Il Chief Strategy Officer di Circle, Dante Disparte, ha pubblicato una difesa diretta dell’autorità della società di congelare USDC (USDC), citando come catalizzatore l’exploit da 270 milioni di dollari ai danni di Drift Protocol.
Il blog post e una dichiarazione separata su X sono arrivati dopo settimane di critiche da parte dell’investigatore onchain ZachXBT, che ha accusato Circle di inerzia mentre i fondi rubati si muovevano attraverso il Cross-Chain Transfer Protocol.
Circle risponde alle critiche sul congelamento
Circle ha presentato la propria capacità di congelare fondi come un obbligo di conformità e non come uno strumento discrezionale. Disparte ha spiegato che i congelamenti di USDC avvengono solo quando la legge impone un intervento tramite un processo formale.
Quando Circle congela USDC, non è perché abbiamo deciso unilateralmente o arbitrariamente che i beni di qualcuno debbano essere prelevati da lui. Lo facciamo perché la legge ci impone di agire”, ha scritto Disparte in un blog post.
La dichiarazione sembra indirizzata alla precedente accusa di ZachXBT secondo cui Circle non avrebbe congelato gli USDC rubati durante l’exploit del primo aprile.
L’investigatore aveva rilevato che centinaia di milioni di USDC erano stati spostati da Solana (SOL) a Ethereum (ETH) tramite CCTP durante l’orario lavorativo negli Stati Uniti, senza alcun intervento.
Disparte ha anche riconosciuto una tensione ben nota nel settore crypto. Ha sostenuto che lo stesso quadro normativo che tutela i detentori da interventi arbitrari limita anche la rapidità con cui un emittente può agire durante un exploit in corso.
Disparte sollecita quadri normativi più rapidi
Oltre a difendere le politiche esistenti, Disparte ha richiesto nuove strutture legali che consentano a emittenti ed exchange di intervenire contro i furti in modo più rapido, senza però generare rischi di abuso di potere.
Ha affermato che gli strumenti per intervenire esistono, ma manca l’autorizzazione legale per agire in modo rapido e coordinato.
Ha indicato la GENIUS Act e la CLARITY Act come strumenti per codificare questi standard. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta già avanzando nel processo normativo per implementare la GENIUS Act, con la FDIC che ha approvato una proposta normativa il 7 aprile.
Parallelamente, Disparte ha pubblicato un editoriale invitando il Regno Unito a cogliere il vantaggio della “second mover advantage” nella regolamentazione delle stablecoin.
Ha sostenuto che combinare elementi della normativa europea Markets in Crypto-Assets (MiCA) con il quadro della GENIUS Act potrebbe posizionare Londra come un hub competitivo.
Il contrasto tra un’applicazione civile aggressiva e la mancanza percepita di reazione davanti a un exploit confermato resta un tema centrale per i critici che mettono in discussione come gli emittenti regolamentati esercitino il potere di congelamento.