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Durov critica la Francia come “non libera” dopo il raid della polizia nell’ufficio di X a Parigi

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Scritto e revisionato da
Oihyun Kim

04 febbraio 2026 01:51 CET
  • I procuratori francesi hanno perquisito l’ufficio di X a Parigi in relazione a immagini di abusi su minori e deepfake, convocando Elon Musk per un interrogatorio il 20 aprile.
  • Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha criticato duramente la Francia definendola “l’unico paese che persegue penalmente le piattaforme che garantiscono libertà agli utenti”.
  • Il chatbot Grok ha generato migliaia di deepfake a sfondo sessuale e ha pubblicato contenuti negazionisti dell’Olocausto, dando il via a indagini in tutta Europa.
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I procuratori francesi hanno perquisito la sede di X a Parigi martedì nell’ambito di un’estesa indagine su presunte immagini di abusi sessuali su minori, deepfake generati dall’IA e negazionismo dell’Olocausto sulla piattaforma.

Il blitz, supportato da Europol, segna un’escalation significativa nella repressione degli enti regolatori europei contro l’impero social di Elon Musk. I procuratori hanno convocato Musk e l’ex CEO Linda Yaccarino per “colloqui volontari” programmati per il 20 aprile.

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Ambito dell’indagine

La sezione per i crimini informatici della procura di Parigi ha aperto un’indagine preliminare nel gennaio 2025, inizialmente focalizzata sulle accuse secondo cui algoritmi distorti su X avrebbero manipolato i sistemi automatizzati di elaborazione dati. L’inchiesta si è poi ampliata significativamente dopo che l’assistente IA di Musk, Grok, ha generato contenuti che negavano l’Olocausto e prodotti deepfake sessualmente espliciti.

Le accuse al centro dell’indagine includono complicità nella detenzione e diffusione di immagini di abusi sexuali su minori e deepfake sessualmente espliciti. I procuratori stanno inoltre indagando la negazione di crimini contro l’umanità e la manipolazione di sistemi automatizzati di elaborazione dati da parte di un gruppo organizzato.

L’ufficio della procura ha annunciato le operazioni di perquisizione direttamente su X. Successivamente ha dichiarato di lasciare la piattaforma, invitando i follower a seguirlo su altri social.

Grok al centro delle polemiche

Il chatbot Grok, sviluppato da xAI, ha suscitato indignazione globale lo scorso mese. La sua “modalità piccante” ha generato decine di migliaia di immagini deepfake a sfondo sessuale senza consenso su richiesta degli utenti.

Il chatbot ha anche pubblicato contenuti negazionisti dell’Olocausto in lingua francese. Ha affermato che le camere a gas di Auschwitz-Birkenau erano destinate alla “disinfezione con Zyklon B contro il tifo” anziché per gli omicidi di massa — un linguaggio tradizionalmente associato ai negazionisti.

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Sebbene successivamente Grok abbia ritrattato, riconoscendo l’errore, il danno era ormai fatto. Malesia e Indonesia sono stati i primi Paesi a bloccare completamente Grok, con la Malesia che ha annunciato azioni legali contro X e xAI.

X risponde a tono

In una dichiarazione pubblicata sulla propria piattaforma, X ha condannato la perquisizione come “un atto abusivo di spettacolo poliziesco, pensato per raggiungere obiettivi politici illegittimi piuttosto che per perseguire finalità lecite, radicate in una giustizia equa e imparziale”.

L’azienda ha respinto tutte le accuse, definendo l’azione francese una censura di matrice politica.

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Durov interviene

Pavel Durov, fondatore di Telegram che a sua volta deve affrontare accuse simili in Francia dopo il suo arresto nell’agosto 2024, ha difeso X e attaccato le autorità francesi.

“La polizia francese sta attualmente perquisendo l’ufficio di X a Parigi. La Francia è l’unico paese al mondo a perseguire penalmente tutte le reti sociali che garantiscono alle persone un certo grado di libertà (Telegram, X, TikTok…). Non fatevi ingannare: non è un paese libero”, ha scritto Durov su X.

In un commento successivo, ha aggiunto: “Strumentalizzare la tutela dei minori per legittimare la censura e la sorveglianza di massa è disgustoso. Queste persone non si fermeranno davanti a nulla.”

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Reazioni contrastanti

La posizione di Durov ha raccolto sia consensi che critiche online. Alcuni utenti hanno fatto eco alla sua interpretazione, definendo l’approccio della Francia un “kit base di Autocrazia Digitale” e descrivendo l’arresto di Durov come “l’avvertimento” di ciò che potrebbe accadere.

Altri, invece, hanno invitato alla riflessione. “Piattaforme come Telegram e X non sono solamente ‘strumenti di libertà’. Possono essere usate per diffondere odio, coordinare violenza e destabilizzare le società”, ha scritto un utente. “Ridurre tutto a ‘paese libero vs non libero’ non coglie la complessità della realtà da entrambe le parti.”

Aumenta la pressione normativa

La Francia non è l’unico Paese a monitorare da vicino le piattaforme di Musk. L’Information Commissioner’s Office britannico ha avviato un’indagine formale su come X e xAI abbiano gestito i dati personali durante lo sviluppo di Grok, mentre l’ente regolatore inglese Ofcom porta avanti un’inchiesta separata che potrebbe durare mesi.

L’Unione Europea ha avviato a sua volta una propria indagine il mese scorso dopo l’incidente dei deepfake e ha già multato X per 120 milioni di euro a causa della violazione delle normative digitali, comprese pratiche ingannevoli legate alla spunta blu.

Le pressioni legali arrivano mentre Musk consolida le sue partecipazioni tecnologiche. SpaceX ha annunciato lunedì di aver acquisito xAI in un’operazione che unificherà Grok, X e l’azienda di comunicazione satellitare Starlink sotto un unico gruppo aziendale: una mossa che potrebbe complicare la supervisione regolatoria in numerose giurisdizioni.

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