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I verbali della Fed rivelano una sorpresa hawkish, Bitcoin scende a $66.000

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

19 febbraio 2026 01:47 CET
  • I funzionari della Federal Reserve non hanno mostrato urgenza nel riprendere i tagli dei tassi e diversi di loro hanno persino ipotizzato ulteriori rialzi se l'inflazione dovesse persistere al di sopra dell'obiettivo.
  • Nella riunione di gennaio si è registrata una decisione di mantenimento con 10 voti favorevoli e 2 contrari, poiché i governatori Waller e Miran si sono espressi a favore di un taglio di un quarto di punto, citando i rischi legati al mercato del lavoro.
  • Bitcoin è sceso sotto i 66.500 dollari durante le ore asiatiche, mentre il tono aggressivo della Fed e le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno pesato notevolmente sul sentiment del mercato crypto durante la notte.
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I verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve, pubblicati mercoledì, hanno rivelato un sorprendente cambio di tono restrittivo tra i responsabili politici, con diversi funzionari che hanno apertamente discusso la possibilità di aumenti dei tassi se l’inflazione dovesse restare ostinatamente elevata.

Bitcoin è sceso bruscamente in risposta, scivolando sotto quota $66.500 durante le ore di scambio asiatiche.

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Funzionari della Fed divisi ma con tendenza verso una linea restrittiva

Il Federal Open Market Committee (FOMC) degli Stati Uniti ha votato 10-2 durante la riunione del 27-28 gennaio per mantenere invariato il tasso dei federal funds al 3,5%-3,75%, dopo tre tagli consecutivi per un totale di 75 punti base tra settembre e dicembre 2025.

I governatori Christopher Waller e Stephen Miran sono stati i due dissenzienti, preferendo una riduzione di un quarto di punto e sostenendo che il mercato del lavoro rimanesse vulnerabile senza ulteriori stimoli monetari.

Tuttavia, anche il resto del comitato ha adottato toni particolarmente cauti. Diversi partecipanti hanno avvertito che ulteriori allentamenti in un contesto di inflazione elevata potrebbero trasmettere un messaggio di minor impegno verso l’obiettivo del 2%. Un gruppo più numeroso si è espresso a favore del mantenimento dei tassi invariati, dichiarando di voler attendere un “chiaro segnale che la disinflazione sia tornata saldamente in carreggiata” prima di procedere con nuovi tagli.

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Ancora più significativo, diversi funzionari volevano che la dichiarazione post-riunione menzionasse possibili “aggiustamenti verso l’alto” dei federal funds rate. Si trattava di un chiaro riferimento a potenziali rialzi dei tassi.

“La maggior parte dei partecipanti ha ammonito che i progressi verso l’obiettivo del 2% del Comitato potrebbero essere più lenti e più irregolari rispetto a quanto generalmente previsto”, si legge nel verbale.

L’uscita di Powell e l’arrivo di Warsh aggiungono incertezza

L’orientamento restrittivo prepara il terreno a un possibile scontro con la futura leadership della Fed. Il mandato del presidente Jerome Powell scade a maggio e il presidente Donald Trump ha nominato l’ex governatore Fed Kevin Warsh come suo successore.

Trump ha più volte richiesto tassi d’interesse più bassi e, mercoledì, la Casa Bianca ha insistito sul fatto che i dati più recenti mostrano un’inflazione “contenuta e stabile.” Tuttavia, il parametro preferito dalla Fed per misurare l’inflazione è il Personal Consumption Expenditures (PCE) Price Index. Il PCE è atteso in rialzo nei prossimi mesi, il che potrebbe complicare la tempistica per eventuali futuri tagli dei tassi.

Attualmente, i trader sui futures prezzano il prossimo taglio dei tassi non prima di giugno, con una possibile ulteriore riduzione a settembre o ottobre.

Bitcoin scivola a causa del tono restrittivo della Fed e dei rischi geopolitici

Il mercato crypto ha reagito prontamente. Bitcoin ha iniziato a scendere poco dopo la pubblicazione dei verbali durante il trading pomeridiano USA, passando da circa $68.300 a sotto $66.500 nelle prime ore della mattinata asiatica, con un calo dell’1,6% su 24 ore. La svendita si è intensificata mentre la crescente tensione tra Stati Uniti e Iran ha spinto il prezzo del petrolio a oltre il 4%, riducendo ulteriormente l’appetito per il rischio.

Il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha cercato di rassicurare i mercati, affermando che il recente calo sembrava essere guidato più da fattori psicologici che dai fondamentali. Ha segnalato che l’exchange stava riacquistando azioni e accumulando Bitcoin a prezzi più bassi.

I dati di mercato hanno mostrato un aumento dei volumi di scambio e delle movimentazioni con la riapertura dei mercati asiatici dopo le festività del Capodanno lunare, amplificando le pressioni di vendita in un contesto di crescente incertezza macroeconomica.

Con la Fed che segnala una pausa prolungata e i rischi geopolitici in crescita, i mercati crypto si trovano davanti a un percorso impegnativo — almeno fino a quando non emergeranno segnali più chiari sia sull’inflazione sia sulla direzione della politica dei tassi.

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