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RWA 2.0, in arrivo su un CEX vicino a te

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Scritto da
Bradley Peak

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Modificato da
Shilpa Lama

05 marzo 2026 17:00 CET

Sul dashboard di RWA.xyz, il valore degli asset rappresentati ora si aggira intorno ai 390 miliardi di dollari, abbastanza vicino ai 400 miliardi di dollari da cambiare la percezione della categoria sul mercato.

In due interviste esclusive per BeInCrypto, abbiamo parlato con il Chief Business Officer di Gate Group e con la CSO di ChangeNOW, Pauline Shangett, per capire quale direzione stanno prendendo i real world asset.

Lee descrive una svolta, dalla sperimentazione su asset con bassa domanda verso strumenti con acquirenti consolidati, prezzi trasparenti e una profondità di mercato esistente, mentre Shangett sottolinea un cambiamento strutturale: sempre più spesso gli emittenti integrano il rispetto delle normative e l’attenzione per il mercato secondario fin dall’inizio, invece di considerarli aggiustamenti successivi al lancio.

Questa maturazione, evidenziata da entrambi gli intervistati, aiuta a spiegare perché offerte come il fondo tokenizzato in stile money market di BlackRock possano essere lanciate e immediatamente trovare interesse tra gli allocatori istituzionali.

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Analizziamo meglio la questione.

Il catalizzatore del cambiamento 

La tokenizzazione dei real world asset viene presa molto sul serio. Ma né Kevin Lee né Pauline Shangett ritengono che questo cambiamento sia stato innescato da una singola innovazione tecnica.

Lee rifiuta l’idea di un singolo passaggio decisivo:

“Questa crescita deriva da un cambiamento strategico di focus verso asset class che hanno già una domanda comprovata e una profonda liquidità. I tentativi precedenti si concentravano spesso su asset di nicchia o alternativi, come piantagioni di legname, crediti di carbonio o abbonamenti per il golf, ipotizzando che la sola tokenizzazione generasse liquidità. Questa ipotesi si è rivelata prematura.”

A suo avviso, l’ultimo anno è stato segnato da un cambio di disciplina. Invece di aspettarsi la comparsa spontanea della liquidità dal codice, il settore si è concentrato sull’applicare i vantaggi della blockchain come l’accesso h24, il regolamento istantaneo e la portabilità degli asset a strumenti che già disponevano di un mercato consolidato.

Shangett inquadra invece la transizione sul piano strutturale:

“La crescita dei real world asset verso i 400 miliardi di dollari non è avvenuta grazie a un singolo ‘momento Eureka’. Si è verificata perché tre iniziative parallele sono maturate contemporaneamente: Pechino ha dato ai real world asset un passaporto legale, QXMP ha fornito un’identità on-chain verificabile per asset reali e BlackRock ha dimostrato che i capitali istituzionali seguono i token conformi e con rendimento.”

Ha inoltre spiegato in dettaglio che il settore ha in gran parte superato la domanda “possiamo digitalizzare questo?” tra il 2022 e il 2023. L’era dei prototipi ha dimostrato che gli asset possono essere trasferiti on-chain, ma per molto tempo questi token sono rimasti in una zona grigia, vincolati da liquidità scarsa e questioni normative irrisolte – in pratica prodotti alla ricerca di un mercato.

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Secondo lei, la svolta è arrivata quando il mercato ha smesso di finanziare progetti tecnicamente eleganti ma che, per struttura, non potevano essere scambiati. Questo processo di selezione ha imposto un modello più disciplinato, dove liquidità e approvazione normativa sono diventati requisiti di base già in fase di emissione e origine del prodotto, invece di semplici funzionalità aggiunte dopo il lancio. 

La tensione centrale nel RWA 2.0

Tokenizzare un’obbligazione è semplice. Renderla affidabilmente scambiabile in qualsiasi momento non lo è. 

Sulla carta, le infrastrutture cross-chain sono più avanzate che mai. Protocolli come Chainlink CCIP, Axelar e LayerZero consentono la prova di proprietà e la messaggistica tra reti differenti. Questo è importante per la distribuzione, ma la movimentazione non è la stessa cosa della profondità di mercato.

Lee sottolinea questo punto:

“La frammentazione della liquidità si ridurrà via via che gli asset tokenizzati diventeranno sempre più fungibili e interoperabili tra exchange e protocolli.”

Dal suo punto di vista, la trasparenza nella formazione dei prezzi attrae naturalmente market maker e capitali di arbitraggio, contribuendo nel tempo a ridurre gli spread e a unificare i mercati.

Shangett richiama l’attenzione sul problema della liquidità:

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“Emettere un token è facile, ma poterlo vendere in qualsiasi momento è la vera sfida. Il problema principale resta la liquidità.”

La interoperabilità consente di dimostrare la proprietà su più blockchain, osserva, ma non crea acquirenti. Perché un token sia effettivamente vendibile, serve capitale nell’order book. Senza la liquidità radicata fin dall’inizio, espandersi su più chain rischia semplicemente di moltiplicare la stessa illiquidità.

Il regolamento istantaneo ha spostato il rischio a monte

Una delle promesse più attraenti della tokenizzazione è la velocità. Il regolamento quasi istantaneo sembra eliminare il rischio controparte e le operazioni fallite. Tuttavia, la velocità azzera anche il margine informale su cui i mercati tradizionali possono contare quando qualcosa va storto.

Lee ha messo in discussione questa argomentazione:

“I ritardi nei regolamenti della finanza tradizionale non sono tutele intenzionali, ma il risultato di vincoli imposti da infrastrutture obsolete. In pratica, la maggior parte degli errori di esecuzione non è praticamente mai reversibile nemmeno entro le finestre di regolamento tradizionali.”

“Per questo, la gestione del rischio dovrebbe essere sempre anticipata. La validazione pre-trade, i controlli e le misure di protezione sono molto più importanti che affidarsi a meccanismi di correzione post-negoziazione, sia che il sistema sia tradizionale o su blockchain. Muoversi alla velocità del codice rafforza semplicemente la necessità di una disciplina più rigorosa prima dell’esecuzione.”

Shangett arriva alle stesse conclusioni, ma da una prospettiva diversa:

“La finalità istantanea è sia un vantaggio che un rischio. Nella finanza tradizionale esisteva sempre una ‘finestra’ tra la transazione e il regolamento per correggere eventuali errori. La blockchain ha eliminato quella finestra. Ma invece di ignorare il problema, il settore ha costruito una nuova architettura di protezione. Tra il 2025 e il 2026, ci siamo spostati dalla logica del ‘codice è legge’ a un modello di codice con protezioni integrate.”

Spiega in dettaglio la nuova architettura di protezione adottata dal settore, dove:

“I fondi contestati vengono trasferiti su un conto escrow, e un arbitro prende la decisione. La transazione originale non viene annullata, ma viene creata una transazione di ritorno. L’immutabilità rimane intatta, ma viene introdotto un periodo di ‘raffreddamento’ controllato.”

Se il regolamento si avvicina all’istantaneità, il sistema deve diventare più rigoroso prima dell’esecuzione e più esplicito su come vengono gestite le eccezioni successivamente.

I CEX come banche di investimento digitali

Quando Treasury tokenizzati e azioni tokenizzate si trovano accanto alle meme coin all’interno di un exchange centralizzato, l’exchange diventa uno strato di portafoglio.

Kevin Lee descrive i CEX come in evoluzione verso piattaforme finanziarie integrate, dove la proposta di valore riguarda meno l’ampiezza dei listing e più la costruzione del portafoglio, l’efficienza del capitale e il finanziamento cross-asset. Per un utente che prima scambiava meme, l’attrattiva ora è la diversificazione, un rendimento più stabile e strumenti di gestione del rischio che semplicemente non esistevano in un menu fatto solo di crypto.

Secondo la visione di Shangett, l’exchange “era un casinò”, e ora somiglia di più a una banca di investimento digitale. Le implicazioni sono evidenti. I Treasury tokenizzati rendono accessibile il rendimento sovrano anche per importi minori e le azioni tokenizzate avvicinano gli utenti crypto ai ritmi dei mercati tradizionali, ma senza il vecchio rintocco di chiusura.

La direzione intrapresa si sta manifestando anche nelle vecchie infrastrutture di mercato. Nel gennaio 2026, ICE/NYSE ha annunciato di essere al lavoro su una piattaforma di titoli tokenizzati pensata per supportare il trading 24/7 di azioni ed ETF quotati negli Stati Uniti (previa approvazione dell’autorità di regolamentazione). Nel frattempo la SEC ha spiegato in dettaglio che i “tokenized securities” sono ancora titoli, e che gli operatori di mercato devono aspettarsi che si applichino gli obblighi federali in materia di titoli, a prescindere dalla tipologia.

In effetti, più gli RWA tokenizzati si avvicinano alla distribuzione di massa, più diventa difficile trattarli come una semplice sandbox per l’innovazione. L’accessibilità porta con sé un attento esame e, nella pratica, RWA 2.0 rappresenta il settore che impara a scalare sotto questa pressione.

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