Il prezzo dell’oro ha superato la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, segnando un nuovo record storico per il metallo prezioso.
Questo movimento riflette la crescente preoccupazione degli investitori per il continuo declino del dollaro USA, mentre Bitcoin ed Ethereum restano ben al di sotto dei livelli chiave.
SponsoredL’oro supera i 5.000 dollari grazie al crollo del dollaro
Al momento della pubblicazione, l’oro viene scambiato a 4.987 dollari dopo aver stabilito un massimo intraday di 5.009 dollari il 24 gennaio. Il metallo prezioso è in rialzo di quasi il 20% nelle ultime 24 ore.
Nel frattempo, l’indice del dollaro USA (DXY) è crollato a 97,45, segnando un minimo di diversi mesi: questo livello era stato raggiunto l’ultima volta a settembre 2025.
Questo traguardo si affianca a un movimento on-chain significativo: un singolo trader sull’exchange Bybit ha depositato 7 milioni di USDT e prelevato 843 XAUT, per un valore di 4,17 milioni di dollari, evidenziando il crescente interesse per l’oro tokenizzato come copertura contro la volatilità delle monete fiat.
Lookonchain, che monitora le transazioni sulla blockchain, ha segnalato questa attività, sottolineando che l’acquisto ingente di XAUT rappresenta uno dei più grandi movimenti di oro tokenizzato degli ultimi mesi.
Questa operazione potrebbe indicare prese di profitto o strategie di riallocazione ora che l’oro ha raggiunto livelli mai visti prima.
Sebbene le criptovalute siano tradizionalmente considerate un’alternativa alle monete fiat, il recente andamento dei prezzi evidenzia la resilienza dell’oro rispetto agli asset digitali.
Ethereum viene scambiata a 2.958 dollari e Bitcoin a 89.615 dollari, con la corsa dell’oro che ha superato di gran lunga i guadagni delle principali crypto nelle ultime settimane. Questa divergenza riflette il ruolo continuativo dell’oro come asset rifugio durante periodi di incertezza macroeconomica.
Il calo del dollaro USA è stato uno dei motori principali del rally. Secondo i commenti di mercato più recenti, il dollaro ha perso quasi il 50% del suo valore rispetto all’oro nell’ultimo anno. In particolare, si tratta del calo più importante nella storia degli Stati Uniti.
La debolezza del dollaro e le pressioni sulle materie prime potrebbero spingere il rally dell’oro verso $6.500?
Gli analisti avvertono che la debolezza prolungata del dollaro sta alimentando una corsa agli asset rifugio come i metalli preziosi e altri beni resistenti all’inflazione.
In questo contesto, il sentiment generale sull’oro resta rialzista, specialmente per il suo andamento previsto nel breve periodo.
“Possibile andamento del prezzo dell’oro nelle prossime settimane e mesi. Mi aspetto che l’attuale trend dell’oro prosegua fino a 5.400–5.600 dollari, poi un ritracciamento del 10%, consolidamento e una ripresa verso i 6.500 dollari entro l’estate del 2026, il che rappresenterebbe un guadagno del 30% rispetto ai livelli attuali…,” ha spiegato il gestore di investimenti e analista finanziario Rashad Hajiyev.
Questa previsione è in linea con la visione di Goldman Sachs secondo cui il prezzo dell’oro potrebbe salire fino a 5.400 dollari nel 2026. Secondo altre fonti, Bank of America prevede addirittura un oro a 6.000 dollari entro la primavera del 2026.
Carenza di rame e debolezza del dollaro mettono in risalto l’oro come asset rifugio
Il rally dell’oro riflette anche le tensioni che coinvolgono l’intero comparto delle materie prime. Di recente, il miliardario e magnate minerario Robert Friedland ha evidenziato vincoli strutturali sul mercato del rame, avvertendo di carenze imminenti che metterebbero a rischio la crescita del PIL globale e gli sforzi di elettrificazione.
“Attualmente consumiamo 30 milioni di tonnellate di rame all’anno, di cui solo 4 milioni vengono riciclate… Nei prossimi 18 anni dovremo estrarre tanto rame quanto ne abbiamo estratto negli ultimi 10.000 anni messi insieme”, ha spiegato Friedland evidenziando come la scarsità impatti su diversi mercati delle materie prime, inclusi i metalli preziosi.
La convergenza tra debolezza del dollaro, tensioni sulle filiere e il rally storico dell’oro presenta insieme opportunità e rischi.
La transazione in XAUT da 4,17 milioni di dollari su Bybit potrebbe anticipare nuovi investimenti istituzionali verso l’oro tokenizzato.
Nel frattempo, l’attuale contesto macroeconomico suggerisce che l’oro potrebbe restare una copertura fondamentale per la conservazione della ricchezza, nel mezzo della crescente volatilità delle criptovalute e delle monete fiat.