Le fusioni e acquisizioni (M&A) nel settore crypto hanno raggiunto un record di 9,66 miliardi di dollari in valore dichiarato nella prima metà del 2026, nonostante il numero di operazioni annunciate sia diminuito del 25% arrivando a quota 87.
Questo dato emerge dalla ricerca di CryptoRank Research, che ha monitorato 87 annunci di acquisizioni tra gennaio e giugno. Il valore dichiarato è aumentato del 223% rispetto alla seconda metà del 2025, mentre l’attività di deal è scesa al livello più basso dall’inizio del 2025.
Le megadeal hanno spinto il record M&A nel settore crypto
Per la prima volta nella serie di dati, il numero di deal e il valore dichiarato si sono mossi in direzioni opposte. Gli annunci erano cresciuti costantemente passando da 27 nel primo semestre del 2024 a 116 nella seconda metà del 2025, per poi invertire la rotta.
L’inversione nasce dal lato degli acquirenti. Alcuni acquirenti strategici con grosse disponibilità, principalmente aziende quotate in borsa ed exchange regolamentati, hanno continuato a spendere. I piccoli acquirenti che avevano alimentato il boom dell’anno precedente si sono invece tirati indietro.
La concentrazione spiega in dettaglio la situazione. Solo 21 degli 87 annunci hanno dichiarato un valore, rappresentando il 24% del totale. I quattro deal più grandi da soli hanno rappresentato il 76% dei 9,66 miliardi di dollari complessivi.
Una sola transazione ha pesato moltissimo. L’accordo di Bullish per l’acquisizione di Equiniti, transfer agent, per 4,2 miliardi di dollari ha inciso per il 43% del totale semestrale.
Lo schema è analogo a quello nel mercato corporate, dove il valore si concentra in megadeal mentre i volumi calano.
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Un record costruito sulle dichiarazioni, non su prezzi più alti
Il deal tipico non è diventato più caro. La transazione mediana dichiarata è rimasta ferma a 100 milioni di dollari rispetto al secondo semestre 2025 e in calo del 20% rispetto al primo semestre 2025.
Questa differenza evidenzia che si tratta di una questione di reporting più che di prezzo. La tipologia di acquirenti si è spostata verso aziende quotate e regolamentate, che devono comunicare pubblicamente termini e condizioni delle operazioni, a differenza degli acquirenti privati che possono non farlo. Le operazioni abbastanza grandi da risultare rilevanti rendono la dichiarazione obbligatoria.
Il record, quindi, riflette un mercato più trasparente al vertice, non un aumento diffuso delle valutazioni.
Le operazioni completate sottolineano il passaggio verso acquirenti regolamentati. Questo mese Mastercard ha completato l’acquisizione della stablecoin BVNK per un massimo di 1,8 miliardi di dollari. L’acquisizione di Equiniti è invece ancora in sospeso, con chiusura prevista a gennaio 2027.
Gli acquirenti hanno anche cambiato obiettivi. L’infrastruttura è emersa come la categoria più importante, mentre le acquisizioni nel settore della Finanza Decentralizzata (DeFi) sono scese da 24 a 9, lasciando così il primato costruito nel 2025.
Al momento, il record dice di più su un accordo da 4,2 miliardi di dollari che non sul reale valore delle aziende crypto.
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