurezza nell’Artico, suggerendo che la questione non sia ancora del tutto risolta.