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Le opzioni retail ai massimi storici e gli shock geopolitici minacciano i mercati questa settimana

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

18 gennaio 2026 19:29 CET
  • Boom del trading di opzioni retail, volatilità del mercato nel 2026, tensioni commerciali tra USA e UE, rischio crypto e macroeconomico
  • L’escalation dei dazi tra USA e UE e la sentenza imminente della Corte Suprema introducono grande incertezza geopolitica e legale.
  • Bitcoin vicino a 95.000 dollari mostra segni di fragilità mentre shock macroeconomici e rischio guidato dal retail convergono.
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I mercati crypto si preparano a una settimana insolitamente turbolenta, con un’attività record dei retail sulle opzioni che si scontra con rischi geopolitici crescenti.

Nonostante il prezzo di Bitcoin si sia mantenuto stabile intorno a $95.100 domenica, suggerendo un mercato privo di volatilità mentre la regina delle crypto consolida su livelli sottili, l’attenzione rimane alta verso le tensioni commerciali tra USA e UE, una decisione imminente della Corte Suprema e la crescente speculazione retail che si intersecano.

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Settimana ad alto rischio in arrivo: crypto, azioni e metalli nel mirino

I trader retail stanno esercitando un’influenza senza precedenti sulle forze di mercato: secondo i report, la partecipazione retail ai mercati delle opzioni ora rappresenta il 21,7% del volume totale, in crescita rispetto al 10,7% del 2022.

Il volume giornaliero di call dei retail è salito a 8,2 milioni di contratti, mentre le put hanno raggiunto 5,4 milioni, il secondo valore più alto mai registrato.

Retail Options Trading Share
Quota di trading retail sulle opzioni. Fonte: Kobeissi Letter su X

Il pioniere di Bitcoin Max Keiser descrive questa frenesia come un “casino gulag” di mercato, facendo riferimento a un contesto dominato da speculazione, leva e scommesse di breve periodo, in cui i partecipanti restano intrappolati in un ambiente ad alto rischio simile al gioco d’azzardo.

Gli investitori individuali stanno plasmando sempre di più le tendenze dei prezzi e amplificando la leva su BTC, SPY e altri asset liquidi.

“I retail non hanno mai speculato così tanto”, ha osservato un analista dei mercati globali. “Il solo volume di call supera 8 milioni di contratti al giorno, mentre le put sono a 5 milioni. Il volume totale delle opzioni retail è più che raddoppiato rispetto all’anno scorso. L’appetito per il rischio resta estremamente elevato.”

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Aumentando la pressione sul mercato, le tensioni commerciali fra USA e UE stanno crescendo. Nel fine settimana, il Presidente Donald Trump ha annunciato dazi del 10% su otto Paesi europei, una mossa volta a esercitare pressione affinché si supporti l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.

Questi dazi potrebbero salire al 25% entro giugno se non si raggiungesse un accordo, minacciando flussi commerciali per 1,5 trilioni di dollari. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha risposto chiedendo che l’UE attivi il proprio “strumento anti-coercizione”, una misura che potrebbe bloccare le banche americane dall’accesso agli appalti dell’UE e colpire i colossi tecnologici statunitensi.

Questa contromisura senza precedenti potrebbe ridisegnare la leva commerciale globale.

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La posta in gioco geopolitica va oltre i dazi. Gli analisti avvertono che gli accordi commerciali UE-Mercosur e il potere di pressione degli USA sui Paesi Mercosur, tra cui Argentina e Brasile, potrebbero destabilizzare ulteriormente il sentiment di rischio a livello globale.

L’analista Endgame Macro ha spiegato in dettaglio la situazione come una vera e propria prova di forza, sottolineando come Washington potrebbe esercitare pressioni silenziose sul blocco commerciale sudamericano attraverso canali finanziari e commerciali, creando un rischio asimmetrico anche senza conflitti apertamente dichiarati.

Intanto, i mercati sono in attesa di una sentenza della Corte Suprema sulla legalità dei dazi di Trump, introducendo ulteriore incertezza.

Se la Corte dovesse pronunciarsi contro la presidenza, questo potrebbe minare la fiducia nella politica commerciale e innescare un improvviso panic selling sui mercati.

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Al contrario, una sentenza favorevole ai dazi costringerebbe gli investitori a prezzare completamente una lunga fase di turbolenze commerciali e bassa crescita. Un simile esito graverebbe sia sui mercati azionari che sulle crypto.

I metalli preziosi stanno già mostrando segnali di stress. Gli operatori stanno monitorando l’argento fisico e altri metalli, soggetti a una volatilità accentuata sia dagli shock sui dazi sia da problematiche legate alla scarsità presso exchange come la LBMA (London Bullion Market Association).

Bitcoin (BTC), Gold (XAU), and Silver (XAG) Price Performances
Andamento dei prezzi di Bitcoin (BTC), oro (XAU) e argento (XAG). Fonte: TradingView

Storicamente, shock simili sui dazi hanno provocato forti flussi da Londra verso Comex (Commodity Exchange di New York), aumentando la backwardation e creando disallineamenti di breve periodo.

In questo contesto, il livello vicino a $95.000 di Bitcoin risulta sempre più fragile. La speculazione retail, l’incertezza legale e le frizioni geopolitiche si stanno incrociando, generando uno scenario ad alto rischio sia per i trader che per le istituzioni.

La combinazione di attività retail ai massimi storici e shock macroeconomici potrebbe preparare il terreno per una delle settimane più volatili della storia recente dei mercati.

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