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La guerra dei real world asset: stablecoin, velocità e controllo

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

17 febbraio 2026 03:13 CET
  • Securitize e Ondo si sono scontrate sulla tokenizzazione permissioned versus permissionless, mettendo in luce una frattura fondamentale nel settore dei real world asset.
  • Le stablecoin sono emerse come il real world asset token di maggior successo, offuscando il confine tra stablecoin e infrastruttura RWA.
  • L’Asia ha dominato la narrativa dei real world asset, mentre Hong Kong, Singapore e Giappone si sono posizionati come hub della finanza tokenizzata.
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Consensus Hong Kong 2026 è stata, secondo molti, una conferenza sugli RWA che ha trattato anche di crypto. Sui palchi principali, durante gli eventi paralleli e nei pannelli sponsorizzati, la tokenizzazione dei real world asset ha dominato il dibattito, ma non più come avveniva un anno fa.

Le presentazioni commerciali hanno lasciato spazio a veri e propri confronti su architettura, regolamentazione e sull’effettiva utilità della tokenizzazione. Ecco ciò su cui si sta discutendo realmente.

Le stablecoin sono real world asset e ora tutti sono d’accordo

Uno degli elementi di accordo più chiari è che l’RWA di maggior successo esiste già. “L’RWA più riuscita è USDT”, ha dichiarato CJ Fong, Managing Director e Head of APAC and EMEA Sales di GSR, durante un panel alla conferenza principale.

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All’evento parallelo di Gate, Chunda McCain, cofondatore di Paxos Labs, ha spiegato come la domanda in crescita per PAXG, il token supportato dall’oro dell’azienda, sia la prova che le stablecoin si stanno spingendo oltre l’ancoraggio al dollaro, coinvolgendo anche materie prime e titoli di Stato. Paxos ha ottenuto la licenza condizionale OCC a dicembre e possiede autorizzazioni regolamentari a Singapore, in Finlandia e ad Abu Dhabi: una strategia multigiurisdizionale basata sull’idea che stablecoin e asset tokenizzati stiano convergendo.

Brian Mehler, CEO della blockchain di pagamenti Stable, ha rafforzato il ragionamento dal punto di vista dell’infrastruttura. Il sistema USDT Zero della sua azienda elimina completamente le gas fee: invii 100 USDT e ne ricevi 99,999. All’evento Stablecoin Odyssey, Mehler ha paragonato l’obiettivo a Swift: l’utente non dovrebbe nemmeno percepire di essere su una blockchain.

Questo significa che il confine tra stablecoin e RWA sta diventando sempre più artificiale. Dal momento che le stablecoin si garantiscono tramite T-bill, oro e prodotti strutturati, e poiché le piattaforme RWA regolano in USDC, le due categorie si stanno fondendo in un unico layer di finanza tokenizzata.

La guerra delle architetture: permissioned vs permissionless

Il contrasto più netto emerso durante la conferenza ha coinvolto due aziende che, in teoria, svolgono la stessa attività.

Durante la sessione principale di Consensus “Tokenizing the Planet”, Graham Ferguson, Head of Ecosystem di Securitize, e Min Lin, Managing Director of Global Expansion di Ondo, hanno proposto visioni radicalmente diverse.

Securitize è sostenitrice della emissione nativa di token in un framework permissioned. Ferguson ha spiegato in dettaglio che i modelli di “wrapper” — ossia quando un asset off-chain esistente viene “incartato” in un token on-chain — aumentano la distanza tra l’asset sottostante e l’investitore, riducendo la protezione. Con il fondo BUIDL di BlackRock che ha superato 1 miliardo di dollari in AUM, ha evidenziato i risultati ottenuti emettendo titoli direttamente on-chain con la conformità già integrata.

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Ondo segue la strada opposta: wrapper permissionless che danno priorità alla composabilità DeFi e alla distribuzione globale. Min Lin ha spiegato che questo modello si integra più rapidamente con i protocolli DeFi esistenti e rimuove i gatekeeper, un vantaggio particolarmente rilevante per raggiungere investitori in tutta l’Asia. Attualmente, l’azienda è impegnata a espandersi a Hong Kong, Singapore e in Giappone.

In un’intervista successiva con BeInCrypto, Ferguson ha messo in dubbio che i modelli basati su wrapper possano offrire una protezione adeguata agli investitori. Inoltre, ha spiegato in dettaglio i piani di Securitize per espandere le partnership DeFi mantenendo la sua architettura permissioned.

Tuttavia, questa netta contrapposizione potrebbe già essere superata. Al panel RWA di Stablecoin Odyssey, il CSO di Conflux, Forgiven, ha raccontato un caso ibrido già operativo: asset di energia rinnovabile incartati da una società finanziaria ed “impacchettati” in un protocollo DeFi. Si tratta di una distribuzione permissionless di un real world asset regolamentato, una struttura che non si colloca propriamente in una delle due categorie sopra descritte.

Velocità di regolamento, l’argomento che continua a vincere

Una delle affermazioni più ricorrenti durante gli eventi è stata che la vera caratteristica vincente della tokenizzazione non è l’accessibilità o la trasparenza, ma la velocità.

Forgiven di Conflux ha fornito il parametro più chiaro: depositi USDC, ricevi la conferma immediata; chiedi il riscatto, ottieni di nuovo USDC in meno di un’ora. “Più veloce della T+0”, ha sottolineato, mentre i cicli di regolamento tradizionali possono richiedere anche giorni.

L’argomentazione sulla composabilità spinge oltre questo concetto. Diversi relatori hanno evidenziato un limite della finanza tradizionale: acquistare un asset e utilizzarlo subito come collateral è strutturalmente impossibile. On-chain invece è funzionalità nativa.

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Mehler di Stable ha sottolineato un problema concreto che collega teoria e pratica: durante l’ultimo sell-off del mercato, la volatilità del prezzo del gas su ETH ha raddoppiato i costi di transazione per le aziende che spostano stablecoin. Il suo sistema di trasferimento USDT a costo fisso elimina questa variabile, il che è fondamentale quando le imprese processano migliaia di operazioni ogni giorno.

Asset fisici, dove la narrazione incontra delle difficoltà

La sessione dedicata ai metalli preziosi durante l’evento di HashKey Cloud ha riportato tutti alla realtà. Ronald Tan, Director di Silver Times Limited, ha spiegato in dettaglio le problematiche logistiche del mercato dell’argento: costi di magazzino, sfide nel trasporto e restrizioni alle esportazioni tra USA e Cina che, chiaramente, non scompaiono solo perché viene emesso un token.

Questa è la differenza tra RWA finanziari e RWA fisici. Titoli di Stato e quote di fondi possono essere regolati istantaneamente perché l’asset sottostante è già registrato in un libro mastro. Metalli, energia e immobili richiedono invece la verifica che l’asset fisico esista e sia custodito correttamente.

L’esperienza di Paxos con PAXG — token d’oro supportati da lingotti custoditi nei caveau di Londra — dimostra che il modello può funzionare anche su larga scala, ma McCain ha ammesso che l’azienda sta destinando risorse aggiuntive per soddisfare la domanda in forte crescita. L’infrastruttura per la tokenizzazione di asset fisici esiste, ma è tutt’altro che banale.

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Asia come centro di gravità

In tutti gli incontri, l’Asia — e Hong Kong in particolare — si è affermata come il centro gravitazionale del racconto sugli RWA.

Ondo sta puntando a Hong Kong, Singapore e Giappone per la sua espansione. Ferguson di Securitize ha dichiarato a BeInCrypto che l’azienda darà precedenza alle giurisdizioni con regolamentazione chiara, citando le stesse città. Paxos possiede già una licenza MAS a Singapore. HashKey, sia come host che come partecipante al mercato, ha guidato diversi pannelli sul posizionamento di Hong Kong.

Forgiven di Conflux ha spiegato che la sua azienda è uno dei pochi progetti blockchain cinesi che utilizza nomi reali. Il prodotto RWA sull’energia rinnovabile è stato progettato appositamente per il mercato di Hong Kong.

Il messaggio di fondo è chiaro: mentre negli Stati Uniti proseguono le battaglie normative sulla legislazione delle stablecoin e sul Clarity Act — come sottolineato con forza da Anthony Scaramucci durante la sua partecipazione a Consensus — in Asia si stanno realizzando l’infrastruttura e i precedenti regolamentari.

Cosa c’è davvero in gioco

La discussione sui real world asset al Consensus Hong Kong ha mostrato un settore che ha ormai superato il dubbio sull’arrivo della tokenizzazione. Ora ci si interroga su come si realizzerà—se permissioned o permissionless, orientata alla finanza o ai beni fisici, destinata prima alle istituzioni o al retail—e le risposte variano in base all’asset class, alla giurisdizione e al modello di business.

La convergenza tra le stablecoin e i real world asset potrebbe rivelarsi il cambiamento più significativo. Se gli asset tokenizzati di maggior successo sono le stablecoin, e le stablecoin sono sempre più supportate da real world asset, nel 2026 l’idea stessa delle real world asset come settore a sé stante potrebbe non avere più senso.

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