La Bank of Japan ha mantenuto il suo tasso d’interesse di riferimento stabile allo 0,75% venerdì, aggiornando al rialzo le previsioni di crescita economica e inflazione in una decisione che comporta significative implicazioni di lungo periodo per i mercati delle criptovalute.
Mentre il Giappone affronta una collisione tra una stretta monetaria e un’espansione fiscale in vista delle elezioni anticipate, i mercati crypto sono sempre più esposti ai cambiamenti di liquidità guidati dallo yen e a un potenziale smantellamento delle strategie di carry trade.
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La decisione è stata presa con 8 voti favorevoli e 1 contrario: il membro del consiglio Hajime Takata ha espresso l’unica contrarietà, sostenendo un aumento dei tassi fino all’1,0%. Takata ha spiegato in dettaglio che le crescenti pressioni inflazionistiche e il miglioramento delle condizioni economiche globali giustificano un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.
La BOJ ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita reale del PIL allo 0,9% per l’anno fiscale 2025 e all’1,0% per il 2026, rispetto allo 0,7% delle proiezioni di ottobre. In particolare, la banca centrale ha aggiornato la stima della core CPI al 3,0% per il 2025 e al 2,2% per il 2026, segnalando pressioni inflazionistiche persistenti per il prossimo futuro.
SponsoredNel mese di dicembre, l’inflazione headline si è attestata al 2,1%, segnando il 45° mese consecutivo sopra il target del 2% fissato dalla BOJ—la striscia più lunga da decenni.
Nello stesso giorno, il governo della prima ministra Sanae Takaichi ha approvato il piano di scioglimento della camera bassa del parlamento giapponese, dando il via ad elezioni anticipate fissate per l’8 febbraio. Questa mossa inaugura la campagna elettorale più breve mai registrata, di soli 16 giorni.
Takaichi ha posto al centro della sua campagna la sospensione dell’8% dell’imposta sulle vendite di generi alimentari per due anni, in risposta ai timori degli elettori per l’aumento del costo della vita. Un sondaggio NHK ha mostrato che il 45% degli intervistati ha indicato il caro vita come massima priorità.
Il suo bilancio record proposto da 783 miliardi di dollari per il prossimo anno fiscale ha acceso preoccupazioni sul percorso fiscale del Giappone. I rendimenti obbligazionari sono saliti ai massimi da decenni, mentre lo yen ha perso il 4,6% contro il dollaro da quando Takaichi è entrata in carica a ottobre, attestandosi attualmente intorno a 158,97.
Implicazioni strutturali per la crypto
Mentre Bitcoin non ha mostrato reazioni immediate alla decisione di venerdì, il panorama macro in evoluzione in Giappone pone rischi strutturali per i mercati delle criptovalute.
La preoccupazione centrale riguarda le strategie di carry trade finanziate in yen. Da anni, gli investitori prendono a prestito yen a tassi bassi per finanziare posizioni in asset a rendimento più elevato, incluse le crypto. Con la BOJ che segnala una normalizzazione della politica monetaria—e la contrarietà di Takata che riflette pressioni interne per una stretta più rapida—cresce il rischio di uno smantellamento improvviso delle carry trade.
Un forte apprezzamento dello yen, causato da una comunicazione restrittiva della BOJ o da shock esterni, potrebbe costringere gli investitori a leva a liquidare asset rischiosi per coprire le passività denominate in yen. Un precedente storico esiste: le turbolenze di mercato dell’agosto 2024 hanno visto Bitcoin crollare bruscamente mentre le carry trade in yen venivano disfatte in mezzo alle voci di un rialzo dei tassi da parte della BOJ.
La divergenza tra la graduale stretta monetaria giapponese e la potenziale espansione fiscale di Takaichi aggiunge un ulteriore livello di incertezza. Rendimenti crescenti dei titoli di Stato giapponesi potrebbero attirare capitali verso il reddito fisso domestico, riducendo la liquidità globale disponibile per gli asset rischiosi.
Cosa monitorare
La conferenza stampa del Governatore Kazuo Ueda, in programma più tardi venerdì, sarà seguita attentamente per captare segnali sulle tempistiche di futuri rialzi dei tassi. I mercati osservano soprattutto come la BOJ bilancerà il mandato anti-inflazione con l’incertezza legata alle elezioni e la recente volatilità dei mercati obbligazionari.
Per gli investitori crypto, le variabili chiave restano la velocità della normalizzazione della BOJ, le dinamiche del cambio yen e ogni segnale di stress nelle posizioni a leva. Sebbene la volatilità immediata sembri contenuta, l’impostazione strutturale suggerisce che il percorso della politica monetaria giapponese resterà un fattore macro critico per gli asset digitali per tutto il 2025.