L’oro potrebbe scendere fino a $3.100, ma anche in tal caso si tratterebbe comunque di una correzione dopo un rialzo del 65% nel 2025. È quanto afferma Nikolai Dudchenko, analista di Finam Financial Group, uno dei principali broker e società di investimento della Russia.
Nikolai Dudchenko ha spiegato in dettaglio questa sua opinione in una conversazione con Vladimir Arkhireysky, caporedattore di BeInCrypto.
Perché i prezzi dell’oro stanno scendendo
Il quadro fondamentale suggerisce che la ragione principale è probabilmente legata alle preoccupazioni sull’andamento del tasso d’interesse chiave della Federal Reserve statunitense.
Sullo sfondo del conflitto in corso in Medio Oriente, gli operatori di mercato potrebbero temere che la Fed non sarà in grado di tagliare i tassi—un fattore negativo per i prezzi.
Inoltre, a giudicare dalla natura del recente calo dei prezzi, gli esperti ritengono che la causa possa essere la liquidazione di posizioni da parte di un grande player di mercato.
Anche questa spiegazione appare logica. In tal caso, si potrebbe potenzialmente assistere a un rimbalzo a breve termine verso l’alto.
Quanto potrebbe durare il calo e quali sono i livelli target
In uno scenario pessimistico, una rottura al di sotto dei $4.200 porterebbe i prezzi verso i $4.000. È possibile un movimento successivo verso i $3.600 e, nello scenario più negativo, fino a $3.100.
Tutto ciò può comunque essere interpretato come una normale correzione, considerando che il prezzo dell’oro è salito di quasi il 65% nel solo 2025.
Cosa dovrebbero fare gli investitori
Agire in base alla situazione ed evitare di provare a “prendere un coltello che cade”. Per chi non ha posizioni aperte, la strategia ottimale sembra al momento restare fuori dal mercato e attendere un’inversione di tendenza dei prezzi.
Le posizioni possono essere aperte quando l’oro invertirà la rotta e riprenderà la salita verso i $5.000. La probabilità che questo scenario si realizzi resta elevata.
È vero, in tal caso si potrebbero aprire posizioni a prezzi più alti rispetto a oggi, ma ciò garantirebbe una maggiore protezione rispetto a un possibile nuovo trend ribassista.
Chi invece detiene già posizioni, al momento dovrebbe mantenerle. Tuttavia, se il calo proseguisse, sarebbe più saggio ridurre l’esposizione per minimizzare i rischi e liberare capitale per un eventuale nuovo ingresso a livelli inferiori.
Argento, motivi del calo e possibile entità
Le ragioni del calo dei prezzi dell’argento sono identiche a quelle dell’oro. Anche in questo caso, il fattore chiave è costituito dalla questione dei tassi della Fed. Per ora, il supporto importante si trova nell’area tra $62 e $64 per oncia.
Al momento, i ribassisti stanno cercando di superare questo livello, ma la situazione resta incerta. In caso di conferma della rottura, il prossimo supporto potrebbe essere individuato tra $54,5 e $55.