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Peter Schiff avverte che Bitcoin potrebbe crollare a $20.000, è possibile?

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

19 febbraio 2026 20:44 CET
  • Peter Schiff ha avvertito che Bitcoin potrebbe crollare a 20.000 dollari se dovesse perdere quota 50.000, citando i precedenti storici di forti ribassi e il crescente rischio di mercato.
  • La sua previsione arriva mentre Bitcoin viene scambiato vicino a 66.000 dollari, in un contesto segnato dai timori di guerra tra USA e Iran, che hanno aumentato l’incertezza sui mercati globali.
  • I dati on-chain mostrano una debolezza a breve termine ma anche segnali di condizioni di ipervenduto, suggerendo una volatilità in arrivo piuttosto che un crollo garantito.
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L’economista e storico critico di Bitcoin, Peter Schiff, ha avvertito che Bitcoin potrebbe crollare fino a $20.000 se l’asset dovesse perdere il supporto chiave in area $50.000.

Le sue dichiarazioni arrivano mentre le tensioni geopolitiche si inaspriscono dopo le notizie secondo cui l’esercito degli Stati Uniti si sta preparando con possibili opzioni di attacco contro l’Iran.

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La percezione anti-Bitcoin di Peter Schiff è più forte che mai

Schiff ha sostenuto che una discesa sotto i $50.000 ora sembra probabile e potrebbe innescare un calo ancora più profondo. Ha suggerito che Bitcoin potrebbe potenzialmente ripetere i pattern storici di crash già visti nei precedenti cicli, nonostante la maggiore adozione istituzionale e un interesse mainstream sempre più ampio.

Il suo avvertimento arriva mentre Bitcoin viene scambiato intorno ai $66.000, in netto calo dai recenti massimi di ciclo.

Schiff è rimasto uno dei più costanti scettici su Bitcoin per oltre un decennio. Ha più volte descritto Bitcoin come una bolla speculativa e ha sostenuto che manchi di un valore intrinseco.

Peter Schiff che critica Bitcoin su X
Peter Schiff che critica Bitcoin su X
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Durante le precedenti bull run, ha previsto forti crolli, continuando nel frattempo a promuovere l’oro come riserva di valore superiore.

Tuttavia, anche Bitcoin si è più volte ripreso da profonde correzioni, raggiungendo nuovi massimi nel tempo.

Il suo ultimo avvertimento arriva in un momento delicato per i mercati crypto. Il sentiment di rischio globale si è indebolito a causa dei timori di un potenziale intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran.

Storicamente, Bitcoin tende spesso a scendere nella fase iniziale degli shock geopolitici, quando gli investitori riducono l’esposizione ad asset volatili.

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I dati on-chain confermano la possibilità di una debolezza di breve termine. L’indicatore SOPR degli short-term holder è attualmente sotto 1, segnalando che gli acquirenti recenti stanno vendendo in perdita.

Ciò riflette paura e una continua capitolazione tra gli investitori meno solidi.

Secondo il grafico SOPR (Spent Output Profit Ratio), gli investitori di breve termine su Bitcoin stanno vendendo in perdita. Fonte: CryptoQuant
Secondo il grafico SOPR (Spent Output Profit Ratio), gli investitori di breve termine su Bitcoin stanno vendendo in perdita. Fonte: CryptoQuant

Allo stesso tempo, un altro parametro chiave racconta una storia diversa. Il rapporto di Sharpe di Bitcoin sul breve termine è sceso su livelli estremamente negativi.

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Questo suggerisce che Bitcoin abbia già registrato rendimenti insolitamente deboli rispetto alla volatilità.

Nei cicli precedenti, condizioni di questo tipo comparivano spesso vicino ai minimi locali, piuttosto che all’inizio di crolli prolungati.

Il quadro resta dunque misto. Sebbene le tensioni geopolitiche e il sentiment negativo possano spingere Bitcoin più in basso nel breve termine, gran parte dell’eccesso speculativo sembra sia già stato assorbito.

La previsione di Schiff riflette un’incertezza crescente, ma i dati on-chain suggeriscono che il mercato potrebbe essere ormai più vicino a una fase di reset, piuttosto che all’inizio di un crollo totale.

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