Il mercato crypto è scambiato a 2.760 miliardi di dollari, in rialzo del 2,57% rispetto al minimo di ieri di 2.690 miliardi di dollari.
Rendimenti elevati, un’impennata del petrolio e la vendita dei fondi hanno provocato un calo dell’8,2% dal massimo del 5 ottobre. Poi una dichiarazione di Trump sull’Iran ha alleggerito la pressione, e il supporto a 2.690 miliardi di dollari ha tenuto.
1. Tassi, petrolio e deflussi dagli ETF hanno causato il crollo
Il rendimento del Treasury a 10 anni ha chiuso al 5,31% il 5 ottobre, rimanendo sopra il 5,2% per tutta la settimana. I verbali della Fed pubblicati il 7 ottobre hanno mostrato che la maggior parte dei funzionari vede probabile un altro rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Poi, l’8 ottobre, le notizie che la Casa Bianca stava valutando nuovi attacchi all’Iran hanno spinto il petrolio al rialzo. Tassi elevati e petrolio costoso rendono meno attraenti gli asset rischiosi come le crypto.
Gli ETF su Bitcoin spot hanno registrato deflussi per 487,07 milioni di dollari il 7 ottobre, il dato più elevato da fine giugno, e altri 244,13 milioni di dollari l’8 ottobre. La leva finanziaria ha fatto il resto. Oltre 1 miliardo di dollari è stato liquidato in 24 ore, in gran parte su posizioni long.
- Tassi e petrolio: rendimento a 10 anni sopra il 5,2%, petrolio in salita sulle notizie di attacchi
- Deflussi dagli ETF: 731 milioni di dollari tra il 7 e l’8 ottobre
- Liquidazioni: oltre 1 miliardo di dollari, soprattutto su posizioni long
2. Una promessa sull’Iran ha allentato la pressione
La vicenda iraniana ha portato anche un certo sollievo.
Più tardi, l’8 ottobre, il Presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non avrebbero colpito l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Questo ha raffreddato l’impennata del petrolio, con il Brent in calo verso 103 dollari al barile. Bitcoin ha toccato un minimo vicino a 80.400 dollari in quel momento.
Il mercato continua a segnare minimi crescenti. Il supporto a 2.690 miliardi di dollari è ben al di sopra del minimo di 2.540 miliardi di dollari del 15 settembre, quindi il trend rialzista resta valido finché questo livello tiene. Il primo obiettivo è 2.780 miliardi di dollari. Una rottura sopra i 2.940 miliardi di dollari, la resistenza dal 23 settembre, confermerebbe la ripresa.
Nota: con la nuova giornata di contrattazioni appena iniziata e gli USA ancora addormentati, il grafico a 12 ore mostra al momento della pubblicazione il movimento in modo più chiaro rispetto alla candela giornaliera.
- Fattore scatenante: nessun attacco all’Iran prima del 3 novembre
- Petrolio: Brent verso 103 dollari al barile
- Supporto: 2.690 miliardi di dollari mantenuti, sopra il minimo di settembre a 2.540 miliardi di dollari
Coin Spotlight: Bitway (BTW)
Bitway (BTW) ha sovraperformato nel recupero, crescendo di circa il 9% nelle ultime 24 ore vicino a 1,46 dollari, portando il suo guadagno a 30 giorni al 231%. Dal 20 settembre, secondo il grafico a 12 ore, sta salendo all’interno di un canale rialzista, rimbalzando sulla linea inferiore a 0,87 dollari il 4 ottobre.
Il volume di acquisto è cresciuto lievemente dal 6 ottobre, a sostegno di questo movimento. Il mantenimento del livello a 1,45 dollari apre la strada a 1,59 dollari. Sopra questa soglia, un nuovo massimo oltre il record di 1,67 dollari (secondo CoinGecko) porterebbe nel mirino quota 1,79 dollari.
- Movimento: +9% in un giorno, +231% in un mese
- Ostacoli: mantenere 1,45 dollari, poi superare 1,59 dollari
- Breakout: sopra 1,79 dollari si apre spazio verso 2,04 dollari
Punto di vista dell’analista: Il rimbalzo si basa sull’allentamento dei timori sul petrolio, mentre gli ETF stavano ancora vendendo l’8 ottobre. Mantenere 2,69 trilioni di dollari in attesa dei dati sull’inflazione di settembre, previsti per il 14 ottobre, mantiene intatto il trend rialzista.











