Dan Niles, fondatore di Niles Investment Management, afferma che continua ad apprezzare Alphabet e Meta Platforms. Cita la crescita di Google Cloud sopra l’80% e l’agente Muse AI di Meta, mentre Nvidia si avvicina a una valutazione di 6.000 miliardi di dollari.
Nvidia ha raggiunto un massimo storico il 2 ottobre, il che mostra quanto gli investitori siano disposti a pagare per i chip AI. La vera domanda è chi otterrà un ritorno sugli investimenti in AI che ci stanno dietro.
Perché Dan Niles continua ad apprezzare Meta dopo il rally?
Niles aveva individuato Meta il 7 settembre, quando il titolo era in calo di circa il 7% dall’inizio dell’anno, ha spiegato.
Meta ha lanciato Muse, un agente che naviga sul web e svolge compiti per gli utenti, l’8 settembre. Niles afferma che attualmente l’app è sopra ChatGPT sull’App Store.
Google, Microsoft e Amazon già affittano potenza di calcolo AI tramite i cloud pubblici. Meta, invece, non lo fa ancora, e secondo Niles un ramo cloud potrebbe essere la prossima via per monetizzare la spesa in AI.
A settembre apprezzava il titolo più di quanto non lo faccia ora, dopo il rialzo. Nonostante ciò, vede ancora momentum, e JPMorgan ha alzato il target price di Meta a 920 dollari da 820 dollari lo scorso mese.
La crescita di Google Cloud può compensare le preoccupazioni per il motore di ricerca?
Alphabet ha comunicato il 22 luglio che i ricavi di Google Cloud sono aumentati dell’82% a 24,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre. Niles lo ha definito il tasso di accelerazione più rapido tra Google, Microsoft e Amazon.
Nello stesso trimestre, i ricavi di Google Search e di altre divisioni sono cresciuti del 17% raggiungendo 63,3 miliardi di dollari, nonostante i timori legati alle disruption dell’AI.
C’è comunque un aspetto che, secondo Niles, manca: Google non ha ancora un agente concorrente, mentre OpenAI ha già lanciato il suo agente Dots.
Per quanto riguarda la ricerca, invita gli investitori a continuare a monitorare i dati.
“Bisogna osservare i numeri e assicurarsi che non ci siano problemi con la ricerca.”
Dan Niles, fondatore e gestore di portafoglio di Niles Investment Management, intervista
Il backlog cloud di Alphabet, ovvero i contratti firmati dai clienti ma non ancora contabilizzati come ricavi, ha raggiunto i 514 miliardi di dollari a giugno. Insieme al balzo di Muse sull’App Store, resta da vedere se i clienti saranno disposti a pagare per l’AI che lavora su quei chip.









