Il mercato crypto è salito di oltre l’1% dalla chiusura di lunedì, raggiungendo 2.680 miliardi di dollari: è la prima candela verde dopo due sessioni negative.
I titoli USA hanno chiuso martedì in rosso e i fondi che avevano sostenuto agosto hanno ritirato liquidità. Pertanto, il rimbalzo delle crypto potrebbe essere dovuto ai capitali di Wall Street che tornano lentamente sul mercato.
1. Il mercato crypto sale mentre Wall Street scivola
Il mercato si trova attualmente l’1,02% sopra il minimo della sessione, tornando in verde dopo la chiusura positiva del 6 settembre. Wall Street, invece, ha riaperto dopo il Labor Day ma ha preso la direzione opposta.
L’S&P 500 è sceso dello 0,58% a 7.673,52 punti e il Nasdaq ha perso lo 0,32%, trascinati dal petrolio che è tornato sopra i 100 dollari al barile e dai crescenti contrasti commerciali tra USA e Canada.
Il mercato crypto ha ignorato entrambi i fattori, anche se un rialzo dei tassi a settembre resta ancora in gioco, il che fa sorgere la domanda: chi sta acquistando?
I 2.730 miliardi di dollari restano il limite superiore del range: solo una chiusura giornaliera sopra questa soglia instaurerebbe un vero trend. In basso, i 2.620 miliardi di dollari hanno retto in entrambe le sessioni negative; perderli aprirebbe la strada verso i 2.590 miliardi di dollari.
- Crypto: fino a 2.680 miliardi di dollari, prima chiusura verde in tre giorni
- Azioni: S&P 500 -0,58%, Nasdaq -0,32%
- Petrolio: vicino ai 100 dollari al barile, le azioni ne hanno risentito
2. I fondi escono mentre i prezzi salgono
Non sono stati gli operatori istituzionali: gli ETF su Bitcoin spot hanno aperto la nuova settimana con un deflusso netto di 46,65 milioni di dollari, interrompendo tre settimane consecutive di afflussi per un totale di 3,83 miliardi di dollari.
Anche i volumi di scambio attraverso questi strumenti si sono ridotti: 2,41 miliardi di dollari contro i 14,50 miliardi della settimana precedente, mentre gli asset sono scesi a 99,52 miliardi di dollari dai precedenti 101,25 miliardi di dollari. Dunque, probabilmente la domanda di oggi arriva dai trader sugli exchange.
- Settimana finora: -46,65 milioni di dollari, prima settimana negativa dopo tre in verde
- Trend interrotto: 3,83 miliardi di dollari fino al 4 settembre
- Asset dei fondi: 99,52 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 101,25 miliardi
Coin Spotlight: Polkadot (DOT)
Polkadot (DOT) è aumentata del 13% in un solo giorno a 1,20 dollari e segna un +52% nell’ultimo mese. La ragione sembra essere on-chain: i detentori stanno votando per creare dotUSD, una stablecoin nativa garantita dagli stessi DOT, alimentata da 2,5 milioni di dollari in minting e 2,5 milioni di dollari in DOT.
Supportare una stablecoin con DOT implica bloccare i token invece che spenderli, quindi il voto viene interpretato come domanda. Al momento hanno votato pochi detentori: 2,36 milioni di DOT a favore contro 59.900 contrari; quasi tutti si sono espressi per il sì.
DOT ha superato una neckline rialzista l’8 settembre, completando una formazione testa e spalle inversa che proietta la quotazione verso 1,62 dollari. La rottura è avvenuta con i maggiori volumi di acquisto di questa bull run. Il prezzo si è fermato sotto 1,29 dollari e ha ritracciato leggermente fino a 1,20 dollari, ma la pressione in vendita resta inferiore rispetto al picco del 22 agosto.
- Movimento: +13% in un giorno, +52% in un mese
- Trigger: $1,29, con $1,62 come proiezione completa al di sopra
- Supporto: $1,11, poi $1,04
Visione dell’analista: Venerdì decide la settimana. L’inflazione di agosto esce quel giorno e l’energia già è salita del 14,7% a luglio, con il petrolio ora vicino a $100.
Un mercato che è salito grazie ai fondi sugli exchange, mentre il denaro usciva, potrebbe non essere pronto a un dato negativo.









