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L’oro ha appena vissuto la sua peggior settimana dal 1983, ecco dove potrebbe andare il denaro intelligente ora

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Scritto e revisionato da
Lockridge Okoth

22 marzo 2026 21:11 CET
  • L’oro subisce il peggior calo settimanale dal 1983 mentre la crisi di liquidità innesca una liquidazione generalizzata degli asset.
  • Le tensioni nel mercato obbligazionario e l’aumento dei rendimenti spingono il forced selling, mettendo in discussione le narrazioni tradizionali dei beni rifugio.
  • Lo smart money ruota verso alternative come i mercati privati, i frontier asset e le risorse digitali.
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Il calo settimanale più marcato dell’oro degli ultimi quarant’anni sta agitando i mercati globali e costringendo a ripensare il concetto stesso di “bene rifugio” nell’attuale contesto macroeconomico.

Il metallo prezioso, da sempre considerato una copertura contro l’incertezza, è invece diventato una delle prime vittime di un’ondata di vendite guidate dalla mancanza di liquidità. Questo solleva interrogativi su dove si sposteranno i capitali in futuro.

Il crollo dell’oro segnala un reset guidato dalla liquidità sui mercati globali

Il prezzo dell’oro ha registrato il suo maggiore calo settimanale in oltre 40 anni, un movimento che si è verificato nonostante le continue tensioni geopolitiche.

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Andamento del prezzo dell’oro
Andamento del prezzo dell’oro. Fonte: TradingView

In teoria, le condizioni di tensione geopolitica dovrebbero supportare i prezzi, il che suggerisce che sotto la superficie stia accadendo qualcosa di più profondo. Gli analisti indicano che uno scambio ormai sovraffollato si sta rapidamente smontando.

“L’oro ha appena vissuto la sua peggior settimana dal 1983. In piena guerra. È assurdo. Questo doveva essere il momento dell’oro. Ecco la logica: l’oro a $5.500 non era prezzato come bene sicuro. Era prezzato per lo scambio. Uno scambio molto affollato”, ha detto Nic Puckrin, fondatore di Coin Bureau.

Secondo Puckrin, le banche centrali hanno iniziato ad accumulare oro in modo aggressivo dopo che gli asset russi sono stati congelati nel 2022, dando il via a una corsa agli acquisti. Questo ha portato gli afflussi negli ETF ai massimi storici, mentre gli investitori si sono ammassati nello stesso scambio.

Tuttavia, ora la dinamica si sta invertendo. Con l’intensificarsi delle pressioni geopolitiche e la guerra che costringe le banche centrali ad attingere alle riserve invece che ad accumularle, attori chiave, tra cui gli stati del Golfo produttori di petrolio che stanno affrontando dei vincoli all’export, potrebbero passare dal comprare al vendere.

In questo contesto, la liquidità ha la priorità sulle posizioni e, quando le stesse istituzioni che hanno alimentato il rialzo hanno bisogno di liquidità, sono costrette a vendere proprio gli asset che avevano accumulato. Secondo Puckrin, questo spiega perché l’oro, che era stato uno degli asset con le migliori performance del ciclo precedente, sia ora tra i primi a crollare.

Il cambiamento riflette una dinamica di mercato più ampia: quando la liquidità si esaurisce, anche le coperture tradizionali vengono liquidate.

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Il rapido calo del metallo, che ha perso circa 600 dollari in pochi giorni, sottolinea quanto velocemente il sentiment possa cambiare in un contesto di vendite forzate.

Al centro di questa pressione si trova il mercato obbligazionario. I rendimenti dei Treasury USA sono saliti bruscamente nelle ultime settimane, con il decennale che ha registrato un’impennata tra paure sull’inflazione, segnali aggressivi dalle banche centrali e rischi legati allo smontaggio di posizioni a leva.

Treasury USA a 10 anni
Treasury USA a 10 anni. Fonte: TradingView

Gli analisti avvertono che ulteriori rialzi potrebbero generare una liquidazione a catena tra le asset class, costringendo gli investitori istituzionali a ridurre rapidamente il rischio.

Questa pressione è già visibile nei dati sul sentiment. Secondo la Kobeissi Letter, il sentiment ribassista tra i retail è salito al 52%, il valore più alto da metà 2025.

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Il sentiment ribassista raggiunge il picco mentre il capitale si sposta verso le alternative

Il deterioramento, uno dei cambiamenti più rapidi degli ultimi anni, porta le condizioni attuali in linea con i minimi delle precedenti fasi di mercato ribassista.

In questo contesto, alcuni analisti avvertono che i grandi operatori stanno scaricando asset proprio ora, accumulando potenzialmente liquidità perché qualcosa di profondo sta iniziando a rompersi.

Pur restando opinioni altamente speculative, riflettono una preoccupazione crescente: i mercati sono guidati sempre meno dai fondamentali e sempre più dalla mancanza di liquidità. In mezzo alle turbolenze, l’attenzione si sta spostando su dove potrebbero finire i prossimi flussi di capitale.

“I family office non perdono più tempo con le classiche azioni e obbligazioni,” ha affermato Jake Claver, professionista qualificato per i family office.

Secondo Claver, stanno passando a investimenti privati, mercati di frontiera e asset digitali. Questo cambiamento suggerisce che gli investitori istituzionali sono già in fase di riposizionamento per un nuovo ambiente di rendimenti.

“È lì che si nascondono i veri rendimenti,” ha sottolineato.

Le crypto, in particolare, stanno tornando prepotentemente al centro dell’attenzione. Chad Steingraber ha sostenuto che, dopo il calo dell’oro, “la rotazione dei capitali comincerà a muoversi verso un’altra asset class”, aggiungendo che le crypto “restano sottovalutate”.

Pur essendo ancora volatili, per alcuni gli asset digitali vengono visti come potenziali beneficiari una volta che la vendita forzata finirà.

Nel frattempo, la liquidità resta il tema dominante. I mercati sembrano trovarsi in una fase di “prima si vende, poi si ruota”, in cui gli asset vengono liquidati per raccogliere denaro prima che emergano nuovi trend.

Resta incerto se si tratti dell’inizio di un riassetto sistemico più profondo o semplicemente di un ciclo di forte repricing.

Quello che è certo, però, è che il crollo storico dell’oro ha infranto un pilastro psicologico fondamentale dei mercati, indicando che, nell’attuale contesto, nessun asset è immune quando la liquidità diventa la priorità.

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