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La SEC riduce l’haircut sulle stablecoin al 2%, ma cosa significa?

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Modificato da
Mohammad Shahid

21 febbraio 2026 13:43 CET
  • La SEC ha pubblicato una guida che consente ai broker-dealer di applicare un haircut di capitale del 2% alle stablecoin di pagamento, in calo rispetto al precedente e punitivo 100%.
  • Il cambiamento è basato sul nuovo regime statunitense sulle stablecoin, il GENIUS Act, che impone requisiti rigorosi di riserve 1:1.
  • Gli esperti del settore hanno sottolineato che la modifica potrebbe accelerare l’adozione delle stablecoin e il regolamento on-chain tra le aziende finanziarie tradizionali.
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La Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti ha spianato la strada a Wall Street per integrare le stablecoin nella finanza tradizionale.

Il 19 febbraio, l’autorità di regolamentazione finanziaria ha pubblicato delle linee guida che consentono ai broker-dealer di applicare un “haircut” del 2% alle posizioni in stablecoin di pagamento. L’haircut è la percentuale del valore di un asset che un’istituzione finanziaria non può considerare come capitale utilizzabile, agendo come cuscinetto di protezione per i clienti contro i rischi di mercato.

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La svolta della SEC sulle stablecoin spinge i broker a costruire infrastrutture crypto

In precedenza, i broker-dealer affrontavano un haircut punitivo del 100% sulle stablecoin. Se una società finanziaria deteneva 1 milione di dollari in dollari digitali per facilitare un rapido regolamento on-chain, doveva immobilizzare quel capitale.

Questa esigenza rendeva di fatto il trading crypto istituzionale economicamente inaccessibile per le istituzioni finanziarie tradizionali.

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Abbassando la penalità sul capitale al 2%, la SEC ha concesso alle stablecoin conformi lo stesso trattamento economico dei fondi monetari tradizionali.

“Questo è un altro passo eccellente nella giusta direzione da parte del nostro team nella Division of Trading and Markets per rimuovere le barriere e consentire l’accesso ai mercati on-chain,” ha dichiarato il presidente della SEC, Paul Atkins.

Curiosamente, questa svolta è fortemente legata al neo-approvato GENIUS Act. Si tratta di un quadro normativo federale per le stablecoin di pagamento negli Stati Uniti. Impone la riserva 1:1 e rafforza la conformità alle norme antiriciclaggio (AML).

Il Commissario della SEC, Hester Peirce, ha sottolineato che la nuova legislazione impone rigorosi requisiti di riserva agli emittenti di stablecoin.

Secondo lei, questi requisiti sono ancora più stringenti di quelli applicati ai fondi monetari governativi, giustificando così la riduzione della penalità sul capitale.

“Le stablecoin sono essenziali per le transazioni sulle infrastrutture blockchain. Usare le stablecoin renderà possibile per i broker-dealer svolgere una gamma più ampia di attività commerciali legate ai titoli tokenizzati e agli altri asset crypto”, ha aggiunto Peirce.

Alla luce di ciò, entità regolamentate negli Stati Uniti come USDC di Circle potrebbero vedere una notevole adozione da parte delle aziende attive in un settore da 6.000 miliardi di dollari.

Di conseguenza, i dirigenti di settore hanno subito celebrato il cambiamento di rotta dell’industria degli asset digitali.

Il CEO di Exodus, JP Richardson, l’ha definita la vittoria crypto più importante dell’anno. Secondo lui, la novità rende “economicamene redditizi da un giorno all’altro” i treasury, le azioni e i regolamenti on-chain tokenizzati.

“Questo mette pressione su ogni grande broker-dealer perché costruisca un’infrastruttura stablecoin oppure resti indietro rispetto a chi già si muove. Ora infatti i loro concorrenti possono farlo e non c’è più la penalità sul capitale che lo rendeva non redditizio”, ha spiegato Richardson.

Nel frattempo, questa approvazione continua la recente serie di regolamentazioni pro-crypto emanate dalla SEC.

Nell’ultimo anno, la SEC ha lanciato una task force per gli asset digitali e avviato “Project Crypto” per modernizzare la propria normativa. Questi sforzi sono pensati per rendere gli Stati Uniti la capitale mondiale della crypto.

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