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Morgan Stanley passa da un interesse superficiale a un impegno concreto nella crypto mentre Wall Street apre i rubinetti

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

28 gennaio 2026 09:07 CET
  • Morgan Stanley nomina un responsabile per le risorse digitali, spostando le crypto dalla ricerca all’esecuzione completa
  • L’accesso agli ETF Bitcoin apre l’esposizione regolamentata alle crypto a migliaia di miliardi di asset gestiti dai consulenti
  • Il trading diretto e le richieste di ETF proprietari segnalano l’impegno a lungo termine di Wall Street nel settore crypto
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Morgan Stanley sta accelerando il suo ingresso nel mondo crypto, segnalando un importante cambiamento nella finanza tradizionale, mentre gli asset digitali passano da una posizione speculativa ai margini a una vera opportunità istituzionale mainstream.

Il gigante di Wall Street, che gestisce 9.300 miliardi di dollari in asset, ha recentemente nominato Amy Oldenburg come responsabile della strategia per gli asset digitali, una mossa che formalizza le crypto come vera priorità operativa e non più soltanto come oggetto d’analisi o ricerca.

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Morgan Stanley passa dalla ricerca crypto all’esecuzione su larga scala

Il tempismo è significativo. Il Grayscale Bitcoin Mini Trust ETF (BTC) è ora disponibile sulla piattaforma di Morgan Stanley. Questo sblocca l’accesso regolamentato a Bitcoin per oltre 7.400 miliardi di dollari in asset gestiti dagli advisor.

“Il 2026 sarà esplosivo per le crypto,” ha commentato il giornalista fintech Frank Chaparo, poiché Morgan Stanley sta anche assumendo decine di figure nell’ambito crypto e contemporaneamente apre queste “tubi” di investimento alla propria clientela.

Oldenburg, che in precedenza aveva lavorato in Morgan Stanley nei mercati emergenti, ha ora il compito di coordinare lo sviluppo prodotti, le partnership e le attività di trading tra le diverse unità operative della banca.

“Quando le istituzioni si rivoltano contro di te, vuoi tenere le tue chiavi, vuoi tenere le tue monete,” ha dichiarato.

La sua nomina rappresenta passi istituzionali misurati ma decisi verso gli asset digitali in un contesto normativo in rapida evoluzione. Questo include regole e linee guida più chiare per le stablecoin, dando così la possibilità alle banche di operare come intermediari crypto.

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Il percorso di Morgan Stanley nel settore crypto negli ultimi due anni è stato segnato da una rapida evoluzione.

  • Nel 2024, gli advisor potevano raccomandare agli investitori con elevata disponibilità gli ETF su Bitcoin spot di società come BlackRock e Fidelity: un primo passo cauto.
  • Nel 2025, la possibilità d’accesso si è ampliata notevolmente: i vincoli sono stati rimossi e tutti i clienti di wealth management, inclusi quelli con conti pensione, potevano investire in fondi crypto.

Agli advisor veniva suggerito di considerare Bitcoin come “oro digitale”, allocando il 2–4% dei portafogli più propensi al rischio e gestendo la volatilità tramite strumenti di monitoraggio e prodotti strutturati.

Così facendo, Morgan Stanley si posiziona per competere con gli emittenti principali come BlackRock e Fidelity, in un mercato che ha superato i 114 miliardi di dollari in asset solo per quanto riguarda gli ETF su Bitcoin.

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Patrimonio netto totale degli ETF su Bitcoin. Fonte: SoSoValue

Momentum di Wall Street e l’impegno di Morgan Stanley nel settore crypto

L’accelerazione riflette il crescente entusiasmo di Wall Street. CoinMarketCap segnala che il 60% delle prime 25 banche statunitensi ha lanciato o annunciato servizi su Bitcoin, tra cui trading e custodia. JPMorgan, Wells Fargo e Citi sono tra i leader.

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Per Morgan Stanley, andare oltre la distribuzione, passando a emissione e trading diretto, dimostra la volontà di rendere gli asset digitali una presenza stabile nei portafogli istituzionali.

La massiccia campagna di assunzioni sottolinea l’intenzione della banca, pur sollevando dubbi sull’effettività operativa. Alcuni osservatori del settore, come Felix Hartmann, hanno fatto notare retribuzioni da entry level per ruoli senior nel comparto crypto.

Ciò suggerisce che le strutture retributive dovranno essere adeguate per attrarre talenti crypto-native. Tuttavia, la strategia dell’azienda sembra trovare un equilibrio tra rapidità e compliance, assicurando una crescita sostenibile e navigando nell’incertezza normativa.

In sintesi, Morgan Stanley è passata da osservatrice cauta ad attiva protagonista del mercato crypto. Offrendo esposizione tramite ETF, progettando il trading diretto, presentando fondi propri e investendo sulle competenze interne, la banca consolida gli asset digitali come elemento centrale della gestione patrimoniale e delle strategie istituzionali.

Con Wall Street che apre sempre più i suoi “tubi” crypto, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui la finanza tradizionale ha abbracciato completamente il mercato degli asset digitali.

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