Ethereum ha subito una brusca correzione, con il prezzo che è sceso di quasi il 29% nell’ultima settimana, scivolando sotto la soglia dei $2.000. ETH ora viene scambiato su livelli che non si vedevano da nove mesi, riflettendo una forte debolezza su tutto il mercato.
L’indebolimento del supporto da parte degli acquirenti ha peggiorato ulteriormente la situazione e i dati on-chain confermano lo stress crescente tra gli holder di Ethereum.
SponsoredGli holder di Ethereum tornano a vendere
Gli holder di Ethereum hanno reagito sempre più spesso con panic selling, mentre le condizioni generali del mercato si sono deteriorate. I dati on-chain dell’indicatore Realized Profit/Loss mostrano che gli investitori hanno venduto anche in perdita. Le perdite realizzate sono salite oltre 1,2 miliardi di dollari in sole 24 ore, segnalando una capitolazione diffusa in cui gli holder danno priorità alla riduzione del rischio piuttosto che al recupero.
Perdite realizzate così elevate spesso estendono i ribassi, rafforzando il momentum negativo. Man mano che viene venduto altro ETH in perdita, il prezzo subisce ulteriore pressione al ribasso. Questo comportamento suggerisce che la fiducia resta fragile, limitando la capacità di Ethereum di stabilizzarsi finché l’attività di vendita non diminuisce in modo significativo su tutta la rete.
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SponsoredGli investitori di lungo periodo di Ethereum cambiano posizione
Il comportamento degli holder di lungo periodo mostra segnali di stress simili. L’indicatore HODLer Net Position Change è sceso, con le barre che diventano rosse a segnalare deflussi netti dai wallet di lungo periodo. Questo cambiamento è rilevante perché gli holder di lungo termine vengono generalmente considerati la spina dorsale della struttura del mercato e della stabilità di prezzo di Ethereum.
Quando gli holder di lungo periodo distribuiscono invece di accumulare, spesso si segnala una profonda preoccupazione. La loro decisione di vendere nonostante le perdite crescenti indica un aumento del panico anche tra gli investitori più convinti. Questo sviluppo aggiunge pressione a livello macro e aumenta il rischio che il ribasso di Ethereum possa approfondirsi prima che inizi una ripresa significativa.
Il prezzo di Ethereum potrebbe segnare un’inversione
Il prezzo di Ethereum è scambiato attorno a $1.920 al momento della pubblicazione dopo un calo del 29% in una settimana. La discesa sotto i $2.000 ha rafforzato la struttura ribassista su diversi timeframe. Considerando gli attuali indicatori on-chain e di sentiment, ETH resta vulnerabile a nuove discese nel breve periodo.
ETH al momento tiene sopra il supporto a $1.796. Se questo livello dovesse cedere, il prezzo potrebbe scendere fino a $1.671 o anche meno. Ethereum si trova già su un minimo a nove mesi, raggiunto l’ultima volta a maggio 2025, aumentando il rischio di nuove vendite forzate legate alle liquidazioni se il supporto dovesse saltare.
Uno scenario di ripresa resta possibile se la pressione in vendita dovesse diminuire. Ethereum potrebbe riconquistare la soglia dei $2.000, supportata da una condizione di ipervenduto. Il Money Flow Index è ben al di sotto del livello 20,0, indicando che la pressione in vendita ha probabilmente raggiunto il culmine. Storicamente, questi livelli hanno preceduto rialzi di breve periodo.
Un rimbalzo simile potrebbe verificarsi se gli investitori evitassero ulteriori vendite. Mantenere la fornitura fuori dagli exchange potrebbe permettere a ETH di recuperare momentum. In questo scenario, Ethereum potrebbe superare nuovamente i $2.000 e puntare a $2.500. Una conferma di questo movimento invaliderebbe la tesi ribassista e restituirebbe fiducia al mercato.