La Gen Z non sta abbandonando la speculazione crypto. Al contrario, questa generazione la sta raffinando mentre i redditi si riducono, dopo che il ciclo dei token post-2024 ha lasciato milioni di token ormai privi di valore.
Un numero crescente di giovani trader nativi crypto sta spostando capitali dalle altcoin e dalle meme coin verso i mercati di previsione on-chain.
Gen Z si rivolge ai prediction market mentre lo stipendio medio scende di 9.000 dollari sotto il salario di sussistenza
Piattaforme come Polymarket e Kalshi stanno emergendo come la prossima arena speculativa per una generazione esclusa dalla stabilità finanziaria di lungo periodo e sempre più scettica nei confronti delle narrative dei token basate solo sulla fede.
SponsoredIl contesto economico è tutt’altro che favorevole. Lo stipendio medio della Gen Z è di 39.416 dollari, ben al di sotto dei 48.614 dollari necessari per uno stipendio “dignitoso” e ancor più lontano dai circa 106.000 dollari necessari per vivere comodamente.
Di fronte a questa realtà, le strategie tradizionali di accumulo della ricchezza, dai conti pensionistici agli investimenti a crescita lenta, risultano astratte. Anche all’interno del settore crypto, le roadmap pluriennali e le scommesse su token illiquidi perdono attrattiva.
La Gen Z sembra, invece, orientarsi verso forme di rischio più rapide e di facile comprensione.
Dopo una perdita di 150 miliardi di dollari tra le altcoin dalla fine del 2024 alla fine del 2025, l’attenzione speculativa si è spostata bruscamente.
Milioni di token sono crollati, a causa della liquidità svanita, auto-liquidazioni e ripetute accuse di vantaggi per gli insider.
Il risultato non è stato un abbandono delle infrastrutture crypto, ma piuttosto una migrazione all’interno di esse, con i mercati di previsione che hanno assorbito questi flussi.
Sponsored SponsoredI volumi nozionali settimanali su piattaforme come Polymarket e Kalshi sono saliti da circa 500 milioni di dollari a metà 2025 a quasi 6 miliardi di dollari al 19 gennaio 2026, secondo i dati di Dune.
I dati sulle installazioni delle app mostrano una tendenza simile. Mentre i download degli exchange crypto sono crollati lo scorso anno, Polymarket e Kalshi hanno visto il numero di installazioni moltiplicarsi più volte nello stesso periodo.
L’attrattiva è strutturale: i mercati di previsione semplificano la speculazione a esiti binari – sì o no, si risolve o scade. Questo elimina gran parte delle narrazioni indefinite che hanno caratterizzato il boom dei token.
Non ci sono whitepaper da cui dipendere, nessun calendario di sblocco di token da temere e meno meccanismi che permettano alla liquidità di essere ritirata silenziosamente nel mezzo di un ciclo. Per una generazione che vede sempre di più le crypto come “ruggable”, questa semplicità conta davvero.
I prediction market mostrano un divario generazionale nell’adozione
I dati di un sondaggio di The New Consumer e Coefficient Capital mostrano che la consapevolezza di Polymarket raggiunge il 17% tra Gen Z e Millennials, contro solo il 4% tra la Gen X e gli utenti più anziani.
SponsoredKalshi mostra un andamento simile. Questo squilibrio di 3–4 volte riflette quanto già visto nelle curve di adozione di DeFi, NFT e contratti perpetui. Questo suggerisce che i mercati di previsione non sono un ramo di nicchia, ma la prossima interfaccia mainstream nativa del settore crypto.
Questo cambiamento si allinea anche con i comportamenti finanziari più ampi della Gen Z. Gli utenti più giovani esprimono costantemente disagio verso i sistemi centralizzati che limitano i prelievi o ritardano l’accesso ai fondi.
Cresciuti insieme alla decentralizzazione e avendo assistito al fallimento delle istituzioni di risparmio tradizionali, per loro la liquidità e l’autonomia sono più importanti del rendimento.
I mercati di previsione, che consentono entrate e uscite rapide e si regolano velocemente su eventi del mondo reale, si adattano quasi perfettamente a queste preferenze.
Sponsored SponsoredI mercati delle previsioni emergono come caso d’uso della crypto dopo i token
In particolare, questa non è una rinuncia alle infrastrutture crypto. Al contrario, i mercati di previsione potrebbero essere uno dei casi d’uso consumer basati su blockchain più solidi fino ad oggi.
Sulle piattaforme come Polymarket, quasi ogni funzione (custodia, regolamento, pagamenti) avviene on-chain. Le stablecoin alimentano il sistema. I wallet sono l’interfaccia. Anche le crypto restano una delle categorie più scambiate in assoluto, con i contratti sul prezzo di Bitcoin che si posizionano tra i mercati più attivi per volume.
In quest’ottica, la rotazione attuale sembra meno un crollo e più un cambio di prezzo della speculazione. Se il ciclo 2021–2024 ha premiato chi credeva nelle narrative e nella proliferazione dei token, ora – nella fase post-crash – prevalgono chiarezza, velocità e rischio orientato al risultato.
La Generazione Z, alle prese con pressioni salariali e riserve di capitale limitate, sembra rispondere in modo razionale, ottimizzando per la probabilità invece che per le promesse.
Il livello di interesse nelle ricerche sui mercati di previsione si è raffreddato rispetto ai picchi del periodo post-elettorale, toccando di recente il minimo degli ultimi sei mesi.
Tuttavia, storicamente, periodi di bassa attenzione hanno preceduto la prossima fase di adozione delle crypto. Con una pressione regolatoria in diminuzione, le piattaforme mainstream che integrano prodotti di previsione e una generazione di trader già esperti delle dinamiche crypto, i mercati di previsione potrebbero prepararsi silenziosamente a diventare il prossimo grande polo di liquidità.
Se il modo di fare trading è cambiato per la GenZ, la speculazione non lo è.