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La banca centrale dell’Iran ha acquistato 500 milioni di dollari in stablecoin USDT per sostenere il rial

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

21 gennaio 2026 23:35 CET
  • Elliptic ha scoperto che la banca centrale dell’Iran ha accumulato oltre 500 milioni di dollari in USDT di Tether mentre il rial scivolava ai minimi storici.
  • Le stablecoin sono state utilizzate per aggirare le sanzioni bancarie e sostenere il commercio mentre l’inflazione e la pressione sulla valuta aumentavano.
  • Un successivo spostamento verso i bridge cross-chain è avvenuto dopo un importante hack e ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza e sull’esposizione dei dati.
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La Banca Centrale dell’Iran ha segretamente acquistato più di 500 milioni di dollari in USDT, la stablecoin di Tether, mentre la crisi valutaria del Paese si aggravava, secondo nuove scoperte della società di sicurezza crypto Elliptic.

Queste transazioni indicano uno sforzo da parte dello Stato per stabilizzare il rial in caduta libera e mantenere il flusso degli scambi, bypassando il sistema bancario globale.

Crisi del rial in Iran spiegata

Elliptic ha dichiarato di aver identificato una rete di wallet crypto controllati dalla Banca Centrale dell’Iran (CBI), che hanno accumulato almeno 507 milioni di USDT durante il 2025.

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La cifra rappresenta un valore minimo, poiché l’analisi include solo i wallet attribuiti con un alto grado di certezza.

Come la Banca Centrale dell’Iran ha ricevuto USDT periodicamente durante il 2025. Fonte: Elliptic

La crisi valutaria dell’Iran si è intensificata nell’ultimo anno, con il rial crollato a minimi storici sul mercato aperto.

All’inizio del 2026, il tasso di cambio era peggiorato fino a livelli in cui il potere d’acquisto del rial era stato praticamente annullato, alimentando rabbia popolare e panico sui mercati.

Sebbene il rial non sia tecnicamente sceso a “zero”, il suo rapido deprezzamento lo ha reso quasi inutilizzabile per il commercio internazionale e come riserva di valore.

Crollo del rial iraniano rispetto al dollaro. Fonte: Google Finance


Tassi di cambio multipli, inflazione elevata e perdita di fiducia hanno spinto aziende e famiglie verso i dollari, l’oro e alternative legate alle crypto.

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La pressione delle sanzioni ha aggravato la crisi. L’accesso ristretto al clearing sul dollaro e alle banche corrispondenti ha fortemente limitato la capacità dell’Iran di utilizzare le riserve in valuta estera, anche quando erano disponibili entrate petrolifere.

Elliptic traccia gli acquisti di USDT fino al 2025

In questo contesto, Elliptic ha scoperto documenti trapelati che mostrano due acquisti di USDT da parte della Banca Centrale nell’aprile e maggio 2025, pagati in dirham degli Emirati Arabi Uniti (AED). Il periodo coincide con l’aumento delle pressioni sul rial e una nuova volatilità nei mercati valutari.

Partendo da questi documenti, Elliptic ha mappato una struttura di wallet più estesa della Banca Centrale. La sua analisi ha rivelato un accumulo sistematico di stablecoin, invece di un uso sporadico delle crypto.

Iniziale affidamento sugli exchange domestici

Fino a metà 2025, la maggior parte degli USDT della Banca Centrale veniva convogliata su Nobitex, il principale exchange di criptovalute iraniano. Nobitex permette agli utenti di detenere USDT, scambiarlo con altre crypto o venderlo in cambio di rial.

Questo schema suggerisce che inizialmente la Banca Centrale abbia utilizzato l’exchange come canale di liquidità interno. USDT ha funzionato come una riserva in dollari parallela, convertibile in valuta locale all’occorrenza.

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Tuttavia, questo approccio comportava una forte esposizione al rischio.

Strategy cambia rotta dopo un grave hack

Nel giugno 2025, il flusso di fondi è cambiato improvvisamente. Elliptic ha riscontrato che USDT non veniva più inviato principalmente tramite Nobitex, ma attraverso ponti cross-chain, spostando gli asset da TRON a Ethereum.

Successivamente, i fondi sono stati scambiati su DEX, trasferiti tra blockchain e convogliati su alcune piattaforme centralizzate. Questo processo è proseguito fino alla fine del 2025.

Il cambiamento è avvenuto a seguito di un hack da 90 milioni di dollari che ha colpito Nobitex il 18 giugno 2025, portato a termine dal gruppo filo-israeliano Gonjeshke Darande.

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Il gruppo ha accusato Nobitex di aver facilitato l’elusione delle sanzioni e ha affermato di aver distrutto gli asset rubati.

Le dichiarazioni locali sollevano preoccupazioni sulla sicurezza dei dati

I media iraniani riportano che l’attenzione sulle operazioni crypto della Banca Centrale si è intensificata.

Il businessman Babak Zanjani ha recentemente affermato che la Banca Centrale ha acquistato USDT per gestire il mercato dei cambi esteri, trasferendo poi i fondi a wallet collegati a una controllata nazionale nel settore delle tecnologie bancarie.

“Il punto preoccupante è che per ogni wallet a cui abbiamo trasferito Tether, il nostro indirizzo wallet, nel giro di poco tempo, è stato o reso noto a reti ostili o inserito negli elenchi di sanzioni e sequestro di Israele. Questo solleva un interrogativo serio e fondamentale: Esiste una fuga di informazioni all’interno della Banca Centrale, oppure Israele monitora segretamente la struttura e i processi della Banca Centrale?” ha scritto Babak Zanjani.

Zanjani ha sostenuto che gli indirizzi dei wallet sono stati rapidamente esposti e successivamente segnalati da soggetti ostili, alimentando le preoccupazioni riguardo a fughe di informazioni all’interno di istituzioni finanziarie sensibili.

Sebbene non provate, queste affermazioni hanno intensificato le richieste di trasparenza nei confronti della Banca Centrale e dei suoi partner tecnologici.

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