Mark Cuban ha proposto una tassa federale sui token di intelligenza artificiale (AI) inferiore a 50 centesimi per milione. Ha affermato che questa imposta spingerebbe gli operatori dei grandi modelli verso una maggiore efficienza, oltre a generare miliardi di dollari di entrate annuali.
Il proprietario dei Dallas Mavericks ha dichiarato che la sua idea riflette il percorso normativo che le crypto avevano inizialmente rifiutato. I critici, tra cui fondatori dal forte orientamento libertario e sviluppatori AI, hanno anche reagito duramente.
Cuban richiama l’arco delle regolamentazioni sulle crypto
Cuban ha spiegato che i primi sostenitori delle crypto consideravano inaccettabile qualsiasi regola. Successivamente, sono confluiti nei PAC e hanno strutturato le attività di advocacy, quando la crescita ha richiesto più chiarezza legale. Ha collegato questo percorso al dibattito sull’AI.
“Questo è esattamente ciò che TUTTI dicevano sulle crypto. Ogni regolamentazione è negativa. Sono stato criticato aspramente qui solo per aver affermato che il settore aveva bisogno di una regolamentazione per espandersi verso gli utenti comuni,” ha scritto Cuban.
L’investitore miliardario nel settore software ha presentato la proposta come una tassa in stile imposta sulle vendite applicata ai fornitori commerciali.
I modelli open-source e le inferenze locali resterebbero fuori dal suo campo di applicazione. Le aziende crypto hanno anche seguito una traiettoria simile, con le attività di lobbying quadruplicate negli ultimi anni.
Entrate ed energia alla base dell’argomentazione
Cuban ha stimato che la tassa potrebbe generare circa 10 miliardi di dollari all’anno nei primi tempi. Ha aggiunto che questa cifra potrebbe crescere notevolmente con l’aumentare della domanda di inferenza. Le entrate potrebbero finanziare la riduzione del debito federale o programmi diretti a rispondere alle dislocazioni causate dall’AI.
Le preoccupazioni energetiche sono centrali nella sua proposta. I data center che alimentano i grandi modelli linguistici già consumano molta energia dalle reti americane. Cuban afferma che la tassa spingerebbe i fornitori a migliorare l’efficienza a un livello superiore rispetto all’importo pagato con la tassa.
I critici lo definiscono un’invasione del governo
Il fondatore di Anduril, Palmer Luckey, ha affermato che la misura tasserebbe le aziende americane spingendo la clientela verso modelli stranieri. Ha inoltre avvertito del rischio di nuove infrastrutture per tracciare a livello federale l’utilizzo dell’AI.
La proposta non avanzerà senza il sostegno del Congresso, che al momento sembra scarso.
Se e quando i fornitori AI, sulla scia delle aziende crypto, faranno anche attività di lobbying per regole più chiare, questo potrebbe determinare la prossima fase del dibattito.











