Circa 8,8 miliardi di dollari in opzioni su Bitcoin ed Ethereum scadono oggi, 30 gennaio 2026, segnando la prima scadenza mensile di opzioni dell’anno.
Questo evento riporta l’attenzione sulla difficoltà di Bitcoin di riconquistare il livello dei 90.000 dollari, mentre la crypto pioniera continua ad allontanarsene sempre di più.
SponsoredIl mercato delle opzioni segnala cautela mentre Bitcoin scivola ancora più sotto i 90.000 dollari
La maggior parte dell’esposizione di oggi si trova nelle opzioni su Bitcoin, che rappresentano 7,54 miliardi di dollari di valore nozionale, mentre le opzioni su Ethereum ammontano a ulteriori 1,2 miliardi di dollari.
Bitcoin è attualmente scambiato a 82.761 dollari, ben al di sotto del suo livello “max pain” fissato a 90.000 dollari. Nonostante il ritracciamento, le posizioni rimangono strutturalmente rialziste.
L’open interest per le opzioni call è di 61.437 contratti, rispetto a 29.648 contratti put, facendo scendere il put-to-call ratio (PCR) a 0,48. L’open interest complessivo sulle opzioni su Bitcoin raggiunge i 91.085 contratti, evidenziando la portata della leva finanziaria e delle posizioni poco prima della scadenza.
Tuttavia, sotto la superficie, il comportamento dei trader si fa sempre più difensivo. Gli analisti di Deribit osservano che, mentre Bitcoin rimane in un range laterale, la domanda di protezione al ribasso è aumentata sensibilmente in vista della scadenza.
Sponsored Sponsored“…la domanda di protezione al ribasso è notevolmente cresciuta, segno che i trader restano cauti anche se le posizioni sono ancora orientate al rialzo,” hanno spiegato in dettaglio gli analisti di Deribit .
Hanno inoltre aggiunto che la scadenza delle opzioni potrebbe amplificare i movimenti intorno ai livelli chiave, soprattutto nelle cosiddette zone di “pain”. Questa ipotesi si basa sul fatto che i prezzi tendono a gravitare verso i livelli di max pain man mano che si avvicina la scadenza delle opzioni.
Anche Ethereum presenta uno scenario simile, sebbene leggermente più bilanciato. ETH è scambiato a 2.751 dollari, al di sotto del suo livello di max pain fissato a 3.000 dollari. L’open interest totale sulle opzioni su Ethereum è di 439.192 contratti, con 257.721 call e 181.471 put. Il put-to-call ratio di 0,70 indica un posizionamento più bilaterale rispetto a Bitcoin, ma segnala comunque cautela anziché un vero e proprio trend ribassista.
A livello macro, le aspettative di volatilità continuano a diminuire. Secondo gli analisti di Greeks.live, la volatilità implicita (IV) sta scendendo progressivamente, rafforzando un consolidamento più ampio in tutto il mercato crypto.
“[Oggi] segna la prima scadenza mensile del 2026, con oltre il 25% delle posizioni in opzioni pronte a scadere,” hanno spiegato in dettaglio gli analisti di Greeks.live .
Come previsto, la Federal Reserve non ha tagliato i tassi di interesse; inoltre, in assenza di eventi rilevanti all’orizzonte, il mercato si mantiene sorprendentemente stabile, con la volatilità implicita (IV) che continua a calare. Il movimento del prezzo di Bitcoin riflette questa stabilità.
Gli analisti di Greeks.live hanno osservato che Bitcoin è “ritornato all’interno del suo intervallo di consolidamento nella seconda metà del mese,” con la soglia dei 90.000 dollari che fa da solida resistenza.
Sponsored“Non sembrano esserci all’orizzonte fattori decisivi in grado di rompere questo stallo,” hanno aggiunto gli analisti, suggerendo che la scadenza delle opzioni stessa potrebbe diventare uno dei pochi catalizzatori a breve termine per il movimento dei prezzi.
Ciononostante, sotto la calma apparente si accumulano rischi. Greeks.live ha evidenziato i recenti deflussi istituzionali su larga scala verso gli exchange, che hanno aumentato le pressioni sulla liquidità in tutto il mercato crypto.
Anche le azioni statunitensi legate alle crypto hanno mostrato debolezza, contribuendo a un sentiment che si sta trasformando gradualmente in pessimismo. In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e in aumento di paura, incertezza e dubbio, il sentiment negativo si è intensificato ulteriormente.
In vista della decisione sui tassi della Federal Reserve, alcuni trader si erano già protetti dalla volatilità di breve termine acquistando protezione al ribasso, una tendenza che è proseguita anche dopo che la banca centrale ha deciso di mantenere fermi i tassi.
Senza uno stimolo macro evidente all’orizzonte, ora i trader sembrano prepararsi a possibili movimenti improvvisi nel breve termine in corrispondenza della scadenza delle opzioni, proteggendosi contro i rischi al ribasso in attesa di una rottura decisiva del range tra gli 80.000 e i 90.000 dollari di Bitcoin.