Il mercato crypto ha registrato un volume di scambi pari a 20,57 trilioni di dollari nel primo trimestre 2026, ma i volumi in calo e la liquidità concentrata raccontano la storia di una ripresa cauta, non di un’euforia.
Un nuovo report trimestrale di ricerca di CoinGlass spiega in dettaglio come il capitale, l’attività di trading e la profondità del mercato si siano spostati tra gli exchange nei primi tre mesi dell’anno. I risultati restituiscono l’immagine di un mercato ancora impegnato a digerire le scosse di assestamento della fine del 2025.
Un mercato ancora in fase di recupero dopo il crollo del quarto trimestre
Il primo trimestre 2026 si è svolto in un contesto difficile. Lo shock dei dazi di ottobre 2025 ha provocato 19 miliardi di dollari di liquidazioni in sole 24 ore, il più grande evento di deleveraging di un solo giorno nella storia delle crypto.
Bitcoin (BTC) ha perso circa il 35% dal suo massimo storico sopra i 126.000 dollari, mentre l’open interest complessivo sugli exchange è calato di oltre il 40%.
A gennaio sono emersi i primi segnali di stabilizzazione. Il volume totale di mercato del trimestre ha raggiunto circa 20,57 trilioni di dollari, suddivisi tra 1,94 trilioni di dollari in spot e 18,63 trilioni di dollari in derivati.
Tuttavia, ogni mese successivo ha visto cifre inferiori. Gennaio ha segnato la maggiore attività, mentre marzo ha toccato il minimo trimestrale.
Il rapporto tra derivati e spot è rimasto intorno a 9,6x per tutto il trimestre, leggermente al di sopra della media dell’intero 2025.
Questo dato suggerisce che i trader abbiano preferito coperture e posizioni di breve periodo tramite futures, piuttosto che puntare direttamente sul mercato spot.
Il vantaggio di Binance si estende a ogni metrica
Il report di CoinGlass ha valutato gli exchange secondo quattro parametri: volume di trading, open interest (OI), profondità del book e riserve di asset degli utenti. Binance è risultato primo in tutte le categorie.
Nel settore dei derivati, Binance ha registrato circa 4,90 trilioni di dollari di volume cumulativo, pari al 34,9% della quota complessiva dei primi 10 exchange.
Questa cifra supera la somma totale di OKX (2,19 trilioni di dollari) e Bybit (1,49 trilioni di dollari). Per l’open interest, Binance ha avuto una media giornaliera di 23,9 miliardi di dollari, circa 2,2 volte quella di Bybit, secondo classificato.
Anche la profondità della liquidità ha confermato questa tendenza. Nei futures BTC, la profondità media bid/ask entro l’1% dal prezzo mediano su Binance era di circa 284 milioni di dollari.
OKX seguiva con 160 milioni di dollari e Bybit con 76,55 milioni di dollari. Questo schema si è ripetuto anche per BTC spot, futures su ETH ed ETH spot. Nessun concorrente è riuscito a eguagliare Binance su tutti e quattro i sotto-mercati contemporaneamente.
La differenza più marcata si è registrata nelle riserve di asset degli utenti. Binance deteneva asset in custodia per circa 152,9 miliardi di dollari, rappresentando il 73,5% della quota tra i primi 10 exchange. OKX seguiva lontano con 15,9 miliardi di dollari. Gate, Bitget e Bybit si attestavano tutte tra i 5 e i 7 miliardi di dollari.
Questa concentrazione supera di gran lunga la quota di Binance su volumi di trading e open interest. Il report di CoinGlass osserva che la fidelizzazione degli asset riflette la fiducia nel brand, l’ampiezza dell’ecosistema di prodotti e la facilità di ingresso/uscita dal mercato, rendendola un indicatore ancora più solido della posizione competitiva di lungo termine.
Hyperliquid entra nella conversazione mainstream
Uno degli sviluppi più rilevanti del trimestre è stata l’ascesa di Hyperliquid (HYPE), un protocollo decentralizzato di derivati che ha registrato circa 492,7 miliardi di dollari di volume di trading nel primo trimestre.
Questo dato l’ha portato tra le prime dieci piattaforme.
L’open interest medio giornaliero, pari a circa 6 miliardi di dollari, con un picco di 9,7 miliardi di dollari, si è avvicinato a quello di alcuni exchange centralizzati come Bitget.
Questa crescita ha confermato quanto previsto dal report annuale di CoinGlass 2025, secondo cui i derivati decentralizzati stavano passando dalla sola prova di concetto a un’effettiva competizione sulla quota di mercato.
JPMorgan ha menzionato Hyperliquid in un report di marzo, sottolineando che la domanda di accesso 24/7 agli asset tradizionali stava alimentando la crescita dei DEX e sottraendo quota di mercato alle piattaforme centralizzate di fascia media.
Anche Grayscale ha presentato una richiesta S-1 per un ETF HYPE a marzo, puntando a un listing su Nasdaq.
Per ora, la scala di Hyperliquid resta nettamente inferiore rispetto ai principali exchange centralizzati.
Tuttavia, il suo ingresso nella competizione crea pressione verso le piattaforme di secondo livello che si contendono la quota di mercato dei derivati.
Cosa succede ora
Il report di CoinGlass segnala diverse variabili da osservare in vista del secondo trimestre. Tra queste:
- Il percorso della politica monetaria della Federal Reserve,
- I cambiamenti negli afflussi dei fondi ETF su BTC spot, e
- Lo stato di avanzamento dell’implementazione del quadro normativo nelle principali giurisdizioni.
Il primo trimestre non è stato segnato da un ritorno ai massimi storici, ma da una fase di recupero, concentrazione e da una struttura di mercato in evoluzione che sta tracciando confini sempre più netti tra le piattaforme che attirano capitali e quelle che rischiano di restare indietro.