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Hacker di Bitfinex fuori dal carcere dopo un anno grazie al First Step Act del presidente Trump

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

02 gennaio 2026 20:32 CET
  • L’hacker di Bitfinex Ilya Lichtenstein è stato rilasciato dopo circa un anno grazie al First Step Act.
  • Ha pianificato e messo a segno l’hack del 2016, rubando quasi 120.000 monete Bitcoin.
  • La decisione alimenta le preoccupazioni che i crimini legati alle crypto incontrino una deterrenza meno efficace.
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Ilya Lichtenstein, l’uomo dietro l’hack di Bitcoin ai danni di Bitfinex nel 2016, è stato rilasciato anticipatamente dal carcere federale USA il 2 gennaio 2026, dopo aver scontato circa un anno di una condanna a cinque anni.

Il rilascio è stato concesso in seguito alle riduzioni di pena previste dal First Step Act di Donald Trump.

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L’hacker che ha rubato oltre 10 miliardi di dollari in Bitcoin

Lichtenstein era stato condannato nel novembre 2024 per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, collegata al furto di quasi 120.000 BTC sottratti dall’exchange Bitfinex.

Ai prezzi attuali, quel bottino vale più di 10 miliardi di dollari, anche se la maggior parte dei fondi è stata poi sequestrata dalle autorità statunitensi.

I documenti federali indicano che Lichtenstein aveva i requisiti per crediti tempo e le disposizioni di rilascio anticipato previste dal First Step Act.

In breve, la legge consente ai detenuti di ridurre la durata della pena prendendo parte a programmi di riabilitazione ed educazione approvati, soprattutto per i reati non violenti.

Di conseguenza, Lichtenstein è stato trasferito fuori dalla custodia federale con largo anticipo rispetto al previsto.

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Firmato nel 2018 da Donald Trump, il First Step Act ha riformato le politiche federali in materia di sentenze e carceri. La legge ha ampliato l’accesso ai crediti tempo guadagnati, ha aumentato la discrezionalità dei giudici e ha posto l’accento sulla riabilitazione piuttosto che sulla detenzione prolungata.

È importante notare che la norma si applica solo ai detenuti federali, non a quelli statali. La condanna di Lichtenstein rientra perfettamente in questa categoria.

Il ruolo di Lichtenstein nell’hack di Bitfinex

I documenti giudiziari e la stessa ammissione di colpevolezza di Lichtenstein mostrano che lui ha progettato ed eseguito personalmente la violazione ai danni di Bitfinex.

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Ha sfruttato i sistemi interni di autorizzazione, ha avviato più di 2.000 transazioni fraudolente e ha trasferito i bitcoin in wallet sotto il suo controllo.

La fase di riciclaggio è durata anni. La moglie, Heather Morgan, è stata condannata per aver aiutato a nascondere i fondi. Non emergono prove dell’esistenza di altri hacker coinvolti nell’intrusione.

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L’offensiva crypto continua a restare impunita sotto Trump?

Il rilascio di Lichtenstein si inserisce in un quadro più ampio. A un anno dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, diversi casi crypto d’alto profilo hanno ricevuto clemenza.

Tra questi figurano anche Ross Ulbricht, graziato dopo un decennio in carcere, e Changpeng Zhao, che ha ricevuto una grazia dopo aver ammesso violazioni in ambito AML.

Nel complesso, queste decisioni hanno cambiato le aspettative sull’enforcement.

All’interno di una parte della community crypto americana, tali decisioni stanno alimentando una narrazione secondo cui “il crimine è legale”. I critici sostengono che continui rilasci anticipati e grazie rischiano di indebolire la funzione deterrente della legge.

Tuttavia, i sostenitori ribattono che riabilitazione e proporzionalità della pena contano più di una punizione meramente simbolica.

Per ora, il rilascio anticipato di Lichtenstein rappresenta l’ultimo punto di scontro in questo dibattito.

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