Il mercato azionario USA si è ripreso con forza il 20 febbraio, dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi del Presidente Trump con una storica sentenza 6-3. L’S&P 500 è scambiato intorno a 6.890 al momento della pubblicazione, in rialzo dello 0,45% rispetto alla chiusura di ieri, al momento della stesura.
Il settore tecnologico (XLK) guida il rimbalzo grazie all’allentamento dei dazi, mentre il settore energia (XLE) restituisce i guadagni iniziali nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio. Alphabet (GOOGL) si distingue quasi da sola, con un balzo del 3,8% mentre tenta di uscire da uno schema ribassista.
Le principali notizie dalla borsa USA:
- PIL Q4 e Core PCE offrono un quadro di stagflazione: Il PIL del quarto trimestre (stima preliminare) si è attestato soltanto all’1,4% (contro il 2,8% atteso dal consenso), mentre il Core PCE è salito al 3,0% su base annua — terzo mese consecutivo di accelerazione. Con la crescita in rallentamento e l’inflazione in aumento, la Fed si trova in trappola, con le probabilità di taglio dei tassi a giugno che calano secondo il CME FedWatch.
- La Corte Suprema annulla i dazi di Trump: La Corte ha dichiarato incostituzionali i dazi d’emergenza imposti dal Presidente con una sentenza 6-3. Gli Stati Uniti rischiano oltre 150 miliardi di dollari in potenziali rimborsi. La decisione ha innescato un rally di sollievo a metà seduta, eliminando un importante freno inflazionistico e alle catene di approvvigionamento.
- Le tensioni USA-Iran mantengono alto il prezzo del petrolio: Proseguono i negoziati nucleari indiretti a Ginevra mentre da entrambe le parti arrivano minacce di rafforzamento militare. WTI (West Texas Intermediate, il benchmark petrolifero degli USA) è rimasto sopra i 66 dollari e il Brent sopra i 71 dollari, sostenendo inizialmente le azioni del settore energetico prima che i guadagni si attenuassero durante la sessione.
Wall Street si riprende dalla paura della stagflazione, i dazi generano un rimbalzo di sollievo
Wall Street ha vissuto una delle più drammatiche inversioni intraday il 20 febbraio 2026. La mattinata si è aperta con il panico, mentre la “valanga di dati” presentava una combinazione simile alla stagflazione.
Il PIL anticipato del quarto trimestre è rallentato bruscamente all’1,4% (ben al di sotto del 2,8% previsto dal consenso), mentre il Core PCE è accelerato al 3,0% su base annua, il dato più elevato dal metà 2025. I future sull’S&P 500 sono crollati subito dopo la pubblicazione delle 8:30 AM ET.
Ma il sentiment è cambiato a metà sessione quando la Corte Suprema ha annullato i dazi d’emergenza imposti dal Presidente Trump con una storica sentenza 6-3. I mercati hanno interpretato la decisione come un importante catalizzatore deflazionistico per il futuro.
L’S&P 500 è scambiato a circa 6.890 al momento della pubblicazione, in rialzo dello 0,45% rispetto alla chiusura di ieri. Inoltre, l’indice ora si trova vicino a una zona di forte resistenza intorno a 6.888.
Un movimento sostenuto sopra questo livello aprirebbe la strada verso 6.959, e superare questa soglia potrebbe preparare l’indice al traguardo psicologico dei 7.000 punti.
Al ribasso, 6.775 è il supporto chiave da monitorare. Una rottura al di sotto di tale livello potrebbe spingere verso 6.707.
Tuttavia, la convinzione rialzista non è priva di rischi. Gli esperti già segnalano che la sentenza sui dazi potrebbe non essere definitiva: l’amministrazione potrebbe valutare meccanismi tariffari alternativi, che andrebbero a pesare sul sentiment con il proseguimento della sessione.
Un movimento verso la resistenza chiave richiede comunque circa un ulteriore 1% dai livelli attuali.
Il Nasdaq guida la ripresa, in rialzo di 172 punti (0,76%), e il DOW guadagna 68 punti, al momento della stesura.
Il CBOE Volatility Index (VIX) è crollato, scendendo di circa il 5%. Il calo sotto quota 20 segnala che il panico iniziale da stagflazione si è attenuato, e il mercato sta tornando verso una posizione cautamente ottimistica.
Il tiro alla fune è evidente: i dati di stagflazione pesano sui mercati, mentre il sollievo da dazi li sostiene. Vediamo ora i settori.
Il settore tech sale mentre l’energia cala, ma costruisce uno scenario rialzista
La situazione dei settori il 20 febbraio 2026 prende una svolta inaspettata. I numeri in superficie raccontano una storia, ma i grafici ne suggeriscono un’altra.
Il settore tecnologico (XLK) è in crescita dello 0,36% a 140,72 dollari, grazie all’annullamento dei dazi da parte della Corte Suprema, visto che i costi di importazione più bassi sostengono direttamente la catena di fornitura di hardware e semiconduttori.
Tuttavia, il rally incontra una resistenza. XLK ha tentato di superare la resistenza a $141,29, ma i venditori sono intervenuti. Una chiusura giornaliera sopra questo livello è necessaria per aprire la strada verso $144,78 e infine nell’area compresa tra $149 e $150.
Una mancata tenuta sopra $139 porterebbe la struttura di breve termine a essere ribassista. I dazi agevolano il mercato azionario statunitense, ma con il Core PCE al 3%, sostenendo tassi elevati più a lungo, le valutazioni tech restano sotto pressione.
Il settore Energy (XLE) racconta invece una storia opposta. Il settore sembrava forte mentre le tensioni tra USA e Iran spingevano il petrolio al rialzo: il WTI è rimasto sopra $66 e il Brent sopra $71. Tuttavia, i guadagni si sono attenuati nel corso della sessione, con XLE ora in calo dell’1,09% rispetto a ieri.
Eppure, il grafico di XLE racconta una storia più costruttiva dietro il segno rosso. L’ETF sembra consolidarsi all’interno di un flag rialzista. Se la rottura venisse confermata oltre $55,90, potrebbe puntare a $60,29, cioè a un rialzo di circa il 10%.
L’intero movimento proiettato dalla precedente gamba suggerisce un potenziale rally del 27%. Una discesa sotto $53,19 invaliderebbe lo scenario.
Sponsored SponsoredAlphabet (GOOGL) aumenta mentre gli orsi perdono il controllo
Alphabet (GOOGL) è la protagonista tra le azioni USA il 20 febbraio 2026, con un aumento di circa il 3,8% che porta il titolo a circa $316. Il titolo ha mostrato un momentum d’acquisto sostenuto senza una vera ombra superiore, segnale che finora i venditori non sono intervenuti a frenare il rimbalzo.
Il movimento è rilevante perché Alphabet era rimasta bloccata in un flag ribassista dopo il ritracciamento dai massimi di inizio febbraio. L’impulso di oggi cerca ora di rompere questa struttura ribassista, rimbalzando dalla zona di supporto compresa tra $296 e $300 e avvicinandosi all’invalidazione della figura.
Tuttavia, Alphabet non è ancora fuori pericolo. Per invalidare completamente lo scenario ribassista e confermare un’inversione rialzista più ampia serve una chiusura solida sopra $327 — e possibilmente fino a $330. Finché questi livelli non saranno superati, rimane il rischio concreto di un breakout fallito.
Al ribasso, un ritorno sotto $304 indebolirebbe il tentativo di breakout e riporterebbe pressione ribassista. Ulteriore debolezza sotto $296 potrebbe accelerare le vendite, andando potenzialmente a testare di nuovo i supporti più bassi e riprendendo il flag ribassista— cancellando così tutto il guadagno odierno.
All’interno dei Communication Services, Alphabet è in testa mentre anche Meta registra dei guadagni, con oltre il 51% delle azioni in terreno positivo.
Mentre gli altri settori si stabilizzano con movimenti contenuti, il deciso rally indipendente di Alphabet segnala che anche gli investitori che comprano sui ribassi stanno posizionandosi in modo aggressivo sui titoli legati all’intelligenza artificiale.