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Bitcoin affronta una nuova prova mentre il rischio di shutdown negli USA incombe il 30 gennaio

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

26 gennaio 2026 23:19 CET
  • Bitcoin affronta la scadenza dello shutdown negli USA del 30 gennaio sotto pressione dopo non essere riuscito a mantenere i massimi di gennaio.
  • La storia mostra che, durante gli shutdown, Bitcoin di solito segue il momentum già presente nel mercato, e non una narrazione da bene rifugio.
  • Se si verifica uno shutdown, una volatilità di breve periodo con rischio al ribasso sembra più probabile rispetto a un rally sostenuto.
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Bitcoin si sta avvicinando a un importante evento macro mentre i legislatori statunitensi corrono contro il tempo per evitare un nuovo shutdown del governo federale prima della scadenza per il finanziamento del 30 gennaio. Il mercato entra in questo periodo sotto pressione, dopo un rally di gennaio fallito e un netto cambiamento di sentiment.

Storicamente, Bitcoin non si è comportato come una copertura affidabile durante gli shutdown del governo USA. Piuttosto, il movimento del prezzo tende a seguire il momentum di mercato già esistente.

Perché uno shutdown negli Stati Uniti è di nuovo un’ipotesi

Il rinnovato rischio di shutdown deriva dal fatto che il Congresso non è riuscito a finalizzare diversi disegni di legge sugli stanziamenti per il 2026. Il finanziamento temporaneo è destinato a scadere il 30 gennaio e i negoziati sono ancora bloccati, in particolare per quanto riguarda il finanziamento del Dipartimento della Sicurezza Nazionale.

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A meno che i legislatori non approvino una nuova risoluzione temporanea o il finanziamento per l’intero anno prima della scadenza, alcune parti del governo federale comincerebbero a chiudere immediatamente. Ora i mercati considerano il 30 gennaio come un evento macro di tipo binario.

Il movimento del prezzo di Bitcoin durante gennaio 2026 ha già riflesso una crescente fragilità. Dopo essere salito lievemente nella fascia compresa tra 95.000 e 98.000 dollari a metà mese, BTC non è riuscito a mantenere quei livelli ed è stato respinto con forza.

Grafico del prezzo di Bitcoin a gennaio 2026. Fonte: CoinGecko

La storia degli shutdown mostra un chiaro pattern di Bitcoin

La performance storica di Bitcoin durante gli shutdown negli USA offre poche conferme a favore di una narrativa rialzista.

Negli ultimi dieci anni, durante quattro eventi di shutdown, in tre occasioni Bitcoin ha subito ribassi o ha prolungato trend discendenti già in corso. 

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Andamento di Bitcoin durante gli ultimi quattro shutdown negli USA

Solo uno shutdown, una breve sospensione dei finanziamenti nel febbraio 2018, ha coinciso con un rally. Quel movimento è avvenuto durante un rimbalzo tecnico in situazione di ipervenduto, e non come risposta allo shutdown stesso.

Lo schema generale rimane coerente. Gli shutdown tendono a fungere da catalizzatori di volatilità, non da motori direzionali. Di solito, Bitcoin amplifica il proprio trend già in atto invece di invertirlo.

I dati dei miner mostrano stress, non forza

I dati on-chain più recenti aggiungono un ulteriore elemento di cautela. Secondo CryptoQuant, diverse importanti aziende di mining statunitensi hanno subito un brusco calo della produzione negli ultimi giorni, poiché le tempeste invernali hanno costretto alla riduzione della capacità della rete elettrica.

La produzione giornaliera di Bitcoin è calata sensibilmente per aziende come CleanSpark, Riot Platforms, Marathon Digital e IREN. Sebbene una produzione ridotta possa limitare temporaneamente l’offerta in vendita, segnala anche una situazione di stress operativo all’interno del settore del mining.

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Storicamente, i vincoli all’offerta dei miner non sono stati sufficienti a compensare vendite guidate da fattori macro più ampi se non in presenza di segnali di domanda molto forti. Al momento, i segnali di domanda restano deboli.

Le perdite realizzate stanno aumentando

I dati sul Net Realized Profit and Loss (NRPL) rafforzano una visione difensiva. Nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle perdite realizzate, con meno picchi di prese di profitto rispetto a quanto visto all’inizio del 2025.

Net Realized Profit and Loss di Bitcoin. Fonte: CryptoQuant

Questo suggerisce che gli investitori stanno uscendo dalle proprie posizioni a prezzi sfavorevoli, invece che ruotare il capitale in modo convinto. Un comportamento del genere di solito si allinea alle fasi finali di distribuzione e riduzione del rischio, non ad accumulazione.

In questo contesto, le notizie macro negative tendono a intensificare la volatilità al ribasso invece di avviare rally duraturi.

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Come potrebbe reagire Bitcoin il 30 gennaio

Se il governo USA dovesse andare in shutdown il 30 gennaio, è più probabile che Bitcoin reagisca come un asset di rischio piuttosto che come una copertura.

L’esito più probabile è un’impennata di volatilità di breve periodo, con un trend ribassista. Un ritorno verso i minimi di gennaio sarebbe coerente sia con il comportamento storico degli shutdown sia con la struttura di mercato attuale. Qualsiasi rimbalzo sarebbe probabilmente tecnico e di breve durata, a meno di un miglioramento delle condizioni di liquidità.

Un movimento rialzista deciso, motivato solo dai titoli sulle notizie relative allo shutdown, sembra improbabile. Raramente Bitcoin ha sperimentato rally durante gli shutdown senza contemporanei afflussi positivi e cambi di sentiment, fattori oggi assenti.

Bitcoin arriva al rischio shutdown senza una posizione di forza. I deflussi dagli ETF, il crescente livello di perdite realizzate, lo stress dei miner e i livelli di resistenza respinti segnalano tutti una configurazione difensiva.

Man mano che si avvicina il 30 gennaio, il rischio shutdown potrebbe agire come uno stress test su una fiducia di mercato già fragile.

Per il momento, la storia e i dati suggeriscono che la risposta di Bitcoin rifletterà il momentum attuale piuttosto che andare in controtendenza.

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