The Digital Chamber, uno dei principali gruppi di difesa del settore crypto, ha invitato il Congresso degli Stati Uniti a preservare la possibilità di generare rendimenti per le stablecoin di pagamento.
Nella sua ultima proposta, il gruppo ha sostenuto che le attuali bozze legislative del CLARITY Act rischiano di vietare le fondamenta operative della DeFi.
SponsoredDigital Chamber chiede al Congresso di preservare i rendimenti delle stablecoin
In particolare, il gruppo ha chiesto ai legislatori di mantenere le esenzioni previste nella Sezione 404 del CLARITY Act proposto.
Queste disposizioni distinguono tra l’”interesse” tradizionale, che le banche pagano sui depositi assicurati, e altre tipologie di tassi d’interesse. Separano efficacemente questi redditi dai “rewards” ottenuti tramite l’attività di fornitura di liquidità (LP) sui DEX.
La Digital Chamber ha avvertito che la rimozione di queste esenzioni non solo soffocherebbe l’innovazione a livello nazionale, ma andrebbe anche a “minare la dominance del dollaro”.
Il gruppo sostiene che se le stablecoin regolamentate negli USA venissero legalmente escluse dalla partecipazione ai mercati DeFi, il capitale globale si sposterebbe inevitabilmente verso asset digitali emessi all’estero o entità offshore non regolamentate.
Sponsored SponsoredSecondo loro, questo cambiamento ridurrebbe effettivamente la domanda del dollaro USA nell’economia digitale.
Inoltre, il gruppo di advocacy ha sottolineato che un divieto totale sui rendimenti costringerebbe gli utenti a strategie di holding passivo.
Secondo quanto affermano, ciò potrebbe, paradossalmente, aumentare l’esposizione finanziaria al cosiddetto “impermanent loss”. Questo è un rischio legato alla volatilità degli asset presenti nei pool di liquidità.
La Digital Chamber offre concessioni normative
In particolare, la lobby bancaria sostiene che permettere alle stablecoin di offrire rendimenti senza rispettare i requisiti di capitale bancari crei una pericolosa opportunità di arbitraggio.
A loro avviso, questa lacuna normativa rischia di destabilizzare l’intero sistema finanziario. Hanno inoltre affermato che le stablecoin ad alto rendimento drenerebbero liquidità dalle banche locali.
Come possibile compromesso, la Digital Chamber ha proposto di richiedere comunicazioni chiare ai consumatori per spiegare che i rendimenti delle stablecoin non sono equiparabili ai tassi d’interesse bancari e non sono coperti da assicurazione FDIC.
SponsoredInoltre, hanno raccomandato che le autorità di regolamentazione conducano uno studio federale denominato “Deposit Impact” due anni dopo l’entrata in vigore della legge.
Secondo il gruppo, questi dati empirici dimostreranno che le stablecoin integrano, piuttosto che stravolgere, il settore bancario tradizionale.
Le raccomandazioni arrivano proprio mentre le negoziazioni su un completo disegno di legge sul mercato (CLARITY Act) giungono a un punto critico di stallo.
Un incontro ad alta tensione alla Casa Bianca all’inizio di questa settimana tra rappresentanti bancari ed esponenti del settore crypto si sarebbe concluso con un nulla di fatto.
I lobbisti di Wall Street restano fermamente contrari a qualsiasi misura che consenta agli emittenti di stablecoin non bancari di trasferire rendimenti ai clienti, ritenendo questi prodotti una minaccia diretta al modello tradizionale di raccolta dei depositi.