HSBC e Standard Chartered riceveranno le prime licenze di emittente di stablecoin di Hong Kong dalla Hong Kong Monetary Authority (HKMA), che ha esaminato 36 domande e prevede di approvare solo un piccolo numero di soggetti.
L’Ordinanza sulle Stablecoin è entrata in vigore nell’agosto 2025, richiedendo a tutte le emittenti di stablecoin referenziate a valuta fiat che operano nella città di ottenere una licenza HKMA.
Perché è importante:
- Entrambe le banche hanno l’autorità di emissione di banconote a Hong Kong, uno status che HKMA sta privilegiando perché segnala riserve di capitale più solide e una maggiore supervisione regolamentare.
- L’emissione di stablecoin guidata da banche potrebbe accelerare l’adozione istituzionale e retail dei pagamenti tokenizzati a Hong Kong
- La preferenza di HKMA per le banche emittenti di banconote stabilisce un precedente globale su come le autorità di regolamentazione possano limitare l’accesso al mercato stablecoin
- Standard Chartered ha inoltre avvertito che 500 miliardi di dollari di depositi presso banche statunitensi potrebbero spostarsi verso le stablecoin entro il 2028
I dettagli:
- Una joint venture fra Standard Chartered, Animoca Brands e Hong Kong Telecommunications Ltd. ha partecipato alla sandbox di HKMA lanciata a luglio 2024
- HSBC non ha partecipato alla sandbox, ma il suo status di maggiore banca di Hong Kong per asset ha rafforzato la sua candidatura
- Il segretario finanziario Paul Chan ha confermato a febbraio che inizialmente sarebbe stato concesso solo un numero ristretto di licenze
- L’exchange crypto OSL potrebbe inoltre essere incluso nel primo lotto, con approvazioni attese già a partire dal 24 marzo
Lo scenario generale:
- L’impegno di Hong Kong sul fronte delle licenze rientra in una più ampia spinta regolamentare per diventare hub dei digital asset, annunciata per la prima volta nel 2022
- Il mercato globale delle stablecoin ha raggiunto il record di 313 miliardi di dollari a marzo 2026 e Citi prevede una crescita tra 1,9 trilioni e 4 trilioni di dollari
- La Cina continentale ha di recente vietato la tokenizzazione onshore di real world asset, ampliando il divario regolamentare con Hong Kong