Il Presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping si incontrano questa settimana a Washington per il loro secondo vertice dell’anno. L’incontro arriva in un momento in cui Wall Street è diventata improvvisamente rialzista.
La visita punta a consolidare una fragile tregua commerciale mentre intelligenza artificiale, dazi e sanzioni all’Iran complicano l’agenda. Il risultato dell’incontro viene seguito da vicino dai mercati alla ricerca di ulteriori segnali positivi che possano rafforzare la bull run in corso.
La reazione dei mercati
Lunedì Wall Street ha registrato forti rialzi mentre i titoli legati all’intelligenza artificiale hanno trainato i guadagni in vista del vertice.
L’S&P 500 è salito dell’1,5%, registrando la migliore giornata dal 4 agosto. Il Nasdaq Composite è balzato del 2,3%, segnando la sua prima chiusura record da giugno.
Intel, Advanced Micro Devices e Qualcomm hanno tutte registrato aumenti a doppia cifra percentuale.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 4% e i rendimenti dei Treasury si sono ridotti. Le tensioni in Medio Oriente avevano precedentemente spinto entrambi verso l’alto.
La Federal Reserve ha aumentato i tassi d’interesse la scorsa settimana, per la prima volta in tre anni. Gli analisti hanno individuato nei prezzi dell’energia la principale minaccia inflazionistica.
Cosa è successo tra Cina e Stati Uniti in passato?
Una tregua annuale raggiunta a Busan, in Corea del Sud, scadrà il 10 novembre, una settimana dopo le elezioni negli Stati Uniti. Gli analisti si aspettano un’estensione modesta piuttosto che un accordo risolutivo questa settimana.
I dazi su entrambi i fronti rimangono elevati nonostante la de-escalation dello scorso anno.
La percentuale effettiva dei dazi USA sulle merci cinesi si attesta intorno al 23%. Si tratta di uno dei livelli più alti tra i principali partner commerciali, secondo il modello Penn Wharton Budget.
Nell’accordo di Busan, la Cina ha accettato di sospendere i controlli all’export sulle terre rare e acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti. Washington, in cambio, ha allentato alcuni dazi.
Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato lunedì che la tregua probabilmente reggerà. Ha evidenziato progressi su una proposta di riduzione reciproca dei dazi per i beni non strategici.
L’intelligenza artificiale è emersa come uno dei temi centrali dei colloqui. Trump ha promosso una crescita senza restrizioni delle infrastrutture di intelligenza artificiale. In un post su Truth Social ha scritto che gli Stati Uniti stanno vincendo la corsa all’intelligenza artificiale.
“CHI VINCE L’IA, VINCE! Siamo in vantaggio sulla Cina, e su tutti gli altri, e continueremo a esserlo.”
Trump, Truth Social
Bessent ha spiegato in dettaglio che i due paesi hanno discusso di un dialogo per notificare eventuali incidenti legati all’intelligenza artificiale.
Temi da seguire
Le sanzioni all’Iran pesano sulle trattative. Washington ha puntato il dito sui facilitatori finanziari di Teheran, mettendo sotto i riflettori la Cina, principale partner commerciale dell’Iran.
Bessent ha spiegato che i due governi hanno discusso del programma di sanzioni durante il fine settimana. Non sono state annunciate misure dirette contro Pechino.
Gli analisti di Bank of America Global Research ritengono probabile un’estensione integrale della tregua per un altro anno. Hanno anche segnalato possibili acquisti cinesi aggiuntivi di aerei Boeing.
Secondo gli stessi analisti, concessioni più ampie su accesso ai semiconduttori o controlli dell’export appaiono improbabili.
Con la tregua in scadenza poco dopo le elezioni statunitensi, il risultato di questa settimana assume importanza. Sarà fondamentale per indirizzare l’andamento dei mercati fino a fine anno per le azioni legate all’intelligenza artificiale e i prezzi dell’energia.











