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Quando finirà la guerra tra USA e Iran? Gli utenti di Polymarket hanno una data

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Scritto e revisionato da
Mohammad Shahid

18 marzo 2026 00:35 CET
  • Le scommesse su Polymarket indicano giugno 2026 (fine del secondo trimestre) come il periodo più probabile per la fine della guerra.
  • Le dimissioni di Joe Kent e i rinnovati contatti tra USA e Iran (secondo quanto riportato da Axios) segnalano una crescente pressione per una de-escalation.
  • L’aumento dei prezzi del petrolio, le interruzioni nello Stretto di Hormuz e la pressione politica rendono una guerra prolungata improbabile.
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I mercati delle previsioni stanno iniziando a delineare una tempistica per la guerra tra Stati Uniti e Iran, e potrebbe concludersi prima di quanto molti si aspettino.

I dati di Polymarket mostrano che le scommesse con i volumi più elevati si concentrano intorno a giugno 2026, con utenti che tendono sempre più a considerare probabile una risoluzione entro la fine del secondo trimestre.

Le probabilità di un’uscita anticipata a marzo rimangono basse, mentre le possibilità aumentano nettamente tra fine aprile e maggio, raggiungendo il picco a giugno.

Una delle tante scommesse a elevato volume su Polymarket riguardo la guerra in Iran.
Una delle tante scommesse a elevato volume su Polymarket riguardo la guerra in Iran. Fonte: Polymarket
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Questo cambiamento avviene mentre cresce la pressione politica e diplomatica. Il 17 marzo il capo dell’antiterrorismo statunitense Joe Kent si è dimesso, secondo quanto riferito dopo aver criticato la direzione della guerra. La sua partenza si aggiunge ai segnali di tensione interna all’amministrazione.

Allo stesso tempo, anche la diplomazia informale sta facendo passi avanti in modo silenzioso. Secondo Axios, funzionari statunitensi e iraniani hanno riaperto canali di comunicazione diretti, segnando un cambiamento rispetto ai precedenti colloqui indiretti.

Anche se non sono negoziati formali, ciò indica sforzi iniziali di de-escalation.

Nel frattempo, le condizioni economiche stanno rendendo la tempistica ancora più stringente. Lo Stretto di Hormuz continua a essere interrotto e il prezzo del petrolio è salito sopra i $100, aumentando i rischi di inflazione a livello globale.

Anche gli alleati europei e asiatici hanno respinto le richieste degli Stati Uniti di schierare navi da guerra, limitando così la capacità di Washington di intensificare il conflitto.

Prezzo del petrolio greggio dall’inizio della guerra in Iran
Prezzo del petrolio greggio dall’inizio della guerra in Iran. Fonte: Oilprice.com

Anche la pressione dell’opinione pubblica sta aumentando. Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, l’opposizione interna alla guerra cresce, aumentando l’urgenza di una strategia di uscita chiara.

Storicamente, conflitti come la guerra tra Russia e Ucraina sono durati anni.

Tuttavia, gli analisti spiegano che questo conflitto è strutturalmente diverso. Lo shock economico e i vincoli geopolitici rendono insostenibile una guerra prolungata.

Considerando tutti questi segnali, la direzione è una sola. I mercati si aspettano che gli Stati Uniti dichiarino qualche forma di successo strategico ed escano dal conflitto entro la metà del 2026, invece di lasciare che la guerra si prolunghi nel tempo.

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