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L’indice dei prezzi al consumo (CPI) del Canada verrà pubblicato oggi: cosa aspettarsi

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FXStreet

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Modificato da
Kamina Bashir

17 febbraio 2026 11:26 CET
  • L’inflazione canadese è attesa in aumento del 2,4% su base annua a gennaio.
  • L’indice core CPI è ancora considerato ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della BoC.
  • Il dollaro canadese ha recentemente ceduto parte dei guadagni contro il dollaro statunitense.
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La pubblicazione dei dati dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) del Canada per il mese di gennaio, prevista per martedì, sarà al centro dell’attenzione. In effetti, i dati di Statistics Canada forniranno alla Bank of Canada (BoC) un aggiornamento tanto atteso sulle pressioni inflazionistiche in vista della riunione del 18 marzo, nella quale i responsabili delle politiche monetarie sono ampiamente attesi mantenere i tassi fermi al 2,25%.

Gli economisti prevedono che il CPI generale aumenti del 2,4% su base annua a gennaio, ancora al di sopra dell’obiettivo fissato dalla BoC e in linea con l’incremento registrato a dicembre. Su base mensile, i prezzi dovrebbero salire dello 0,1%. La banca monitorerà attentamente anche la sua misura core (che esclude i costi di cibo ed energia), rimasta stabile al 2,8% su base annua nell’ultimo mese del 2025.

Gli analisti restano preoccupati dopo il recente aumento dell’inflazione dello scorso mese e il rischio che i dazi statunitensi si ripercuotano sui prezzi interni aggiunge un ulteriore livello di incertezza.

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Cosa possiamo aspettarci dal tasso di inflazione canadese?

Nella sua ultima riunione, la banca centrale ha chiarito che la politica è, in linea di massima, dove deve essere per mantenere l’inflazione vicina all’obiettivo del 2%, supponendo che l’economia si evolva come previsto. Detto questo, i funzionari hanno anche voluto sottolineare di non essere in modalità pilota automatico. Se le prospettive dovessero peggiorare o si ripresentassero rischi legati all’inflazione, sono pronti a intervenire.

Sul fronte inflazione, infatti, il tono era prudente ma rassicurante. L’inflazione generale è prevista rimanere vicina all’obiettivo, grazie alla capacità inutilizzata dell’economia che contribuisce a compensare una parte delle pressioni sui costi legate alla ristrutturazione degli scambi commerciali. Tuttavia, l’inflazione sottostante resta su livelli ancora elevati, a testimonianza del fatto che il processo disinflazionistico non è ancora del tutto concluso.

L’inflazione dunque resta la variabile chiave da osservare. Uno sguardo ai dati più recenti mostra che il CPI generale è salito al 2,4% su base annua a dicembre, mentre l’inflazione core è scesa al 2,8% su base annua.

Inoltre, anche gli indici preferiti dalla banca, CPI-Common, Trimmed Mean e Median, hanno mostrato un rallentamento, ma con valori rispettivamente al 2,8%, 2,7% e 2,5% restano al di sopra dell’obiettivo del 2%.

Inflazione in Canada.
Inflazione in Canada. Fonte: BoC

I mercati saranno interamente focalizzati su martedì alle 13:30 GMT, quando Statistics Canada pubblicherà i dati sull’inflazione di gennaio. Si percepisce una certa attesa nervosa, con i trader preoccupati che le pressioni sui prezzi possano rivelarsi più persistenti del previsto, mantenendo intatto il trend rialzista generale.

Un dato superiore alle attese riaccenderebbe probabilmente i timori che i costi legati ai dazi stiano finalmente arrivando ai consumatori. Questo, a sua volta, potrebbe spingere la BoC ad adottare un tono più cauto nel breve termine. Inoltre, tenderebbe a sostenere nel breve termine il Dollaro Canadese (CAD), dato che gli investitori rivalutano un outlook di politica economica che dipende sempre di più dall’evoluzione delle tensioni commerciali e dal loro impatto sull’inflazione.

Pablo Piovano, Senior Analyst presso FXStreet, osserva che il Dollaro Canadese ha perso parte dei guadagni negli ultimi giorni, spingendo USD/CAD a risalire lievemente oltre la soglia di 1,3600, dopo aver toccato il minimo annuo poco sotto il supporto di 1,3500 a fine gennaio.

Secondo Piovano, la ripresa di un tono rialzista potrebbe portare il cambio spot a testare il massimo di febbraio a 1,3724 (6 febbraio), in prossimità della media mobile a 55 giorni situata intorno a 1,3760. Più in alto si trova la sempre importante media mobile a 200 giorni nei pressi di 1,3820, prima della media mobile a 100 giorni vicino a 1,3870 e della resistenza del 2026 a 1,3928 (16 gennaio).

Al contrario, Piovano segnala che un supporto chiave è rappresentato dal minimo del 2026 a 1,3481 (30 gennaio). La perdita di questo livello potrebbe aprire la strada verso il minimo di settembre 2024 a 1,3418 (25 settembre).

“Inoltre, gli indicatori di momentum continuano a mostrare un trend ribassista: il Relative Strength Index (RSI) si avvicina al valore di 45, mentre l’Average Directional Index (ADX) intorno a 28 indica una tendenza piuttosto marcata,” afferma.

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