Per gran parte della storia delle criptovalute, la narrativa è stata semplice: i prezzi si muovono, la liquidità ruota, i trend esplodono e poi tutto si resetta. Tuttavia, nel corso del 2025, questo ritmo ha iniziato a sembrare meno dominante.
Invece di chiedersi quale sarà il prossimo token a correre, ha iniziato a emergere una domanda più interessante: dove risiede effettivamente tutta questa attività? È qui che l’idea di una “wallet economy” inizia ad acquisire senso.
Sempre più comportamenti finanziari come pagamenti, trading, asset allocation, verifiche dell’identità e automazione, sono accessibili in misura crescente tramite l’interfaccia di un wallet piuttosto che attraverso app sparse o dashboard centralizzate. Il wallet diventa il luogo in cui il denaro si muove, le decisioni vengono eseguite e i permessi vengono gestiti. Non è più solo un portachiavi per gli asset, ma il layer di coordinamento.
Questo ambiente non appare dall’oggi al domani. Richiede che alcuni elementi siano già in atto:
- sistemi di pagamento in grado di movimentare capitali consistenti senza interruzioni,
- asset che non siano solo scommesse a breve termine,
- app che nascondano le complessità tecniche,
- una quantità di attività reale tale da rendere il suo utilizzo una routine.
Questa è, in sintesi, la lente attraverso cui Bitget Wallet approccia le sue prospettive per il 2026. Piuttosto che cercare di prevedere la prossima narrativa, il report prova a mappare dove l’attività si sta consolidando e cosa ciò significhi per il wallet stesso. Il documento attinge ai contributi dell’ecosistema provenienti da partner come Base, Dune, Sei, Polygon, WalletConnect, Animoca Brands, CertiK e MoonPay, insieme ai dati di Coin Metrics e Dune Analytics.
Le stablecoin smettono di essere “crypto” e iniziano a essere “infrastrutture”
Solo nel 2025, la capitalizzazione totale di mercato delle stablecoin è cresciuta da 205 miliardi di dollari a $308 miliardi, il che rappresenta un’emissione netta di 103 miliardi di dollari. Più indicativa della dimensione è stata la velocità. USDC ha elaborato circa 18,3 trilioni di dollari in trasferimenti on-chain, superando per la prima volta i 13,3 trilioni di dollari di volume di transazioni annuali di USDT. Fonti tra cui Coin Metrics, J.P. Morgan Flows & Liquidity, DeFiLlama e Bloomberg confermano l’entità.
Oltre alla pura crescita, la parte più significativa riguarda il modo in cui le stablecoin si stanno integrando nei sistemi finanziari del mondo reale.
Il report evidenzia dove le stablecoin si stanno effettivamente manifestando nel 2025:
- integrate nei processori di pagamento,
- incorporate nei circuiti delle carte,
- connesse a infrastrutture locali come PIX e SPEI,
- utilizzate all’interno dei flussi di finanziamento di brokerage e fintech.
Jamie Elkaleh, CMO di Bitget Wallet, va dritto al punto:
“Il confine tra le crypto e la finanza quotidiana si sta gradualmente dissolvendo… il crypto wallet funge da centro di comando universale per la finanza globale.”
Si tratta di un’affermazione importante, ma quando vengono regolati on-chain 33 trilioni di dollari in un solo anno, ci si trova davanti a un’infrastruttura che sta già operando su vasta scala.
Quando le macchine iniziano a pagarsi a vicenda
Una delle sezioni più lungimiranti del report si concentra sull’IA, non come strumento di trading, ma come attore economico. Invece di chiedersi come l’IA aiuti gli utenti a fare trading, il report si domanda cosa succeda quando l’IA inizia a effettuare transazioni in autonomia.
Nel 2025, questa svolta è diventata più chiara. L’IA possedeva l’intelligenza, ma non la capacità di transare. Il lancio di x402, un protocollo di pagamento AI-native sostenuto da Coinbase e Circle, ha cambiato la situazione integrando i pagamenti in stablecoin direttamente nei flussi HTTP. Gli agenti IA hanno potuto iniziare a pagare per i servizi nello stesso modo in cui richiedono i dati.
Con l’evolversi di questo scenario, i wallet si trasformano in layer di esecuzione sia per le persone che per i software, gestendo le autorizzazioni, evidenziando l’esposizione e applicando misure di protezione. L’autonomia aumenta, ma con essa cresce anche la necessità di controllo, e il wallet diventa il luogo in cui entrambi si incontrano.
Privacy, identità e il passaggio verso la fiducia comportamentale
Una delle parti più concrete delle prospettive di Bitget Wallet si concentra sulla privacy. Nel 2025, la Ethereum Foundation ha dato formalmente priorità a letture, scritture e prove (proving) private, e strumenti come gli stealth address e i privacy pool basati su zk si sono avvicinati all’implementazione pratica. Questo di per sé segnala qualcosa: la privacy viene trattata come un lavoro di ingegneria, non come branding.
Ma la privacy diventa significativa solo quando fa coppia con la fiducia.
Per gran parte della storia della DeFi, la logica del lending è stata semplice: il collaterale determina l’accesso. Ciò a cui il report accenna, e che sembra sempre più rilevante, è che la continuità comportamentale potrebbe iniziare a contare di più man mano che l’attività si amplia oltre il puro trading. I wallet si trovano in una posizione unica in questo ambito: essi vedono pagamenti ricorrenti, pattern di autorizzazione, utilizzo cross-chain, una traccia di contesto che i rapporti di collateralizzazione (collateral ratios) statici non possono catturare.
Se questo si tradurrà in un credito comportamentale significativo resta incerto. Tuttavia, la conclusione generale è difficile da ignorare: poiché sempre più attività finanziaria transita attraverso le reti blockchain, il wallet diventa il luogo in cui si incrociano trasparenza, reputazione e accesso.
I Real World Asset smettono di essere un tema e diventano un Layer
La crescita degli RWA nel 2025 è stata difficile da ignorare. I Real World Asset tokenizzati sono saliti da circa 15,5 miliardi di dollari a 37,7 miliardi di dollari, un incremento di 2,4 volte in dodici mesi.
Nel frattempo, la quota del credito privato è scesa da oltre il 63% a circa il 53%, mentre i fondi alternativi istituzionali sono cresciuti quasi di nove volte, i titoli di stato non statunitensi sono aumentati di circa otto volte e le materie prime hanno quadruplicato la loro presenza on-chain. Il private equity è passato da un’allocazione trascurabile a una partecipazione attiva.
Gli RWA non sono più un trade a tema singolo. Si stanno trasformando in un layer di costruzione del portafoglio.
La fase successiva riguarda il modo in cui gli asset vengono scambiati, coperti e integrati con la liquidità DeFi. Gli RWA sintetici e i derivati stanno spingendo il mercato verso l’esposizione al prezzo piuttosto che verso la custodia statica. L’efficienza del capitale, utilizzando ad esempio le obbligazioni sia come fonti di rendimento che come collaterale, diventa centrale.
Complessivamente, i dati suggeriscono che gli utenti potrebbero preferire un’esposizione diversificata: azioni, obbligazioni, materie prime e crypto, attraverso un’unica interfaccia. Se questo trend continuerà, il wallet inizierà a sembrare meno una dashboard crypto e più un gateway di asset più ampio.
Mercati event-driven e layer di Interfaccia
Una delle parti più interessanti del report è il modo in cui collegano indirettamente le memecoin e i mercati di previsione (prediction markets) sotto la stessa idea: il trading event-driven.
Le memecoin, almeno nel 2025, hanno spesso ruotato attorno a improvvisi picchi di attenzione. I dati interni di Bitget Wallet mostrano che i nuovi utenti hanno rappresentato circa il 65% del totale degli utenti di trading e hanno contribuito per circa il 61% al volume delle transazioni, con i rally che coincidevano strettamente con i picchi di download. Il pattern somiglia meno a un accumulo costante e più a un momentum che si concentra attorno a determinati momenti.
I mercati di previsione operano con un ritmo simile, anche se il tono è diverso. Con oltre 40 miliardi di dollari di turnover annuale e un volume mensile che si stabilizza sopra i 10 miliardi di dollari, l’attività tende a raggrupparsi attorno a elezioni, eventi macro o momenti culturali ampiamente seguiti. La partecipazione aumenta quando sta per accadere qualcosa di concreto.
Ciò che unisce entrambi è il tempismo. In mercati che si muovono attorno a eventi specifici, la chiarezza e la velocità contano più del posizionamento a lungo termine. Le persone vogliono vedere cosa si sta delineando, capire rapidamente le probabilità (odds) o il momentum e agire senza frizioni.
Visto attraverso questa lente, il wallet diventa meno uno strumento per la detenzione di asset (holding) e più per la gestione delle reazioni. Quando l’attenzione si comprime in cicli brevi, l’interfaccia che consente agli utenti di monitorare ed eseguire in modo efficiente acquista importanza quasi per default.
Conclusione
Con trilioni che transitano attraverso le stablecoin, gli asset tokenizzati in espansione e l’IA che inizia a gestire le transazioni in autonomia, il settore crypto sembra meno sperimentale rispetto a qualche anno fa.
I dati riflettono un cambiamento nel modo in cui gli utenti interagiscono con la blockchain, man mano che il wallet passa da semplice utility periferica a elemento centrale dell’infrastruttura finanziaria. Ciò suggerisce che lo sviluppo futuro dell’ecosistema potrebbe essere strettamente legato all’evoluzione di questi layer di interazione.