Secondo quanto riportato, presunte registrazioni segrete conterrebbero quasi 10 minuti di conversazione che offrono uno degli scorci più chiari finora sull’opposizione di Ted Cruz dietro le quinte alla politica commerciale protezionistica di Trump.
Le dichiarazioni, rilasciate durante due riunioni a porte chiuse nel 2025, arrivano mentre Trump intensifica le tensioni commerciali con il Canada, minacciando di imporre un dazio del 100% su tutte le importazioni canadesi a causa di presunte preoccupazioni legate alla Cina.
Registrazioni segrete svelano l’allontanamento privato di Cruz da Trump sui dazi
Secondo le ricostruzioni, Ted Cruz avrebbe avvertito privatamente i donatori che il vasto piano di dazi del presidente Donald Trump potrebbe devastare l’economia degli Stati Uniti e costare ai Repubblicani la perdita del Congresso.
Dalle registrazioni ottenute da Axios, Cruz avrebbe raccontato una telefonata notturna con Trump dopo l’introduzione dei dazi nell’aprile 2025, descrivendola come ostile e improduttiva.
“Trump era di cattivo umore”, avrebbe detto Cruz ai donatori, aggiungendo che il presidente “urlava” e “bestemmiava” mentre i senatori lo esortavano a fare un passo indietro.
Cruz ha avvertito che le conseguenze politiche ed economiche potrebbero essere gravi. Ha detto ai donatori che se gli americani arrivano alle elezioni di novembre 2026 con i risparmi per la pensione in forte calo e i prezzi dei generi alimentari in aumento tra il 10% e il 20%, i Repubblicani rischiano un “bagno di sangue”.
A quanto pare, Cruz ha avvertito direttamente Trump che un simile scenario potrebbe portare alla perdita di entrambe le camere del Congresso e ad anni di battaglie per l’impeachment.
Secondo Cruz, la risposta di Trump sarebbe stata un insulto diretto al senatore Ted.
Sponsored SponsoredQueste critiche private contrastano con la posizione pubblica di Cruz, considerato uno dei più forti alleati di Trump al Senato.
“[Il senatore resta] il più grande alleato del presidente al Senato”, ha riportato Axios, citando un portavoce di Cruz.
Secondo il portavoce, le registrazioni sarebbero solo tentativi di “seminare divisione”. Ted Cruz non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di BeInCrypto.
La minaccia di dazi dal Canada mette in luce la spaccatura nel GOP su commercio, crypto e potere
Le rivelazioni arrivano mentre Trump inasprisce la sua retorica contro il Canada, minacciando ora un dazio del 100% sui prodotti canadesi.
Secondo un’analisi condivisa dal commentatore politico Jaro Giesbrecht, gli Stati Uniti hanno importato circa 400 miliardi di dollari in beni dal Canada nel 2025.
Un dazio generalizzato, ha avvertito, funzionerebbe come una tassa immediata su aziende e consumatori statunitensi, facendo salire i costi energetici, i prezzi delle auto e l’inflazione di ben l’1,5% – 2% quasi da un giorno all’altro.
Secondo quanto riportato, il cambio di rotta di Trump sarebbe arrivato dopo le dichiarazioni del primo ministro canadese Mark Carney al World Economic Forum di Davos, con Anthony Scaramucci che ha commentato ironicamente: “Carney l’ha fatto impazzire”.
Nelle registrazioni, Cruz prende di mira più volte anche il vicepresidente JD Vance, dipingendolo come un pupillo del commentatore conservatore Tucker Carlson e accusando entrambi di promuovere una politica estera isolazionista.
Sponsored Sponsored“Tucker ha creato JD,” avrebbe detto Cruz in una delle registrazioni, collegando i due ai conflitti interni riguardanti il personale per la sicurezza nazionale e la politica sull’Iran.
Oltre alla dimensione politica, la disputa mette in luce una divisione ideologica più profonda all’interno del Partito Repubblicano, che si intreccia anche con la politica sulle crypto.
Cruz è anche uno dei parlamentari più sostenitori di Bitcoin a Washington, promotore di mercati liberi, bassi costi energetici e minima interferenza governativa. Nel 2024 è entrato nel settore del mining di Bitcoin acquistando e gestendo tre impianti di mining a Iraan, Texas.
Ha sostenuto leggi per utilizzare il gas naturale flaring per il mining di Bitcoin, si è opposto alle valute digitali delle banche centrali, e ha messo in guardia dal rischio che un’eccessiva regolamentazione e barriere commerciali possano spingere l’innovazione all’estero.
Per Cruz, i dazi non rappresentano solo un rischio politico, ma anche economico. Ha più volte definito i dazi generalizzati come “tasse sul popolo americano”, sostenendo che minano la competitività degli USA nei settori di energia, tecnologia e crypto. In particolare, questi sono ambiti in cui stati come il Texas si sono affermati come hub a livello globale.
Le registrazioni segrete suggeriscono che, mentre Trump raddoppia sul nazionalismo commerciale, Cruz si sta posizionando come alternativa liberalista e a favore del libero scambio.