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Standard Chartered prevede uno spostamento di 500 miliardi di dollari sulle stablecoin | Notizie crypto dagli USA

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Scritto da
Lockridge Okoth

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Modificato da
Mohammad Shahid

27 gennaio 2026 16:25 CET
  • Standard Chartered avverte che entro il 2028 potrebbero essere trasferiti $500 miliardi di depositi bancari USA verso le stablecoin
  • Le banche regionali affrontano il rischio maggiore poiché i deflussi di depositi minacciano i margini di interesse netto
  • I ritardi normativi potrebbero accelerare l’adozione delle stablecoin e mettere sotto pressione il settore bancario tradizionale.
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Benvenuto al US Crypto News Morning Briefing: il tuo aggiornamento essenziale sulle novità più importanti del giorno dal mondo crypto.

Prendi un caffè e mettiti comodo: il settore bancario e quello crypto stanno per farsi interessanti. Quello che era iniziato come un piccolo angolo del mercato degli asset digitali si sta ora facendo strada nel cuore della finanza tradizionale (TradFi). Alcuni dei più grandi cambiamenti potrebbero ancora essere all’orizzonte, e non tutte le banche sono ugualmente pronte ad affrontarli.

Notizie crypto del giorno: Standard Chartered avverte che 500 miliardi di dollari di depositi bancari USA potrebbero confluire nelle stablecoin entro il 2028

Standard Chartered aveva già avvertito della minaccia che le stablecoin rappresentano per le banche TradFi a ottobre, come riportato in una precedente pubblicazione di US Crypto News. Ora la banca lancia un altro avvertimento, ma questa volta con una tempistica ben definita.

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Secondo il responsabile della Digital Asset Research di Standard Chartered, Geoff Kendrick, la rapida adozione delle stablecoin potrebbe rappresentare una minaccia significativa per le banche USA.

In un report pubblicato oggi, Kendrick prevede che fino a 500 miliardi di dollari (circa un terzo dei depositi bancari americani) potrebbero migrare verso le stablecoin entro la fine del 2028.

“La coda sta iniziando a muovere il cane,” ha dichiarato Kendrick, sottolineando l’influenza sempre crescente delle stablecoin sulle operazioni bancarie tradizionali.

Ha inoltre osservato che questo cambiamento non è limitato ai mercati emergenti, dove precedentemente aveva previsto deflussi per 1.000 miliardi di dollari nello stesso periodo, ma che è sempre più rilevante anche nei mercati sviluppati, incluso quello statunitense.

Utilizzando il reddito da Net Interest Margin (NIM) in percentuale sul fatturato totale come indicatore di rischio, Kendrick identifica le banche regionali come quelle più esposte.

I depositi rimangono alla base del NIM; di conseguenza, eventuali significativi deflussi verso le stablecoin potrebbero impattare potenzialmente i profitti bancari.

Al contrario, le banche diversificate e di investimento sono relativamente protette da queste pressioni, grazie a fonti di ricavo più diversificate.

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L’incertezza normativa aumenta il rischio per le banche USA

Il recente rinvio del CLARITY Act negli USA – nato per creare un quadro normativo completo per gli asset digitali – mette in evidenza la potenziale vulnerabilità delle banche.

L’ultima versione proibisce ai fornitori di servizi di asset digitali il pagamento di interessi o rendimenti agli utenti che detengono stablecoin. In particolare, questa limitazione ha spinto Coinbase a rimuovere alcune offerte.

Anche se Kendrick si aspetta che il CLARITY Act venga approvato entro la fine del primo trimestre 2026, questo rinvio sottolinea le continue sfide che le banche americane potrebbero affrontare con l’accelerazione dell’adozione degli asset digitali.

Il rischio non è solo teorico. Le stablecoin potrebbero spostare funzioni centrali come pagamenti e depositi al di fuori delle istituzioni TradFi, creando una sfida strutturale per le banche che dipendono fortemente dai ricavi legati ai depositi.

L’esponente di Standard Chartered suggerisce che, in particolare, le banche regionali dovrebbero iniziare a prepararsi alla possibilità di importanti deflussi di depositi nei prossimi anni.

“Cerco di capire quali banche siano più o meno esposte a questo rischio… le banche regionali sono quelle più esposte,” ha osservato.

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Pertanto, la nuova analisi americana estende la preoccupazione dai mercati emergenti a quelli sviluppati, evidenziando una rivalutazione globale dell’esposizione delle banche agli asset digitali.

Ethereum raggiunge nuovi massimi mentre gli acquisti istituzionali e i venti favorevoli macroeconomici sostengono i mercati crypto

Nonostante questi venti contrari, il settore crypto nel suo complesso mostra segni di resilienza. L’attività su Ethereum continua a toccare massimi storici, trainata dagli aggiornamenti post-Fusaka che ne hanno migliorato la capacità e dal mantenimento dell’interesse istituzionale.

BitMine (BMNR), ad esempio, ha aumentato la propria esposizione a Ethereum fino a quasi il 5% del proprio Digital Asset Treasury, con l’intenzione di continuare ad acquistare.

BitMine Ethereum Holdings
Holding di Ethereum di BitMine. Fonte: CoinGecko

Gli sviluppi macro, come l’allentamento delle pressioni sugli asset di rischio globali e le aspettative favorevoli di politica monetaria americana in caso di possibili cambiamenti ai vertici della Fed, sostengono ulteriormente la stabilità del mercato.

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Grafico del giorno

Standard Chartered mostra quali banche americane sono più a rischio con l’adozione di massa delle stablecoin

Notizie crypto in pillole

Ecco una sintesi di altre notizie crypto dagli USA da seguire oggi:

Panoramica pre-market delle azioni crypto

AziendaChiusura al 26 gennaioPanoramica pre-market
Strategy (MSTR)$160,58$160,82 (+0,15%)
Coinbase (COIN)$213,48$214,70 (+0,57%)
Galaxy Digital Holdings (GLXY)$31,28$31,51 (+0,74%)
MARA Holdings (MARA)$9,98$10,05 (+0,70%)
Riot Platforms (RIOT)$16,23$16,40 (+1,05%)
Core Scientific (CORZ)$19,05$19,31 (+1,36%)
Apertura delle crypto equities: Google Finance

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