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Il Giappone consentirà gli ETF crypto entro il 2028 mentre la competizione in Asia si intensifica

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

26 gennaio 2026 06:30 CET
  • Secondo quanto riportato dal Nikkei, l’FSA giapponese consentirà gli ETF crypto entro il 2028, con una tassa fissa del 20% sui guadagni.
  • Il partito di governo della Corea del Sud spinge il Digital Asset Basic Act attraverso una task force, ma le elezioni di giugno rendono incerta la tempistica.
  • Hong Kong rimane l’unico mercato asiatico con ETF crypto per il retail, anche se gli asset sono molto inferiori rispetto a quelli dei colleghi statunitensi.
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Il Giappone si prepara a legalizzare gli exchange-traded funds (ETF) su criptovalute entro il 2028, segnando un importante cambio di rotta nella seconda economia più grande dell’Asia verso l’adozione mainstream delle crypto, secondo quanto riportato da Nikkei.

Con una proposta di riduzione delle tasse dal 55% al 20% e i principali asset manager pronti a lanciare nuovi prodotti, il Giappone si posiziona come un nuovo, ma potenzialmente importante, protagonista nel panorama frammentato degli ETF su crypto in Asia.

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La riforma normativa del Giappone

L’FSA prevede di modificare l’ordinanza applicativa della Investment Trust Act entro il 2028. Le criptovalute verranno aggiunte all’elenco dei “beni specificati” idonei per i fondi comuni di investimento. Dopo l’approvazione della Borsa di Tokyo, gli investitori potranno scambiare ETF su crypto tramite normali conti di intermediazione. La struttura sarà simile a quella degli attuali ETF su oro e immobili.

Nomura Asset Management e SBI Global Asset Management stanno già lavorando allo sviluppo di prodotti in vista delle modifiche normative. Secondo le stime del settore, il mercato giapponese degli ETF su crypto potrebbe raggiungere 1.000 miliardi di yen (6,7 miliardi di dollari) in masse gestite. Questa stima si basa su paragoni con il mercato statunitense, dove gli ETF Bitcoin quotati negli USA hanno accumulato oltre 120 miliardi di dollari in asset.

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Riduzione delle tasse dal 55% al 20%

Forse il cambiamento più rilevante riguarda la tassazione. L’FSA intende presentare un disegno di legge alla Dieta nel 2026. Il disegno di legge riclassificherà le criptovalute nell’ambito della Financial Instruments and Exchange Act. Questo ridurrà il massimo dell’aliquota fiscale sui profitti da crypto dal 55% a un’aliquota unica del 20%, allineando i guadagni da crypto a quelli da azioni e fondi comuni di investimento.

L’attuale pressione fiscale ha rappresentato un forte deterrente per gli investitori giapponesi, molti dei quali hanno esitato a realizzare guadagni sulle proprie crypto. La riduzione proposta potrebbe sbloccare una domanda latente molto significativa.

Quadro di tutela degli investitori

L’approccio del Giappone riflette le lezioni apprese dalle recenti turbolenze di mercato. L’FSA richiederà alle banche depositarie che gestiscono la custodia degli ETF di implementare rigidi protocolli di sicurezza, affrontando le preoccupazioni aggravate dall’hackeraggio di DMM Bitcoin nel 2024 che ha provocato perdite per 48,2 miliardi di yen.

Gli asset manager e le società di intermediazione dovranno anche potenziare le informazioni sui rischi e le misure di sicurezza operativa in vista del lancio previsto per il 2028.

Il panorama frammentato degli ETF crypto in Asia

In tutta la regione, gli approcci regolamentari sono estremamente diversi.

Hong Kong rimane l’unico mercato in Asia con ETF su crypto spot disponibili per gli investitori retail, avendo lanciato sei prodotti su Bitcoin ed Ether nell’aprile 2024 e aggiunto ETF su Solana nell’ottobre 2025. Le masse gestite hanno raggiunto circa 500 milioni di dollari, una frazione rispetto ai livelli statunitensi.

Il Democratic Party al governo in Corea del Sud sta portando avanti il proprio Digital Asset Basic Act tramite una task force dedicata. Il partito mira a finalizzare una bozza entro la fine del mese. Tuttavia, il calendario rimane incerto in vista delle elezioni locali di giugno, con discussioni su un ETF Bitcoin spot – una promessa chiave del presidente Lee Jae-myung – potenzialmente rinviate.

Taiwan ha ampliato l’accesso nel febbraio 2025, consentendo ai fondi d’investimento domestici di investire in ETF su crypto passivi esteri. L’FSC sta inoltre portando avanti una legge dedicata alle crypto, con il presidente Peng Jin-lung che prevede il lancio di una stablecoin ancorata al dollaro taiwanese entro la metà del 2026.

Singapore non ha approvato ETF su crypto per investitori retail; la Monetary Authority mantiene la posizione che i token digitali non siano adatti agli schemi di investimento collettivo per il retail.

Aspettando fino al 2028, il Giappone potrà imparare dalle esperienze degli altri mercati. Tuttavia, con il partito al governo in Corea del Sud che spinge sulla propria normativa e Hong Kong che amplia la propria offerta, la corsa regionale è tutt’altro che risolta.

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