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Le carenze strutturali e la domanda strategica spingono il prezzo dell’argento verso $100

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

14 gennaio 2026 08:03 CET
  • L’argento supera i 90 dollari mentre la Zecca degli Stati Uniti sospende le vendite, segnalando una pressione estrema sulla domanda fisica.
  • L’aumento dei premi e la pressione dei margini sul CME mettono sotto pressione le posizioni short, mentre l’argento cartaceo si sgancia dalla fornitura fisica.
  • Gli analisti avvertono che uno squilibrio di leva finanziaria che dura da decenni potrebbe spingere l’argento oltre i 100 dollari, in un contesto di tensioni sistemiche nel mercato.
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Il prezzo dell’argento (XAG) ha superato i $90 per oncia per la prima volta nella storia, portando le US Silver Eagles a quotare oltre $100 per moneta presso i rivenditori.

La situazione ha portato a una decisione straordinaria: la Zecca degli Stati Uniti ha sospeso tutte le vendite numismatiche di argento.

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La US Mint sospende le vendite a causa della domanda di argento in forte aumento

Le autorità hanno spiegato che la sospensione è dovuta a un’estrema volatilità del prezzo e all’impossibilità di prezzare correttamente i prodotti, segnalando una tensione nell’offerta fisica di argento più che un eccesso speculativo.

“Questa non è una situazione normale. Per niente…Quando la Zecca sospende le vendite, significa che la domanda fisica sta soverchiando il sistema e che il prezzo del mercato cartaceo non riflette più correttamente il valore reale. Così iniziano potenzialmente tutti i ‘silver squeeze’: vendite sospese, premi che esplodono e disponibilità che svanisce”, ha detto il commentatore di mercato Echo X.

Lo storico breakout del prezzo riflette una combinazione di:

Come indicato dagli analyst di Citigroup e da leader del settore come Keith Neumeyer, CEO di First Majestic Silver, anche loro prevedono che l’argento potrà superare i $100 per oncia nei prossimi mesi.

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Anche la meccanica del mercato sta amplificando il movimento. Come ha spiegato Sunil Reddy, il mercato dell’argento è strutturalmente “corto” rispetto al metallo reale. Gli aumenti dei margini sul CME, tipicamente usati per frenare i rally guidati dalla leva finanziaria, stanno invece aumentando la pressione sui ribassisti.

I produttori e le bullion bank, legati agli obblighi di consegna più che al rischio ‘mark-to-market’, sono costretti a coprire più velocemente le loro posizioni, comprimendo i tempi e facendo salire i prezzi. I mercati dei future si stanno separando dall’andamento del fisico, i premi aumentano e la liquidità si riduce.

“I margini uccidono la leva, non la scarsità,” ha spiegato Reddy.

Gli investitori si preparano a un argento a 100 dollari in mezzo a una pressione sistemica sull’offerta

Sullo sfondo di questo scenario, gli investitori di lungo corso nei metalli preziosi segnalano uno squilibrio strutturale accumulato in decenni.

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“I venditori sono stati spazzati via e ora c’è una corsa affamata sugli stock disponibili,” ha affermato Peter Spina. “Chi ha custodito l’argento come bene rifugio per anni, difficilmente venderà a breve. Questa è potenzialmente un’opportunità irripetibile.”

L’ascesa avviene in un contesto di crescenti tensioni finanziarie. L’ultimo report sugli utili di JP Morgan ha evidenziato emissioni obbligazionarie ritardate, un mercato del lavoro in calo e crescenti pressioni sul debito aziendale: tutti segnali precoci di condizioni di credito più rigide.

Analyst come Jeffrey Snider sostengono che questo conferma che la crescita dell’argento è più di una semplice fiammata speculativa. Piuttosto, è un segnale di tensioni strutturali del mercato.

A complicare ulteriormente la situazione, alcune voci del settore avvertono di pressioni strategiche nascoste. Jim Ferguson, citando Andy Schectman di Miles Franklin, ha spiegato in dettaglio una estrazione coordinata di argento fisico da parte di:

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  • banche centrali
  • fondi sovrani, e
  • trader commerciali.

Il sistema è fortemente esposto alla leva finanziaria. Si stima infatti che ci siano circa 2 miliardi di once di promesse cartacee sostenute da solo 140 milioni di once di metallo fisico.

Ferguson ha evidenziato le ultime mosse della Cina per limitare le esportazioni di argento, sottolineando il ruolo strategico del metallo come asset per la sicurezza nazionale, essenziale nei sistemi di armi tecnologiche avanzate, nelle infrastrutture di intelligenza artificiale e nei sistemi fotovoltaici.

“Questa non è una semplice operazione… Si sta assistendo potenzialmente a un crollo silenzioso del dominio cartaceo sull’argento fisico – e il pubblico ne resta all’oscuro,” ha aggiunto Ferguson.

Con l’argento che continua la sua ascesa storica, molti operatori ritengono che un argento da $100 non sia più un traguardo inevitabile. Questo mentre la Zecca USA è in pausa e la domanda fisica travolge i mercati cartacei.

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