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Svolta sul rendimento delle stablecoin al Senato, il CLARITY Act torna in gioco

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

20 marzo 2026 20:13 CET
  • I senatori Tillis e Alsobrooks hanno raggiunto un “accordo di principio” con la Casa Bianca sul rendimento.
  • Secondo quanto riportato, l’accordo vieterebbe i pagamenti di rendimento sui saldi passivi di stablecoin.
  • L’accordo potrebbe sbloccare il CLARITY Act, fermo presso la Commissione bancaria del Senato da gennaio.
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Il senatore Thom Tillis e la senatrice Angela Alsobrooks hanno raggiunto un accordo preliminare con la Casa Bianca sul linguaggio relativo ai rendimenti delle stablecoin che potrebbe sbloccare lo stallo, durato mesi, che blocca il Digital Asset Market Clarity Act (CLARITY Act).

L’accordo, riportato per la prima volta da Politico il 20 marzo, riguarda la questione centrale che ha bloccato il disegno di legge nella Commissione bancaria del Senato da gennaio.

Cosa contiene l’accordo

Alsobrooks avrebbe confermato l’accordo in un’intervista a Politico, dichiarando che il testo proposto vieterebbe il pagamento di rendimenti sui saldi passivi di stablecoin.

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Ha presentato l’accordo come un compromesso che tutela sia l’innovazione crypto che la stabilità dei depositi bancari.

Tillis ha affermato di ritenere che l’intesa preliminare sia in una posizione solida ma ha sottolineato che necessita ancora della valutazione sia del settore bancario sia di quello crypto prima di poter procedere.

La questione dei rendimenti sulle stablecoin è stato l’ostacolo principale all’approvazione del CLARITY Act al Senato. Le banche tradizionali hanno sostenuto che le stablecoin con rendimento competono direttamente con i depositi assicurati, rischiando una fuga di capitali dal sistema bancario. Le aziende crypto, guidate dal CEO di Coinbase Brian Armstrong, hanno contestato le restrizioni sui rendimenti, definendole una forma di protezionismo normativo studiato per proteggere le banche dalla concorrenza.

Cosa succede adesso

L’accordo resta comunque preliminare. Né l’industria bancaria né le principali aziende crypto hanno ancora approvato il testo definitivo. Tillis lo ha riconosciuto apertamente, dichiarando a Politico che i partecipanti del settore restano una parte necessaria per un accordo finale.

In precedenza, il 20 marzo, il team della senatrice Cynthia Lummis aveva segnalato che le trattative sui rendimenti delle stablecoin erano risolte al 99% dopo una riunione a porte chiuse del GOP cui ha partecipato anche il direttore esecutivo del Crypto Council della Casa Bianca, Patrick Witt.

L’annuncio di Tillis-Alsobrooks sembra confermare questi progressi.

Se l’accordo verrà mantenuto, la Commissione bancaria del Senato potrebbe avviare una revisione già dalla fine di aprile. Lummis ha fissato la fine dell’anno come termine per l’approvazione in Senato, ma il calendario legislativo è stretto a ridosso delle elezioni di medio termine.

Il CLARITY Act è stato approvato alla Camera con 294 voti favorevoli e 134 contrari a luglio 2025. Il provvedimento suddividerà i poteri di regolamentazione sulle crypto tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), stabilendo regole federali per l’emissione di stablecoin, la registrazione degli exchange e la classificazione degli asset digitali.

Se quest’intesa preliminare supererà l’esame delle industrie coinvolte si deciderà se la più importante normativa crypto negli Stati Uniti potrà avanzare oppure subire un nuovo stop.

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